CERVUS| 27 Febbraio-1 Marzo

CERVUS
di Aaron Mark
con Ludovica Apollonj Ghetti Michele Demaria
traduzione, scenografia, e regia Michele Demaria

musiche originali Giorgio Mirto| luci Michelangelo Vitullo| assistente alla regia Bruno Prestigio| costruzione scene Ditta Lustrini| costruzione cervo Virginia Vittozzi | foto Luisa Fabriziani

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Dopo il debutto al Teatro Biblioteca Quarticciolo torna in scena al Teatro Studio Uno dal 27 febbraio al 1 marzo CERVUS “Cervus” del drammaturgo americano Aaron Mark, un lavoro della compagnia Lumik Teatro con protagonisti Ludovica Apollonj Ghetti e Michele Demaria.

Ken e Cynthia, marito e moglie. Sono finalmente rimasti soli: la figlia è andata all’università, il gatto è scappato, la madre è morta. Possono ritrovare la loro vita di coppia e godersi un po’ di solitudine. Durante il tragitto però investono un cervo e la bestia agonizza in mezzo alla strada. Se la donna, in preda ai sensi di colpa, vuole salvarla; l’uomo più pragmaticamente mette fine alle sue sofferenze dandole il colpo di grazia. La donna però non si rassegna, intravede vita lì dove c’è solo un corpo morto sanguinante, mette quindi il cervo nel portabagagli e lo porta a casa per prestargli soccorso. Quello che doveva essere un weekend romantico si tramuta in un weekend delirante tra sangue e docce si svolge questa nerissima commedia. I legami famigliari, gli impegni lavorativi, i soldi, lo stress della vita quotidiana vengono messi sulla bilancia insieme a terra, sangue e acqua.

Teatro Studio Uno
👉Giov– Sab ore 21,00 e Dom ore 18.00
PRENOTAZIONIhttp://j.mp/prenotaTS1
Perinfo: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com–info.teatrostudiouno@gmail.com

RISONANZA A 4.48 HZ|20-23 Febbraio|Sala Specchi

RISONANZA 448 HZ


Teatro concerto

di e con Daniele Casolino e Elena Lunghi

RISONANZA 448 HZ_ 20-23 febbraio _2020_Teatro-Studio-Uno

foto Luisa Fabriziani

Dal 20 al 23 febbraio 2020

Teatro Studio Uno | Sala Specchi | via Carlo della Rocca, 6 Roma

Al Teatro Studio Uno (Sala Specchi) in scena dal 20 al 23 febbraio 2020 “Risonanza 448 HZ” teatro concerto di e con Daniele Casolino e Elena Lunghi, una rilettura dell’opera “Psicosi delle 4.48” della drammaturga inglese Sarah Kane che travalica l’interpretazione del testo per restituirla in pentagramma musicale risonante a 448 HZ. Un teatro musicale in forma di reading.

448 HZ è la frequenza che le dottrine new age attribuiscono al Chakra del terzo occhio
La stessa frequenza in cui Sarah Kane oscilla tra il dentro e il fuori, tra il corpo e l’anima, se un’anima esiste. Un musicista/regista e un’attrice/interprete che si mettono fianco a fianco nella lettura del testo, in primis, e nella domanda di come tale testo possa essere messo in scena. Ecco quindi la sorpresa di vedere apparire davanti ai nostri occhi un’opera che si mette in scena, si auto-esprime, quasi a rifiutare ogni forma di teatralità, pur rimanendo necessariamente ed urgentemente da rappresentare.

Il risultato è un dramma contemporaneo in forma di concerto, come una volta succedeva nel melodramma, dove dismesse le pomposità sceniche dell’Opera, si scopriva il valore del testo musicale in sé togliendo la messa in scena.

Luci fisse, tre microfoni, attrice e musicista in scena, alla ricerca del suono della/e voce/i di Sarah Kane nell’impossibilità di restituire in dramma, in scena, il dramma personale e collettivo di una società malata d’amore ed egosimo, voracità dell’altro e narcisismo, prolissità verbale e incomunicabilità.

Nella sperimentazione di questa messa in scena, si scopre così per caso che alla frequenza di 448 hz sarebbe attribuita, da nuove ricerche scientifiche legate alla meccanica quantistica, la dote o meglio il range dove avverrebbe la rigenerazione delle cellule e, quindi, la guarigione. Sarà questa vibrazione, questa frequenza a “dare il La“, a mettere in risonanza i corpi in scena tra loro e con/nel testo. Sul fondo una proiezione fa eco e corpo risonante, all’impossibilità della messa in scena, in uno specchio immobile e deforme, Alice scaraventata in un altrove dove rimane Alice pur nell’impossibilità di attuarsi per tale.

Risonanza 448” 20-23 febbraio 2020

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingresso 12 euro. Tessera associativa gratuita

Giov – Sab ore 21,00 e Dom ore 18.00


PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

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FLUID|20-23 Febbraio|Sala Teatro

FLUID

un progetto di Franca Battaglia Teatro

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idea scenica, luci e regia
Ilaria Migliaccio

con il Collettivo F.B.T. composto da
Monica Bandella
Giulio Bruno
Monica L’Erario
Luigi Milone
Martha Mirabelli
Laura Radduso
Valentina Santucci

Dal 20 al 23 febbraio 2020

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

“Fluid è qualcosa che scorre liberamente e senza ostacoli
è ribellione alle gabbie imposte dalla società,
è trasformazione
è ritrovarsi
è riconoscersi nell’altro
è scandalizzare col sentimento,
perché il vero scandalo è altrove”.

Debutta al Teatro Studio Uno dal 20 al 23 febbraio 2020FLUID” un progetto di Franca Battaglia Teatro nato da percorso laboratoriale permanente tenuto dalla regista Ilaria Migliaccio che porta in scena, insieme a sette allievi attori, una riflessione profonda sull’identità di genere.

FLUID è un palazzo che sta per essere colpito da un meteorite staccatosi da Marte. Sono gli abitanti di FLUID a renderlo un luogo speciale, ognuno con la propria etichetta che la società gli ha cucito addosso: il travestito, il gay, la donna resiliente, l’uomo etero deviante, il transessuale, l’omosessuale bipolare, la cyborg. Sette vite che traboccano di meraviglia e parole, di silenzi e dolore, di rabbia e ironia. Alcune vite raccontano di storie realmente accadute. Altre sono totalmente inventate, ma talmente vere da sembrare realmente vissute.

In scena le case segnate a terra da scotch bianco, disegneranno lo spazio privato di ogni personaggio. Le finestre, lo spazio pubblico. I confini verranno abbattuti, mescolati, superati…anche quelli con lo spettatore, che sarà invitato a interagire, la loro sarà una rivoluzione oltre le definizioni che incastrano in azioni sempre uguali.

La medicina, le scienze, la società definiscono, intervengono, forzano quello che, per loro, non è naturale, normale. Temono il diverso che sfugge al loro controllo. E allora gli abitanti di FLUID sfuggiranno. Prendendosi poco a poco il loro spazio nel mondo. Per essere divergenti, espandersi, dilagare oltre le regole imposte.

FLUID” 20-23 febbraio 2020

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingresso 12 euro. Tessera associativa gratuita

Giov – Sab ore 21,00 e Dom ore 18.00


PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

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IL BARBIERE DI SIVIGLIA|I tre barba|13-16 Febbraio

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

da Gioacchino Rossini e Cesare Sterbini

regia I TRE BARBA

con Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo

rigoletto

foto Luisa Fabriziani

13 – 16 febbraio 2020

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

Torna in scena a grande richiesta al Teatro Studio Uno dal 13 al 16 febbraio 2020 “Il barbiere di Siviglia” spettacolo ispirato alla lirica di Gioacchino Rossini e Cesare Sterbini, seconda parte del progetto dedicato all’opera (che comprende anche “Così fan tutte” e “Rigoletto”) ideato e messo in scena da “I Tre Barba”: Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo.

I Tre Barba, attraverso la prosa, ripropongono i libretti dei più celebri capolavori operistici del ‘700 e ‘800 offrendo uno sguardo irriverente, satirico e fantasioso, giocando in modo intelligente con la musica e i libretti dell’opera lirica, per rendere popolare e vicina a tutti una forma d’arte unica apparentemente lontana ed elitaria.

Il Barbiere di Siviglia è ispirato alla figura di Figaro, il protagonista della trilogia di Beaumarchais ed ha un impianto di commedia dell’arte, lasciando poco spazio alla psicologia dei personaggi e alle modernissime riflessioni sull’amore che caratterizzano l’opera di Mozart; i temi trattati, infatti, sono i soliti noti: l’amore ostacolato, il travestimento e l’equivoco. Nel Barbiere di Siviglia la modernità è rappresentata dalla musica: I tre barba, ancora una volta si cimentano nel riarrangiamento delle aria, tra le quali le celeberrime largo al factotum o la calunnia, interpretandole completamente a cappella e senza l’ausilio di strumenti musicali.

Nell’allestimento de “Il Barbiere di Siviglia” I tre barba concedono più risalto al cantato cercando di valorizzare al meglio una delle opere liriche italiane più famose e maggiormente rappresentate nel mondo. I tre attori interpretano tutti i ruoli del testo dando vita ad un carosello frenetico e fortemente comico, servendosi unicamente di pochi oggetti simbolici e qualche costume di scena. Se nel Così fan tutte, I tre barba si erano serviti di forti contaminazioni pop e trap, questa volta l’atmosfera sarà impermeata di una nostalgia anni cinquanta, strizzando l’occhio allo swing e alla musica leggera italiana.

Il Barbiere di Siviglia” 13-16 febbraio 2020

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingresso 12 euro. Tessera associativa gratuita

Giov – Sab ore 21,00 e Dom ore 18.00


PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

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FAVOLE INTORNO AL MONDO|Teatro Ragazzi|Sabato 8 Febbraio ore 17

FAVOLE INTORNO AL MONDO|

Teatro Ragazzi|Sabato 8 Febbraio ore 17

FAVOLE INTORNO AL MONDO
Lo spettacolo, liberamente ispirato alla filastrocca “Girotondo di tutto il mondo” di Gianni Rodari, nasce da un lavoro di scrittura collettiva sul tema della favola come gioco e come strumento di comunicazione multiculturale e senza tempo, e utilizza tecniche di teatro d’attore e di figura.

scritto da Alessia D’Anna Riccardo Sinibaldi Diego Valentino Venditti

con Alessia D’Anna Diego Valentino Venditti

musiche originali Filippo Stefanelli

regia Riccardo Sinibaldi

produzione Carpet

Sinossi Fogg, inventore di favole, sembra aver perso l’ispirazione e non riesce a scrivere il suo nuovo libro. Passepartout, un allegro giramondo nato dalla sua fantasia, lo accompagnerà in un viaggio alla scoperta di storie sorprendenti dai cinque continenti, per ritrovare insieme la magia delle favole.

Dall’Africa all’Oriente, ogni luogo è sorprendente, per terra e per mare, nuovi amici puoi incontrare. C’è chi parte e c’è chi resta, c’è chi migra e chi fa festa. C’è chi parte su una barca, chi sale in funivia, chi vola in mongolfiera, chi viaggia… con la fantasia!

Lo spettacolo è consigliato a bambine e bambini dai 5 anni in su…

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingresso 6 euro. Tessera associativa gratuita

SABATO 8 febbraio ore 17

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

RIGOLETTO|I tre Barba|6-9 Febbraio|Sala Teatro

 

RIGOLETTO

da

Giuseppe Verdi e Francesco Maria Piave

a

I Tre Barba

Regia I Tre Barba

con Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo

disegno luci Matteo Ziglio

foto Luisa Fabriziani

rigoletto

dal 6 al 9 febbraio 2020

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

Dopo il successo della scorsa stagione con “Così fan tutte” e “Il Barbiere di Siviglia” tornano al Teatro Studio UnoI Tre Barba” ovvero Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo, con una delle opere più amate e conosciute di Giuseppe Vedi: “Rigoletto”.

Per questa terzo (e ultimo?) spettacolo, il trio de “I Tre Barba” ha deciso di completare il proprio, personalissimo viaggio attraverso la lirica, con uno dei drammi più celebri della tradizione italiana, perseguendo l’intento di far conoscere e riscoprire l’opera giocando in modo satirico e irriverente con la musica e i libretti dei grandi capolavori operistici.

Rigoletto è un vero e proprio melodramma, realizzato nel 1851, e apre la trilogia popolare verdiana composta inoltre da “Il Trovatore” e “La Traviata”. Reduci dalle due opere comiche “Così fan tutte” di Mozart e “Il barbiere di Siviglia” di Rossini (quest’ultimo verrà riproposto la settimana successiva dal 13 al 16 febbraio 2020 sempre al Teatro Studio Uno), i Tre Barba non potevano esimersi dal cimentarsi con un titolo del celebre Giuseppe Verdi.

Considerata la comprovata e risaputa incapacità da parte del trio di mantenere serietà e rigore durante la messa in scena, la scelta di un dramma così intenso, come Rigoletto, aumenta notevolmente l’aspetto satirico, che colpisce, oltre al semplice impianto lirico, anche la natura drammatica stessa del libretto del Piave: l’opera si trasforma così in una grottesca rappresentazione piena di enfasi tragica che sfocia, volenti o no, in quello che probabilmente risulterà lo spettacolo più comico della trilogia.

In un clima di festa sfrenato, su un palcoscenico pieno di palloncini e luci stroboscopiche, gli attori e cantanti (dilettanti) costruiscono una vera e propria farsa del dramma, alternando ai versi del libretto alcuni testi in prosa e misurandosi, ancora una volta, con le arie più famose dell’opera tra le quali spiccano “Cortigiani, vil razza dannata”, “Bella figlia dell’amore”, “Questa o quella per me pari sono” e l’immancabile “La donne è mobile”.

Non mancheranno le incursioni musicali moderne, da Elvis Presley a Johnny Cash… Tanto da Frank Sinatra a Benny Benassi il passo è breve.

Sinossi

La vicenda è ambientata a Mantova, nel XVI secolo. Rigoletto, gobbo buffone di corte, ha una figlia, Gilda, la cui esistenza tenta di mantenere segreta ai cortigiani, molti dei quali intendono vendicarsi di lui per le sue beffe feroci. Gilda si è invaghita, credendolo un povero studente, del frivolo e incostante duca di Mantova, introdottosi furtivamente nella sua casa per farle una corte appassionata.

In un secondo tempo i cortigiani del duca, che intendono vendicarsi di Rigoletto, rapiscono Gilda e la conducono al palazzo, credendola però l’amante e non la figlia del buffone. Quando Rigoletto vi incontra la figlia, che, sedotta dal duca, si dispera per la sua sorte, giura di vendicarne l’onta e, ingaggiato un sicario, Sparafucile, ordisce la vendetta. Ma all’ultimo momento Gilda, ancora innamorata del duca, si sostituisce a lui e cade pugnalata in sua vece.

Rigoletto” 6-9 febbraio 2020

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingresso 12 euro. Tessera associativa gratuita

PROMO SPECIALE ACQUISTO RIGOLETTO+BARBIERE DI SIVIGLIA 20€

Giov – Sab ore 21,00 e Dom ore 18.00


PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

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AMIDO|23-26 Gennaio|Sala Teatro

 

AMIDO
Di Ali Bhatti
Operazione drammaturgica di Mauro Santopietro

Con
Ali Bhatti

Regia Mauro Santopietro
Organizzazione Spring di Grazia Sgueglia

Teatro Studio Uno 23-26 gennaio 2020

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PROGETTO
Dal 2017, per tre anni consecutivi, Mauro Santopietro, attore e regista, e Grazia Sgueglia, organizzatrice e produttrice, danno vita, insieme ad altre partnership, a un laboratorio interculturale di teatro per adolescenti dai 18 ai 25 anni. Il laboratorio è aperto a tutti, con un occhio particolare a tutti quei ragazzi che provengono dalle periferie: periferie del mondo occidentale, periferie di una grande città. Ed ecco che ragazzi che non conoscono il teatro o che non lo vivono e lo praticano nella loro quotidianità hanno avuto modo di portare avanti un’esperienza teatrale con l’obbiettivo primario non di formare attori ma di far nascere in loro un’idea, una decisione, una consapevolezza, la volontà di esporla e di esporsi e di credere in sé stessi.
Alì è nel gruppo dal primo momento: quando ha iniziato a partecipare al laboratorio era da pochi mesi in Italia, non parlava l’italiano, anzi non parlava, vinto dalla timidezza e dalla paura di non essere accolto e accettato. Ha resistito e ha affrontato il primo saggio. E’ scoccata una scintilla. Ha cominciato ad amare il teatro, tanto da continuare il laboratorio anche al secondo anno e al terzo, malgrado la sua vita quotidiana fosse votata a crearsi indipendenza, stabilità economica e la possibilità di rimanere in Italia. Alì comincia a sciogliersi e a raccontare ai suoi amici e ai suoi docenti il suo viaggio a piedi, a soli quindici anni, attraverso l’Iran, la Turchia, risalendo per l’ex-Jugoslavia, e dall’Austria l’approdo a Roma, ignaro che fosse Roma, novello Ulisse, novello Enea, in cerca di un miglioramento della sua vita. Per questo Mauro Santopietro e Grazia Sgueglia, consapevoli delle sue potenzialità e facendosi garanti di professionalità ed esperienza, hanno ritenuto giusto proporgli di fare un piccolo salto e provare a misurarsi con un pubblico più esigente, con un monologo più impegnativo che restituisca attraverso il racconto del suo viaggio quella verità e quell’innocenza di sguardo che Pasolini cercava quando sceglieva non-attori per i suoi film.
(Grazia Sgueglia)

SINOSSI – NOTE DI REGIA
In natura l’amido è una sostanza che presenta un alto potere calorico, fornisce un lento rilascio di glucosio nel sangue e assicura all’organismo energia a lungo termine. Lo stesso effetto lo si ha nell’ascoltare una bella storia di vita.
Ali è seduto a centro palco. Ai suoi piedi un secchio colmo di patate da sbucciare e travasare in un contenitore vuoto. Alle sue spalle una radio che trasmette musica pop Italiana. Sono già diversi anni che è nel nostro Paese. Parla bene la nostra lingua e sembra essere perfettamente integrato. Ha lavoro, casa, cerca di costruirsi una famiglia ma non ha fretta. Il futuro è lì avanti a sé che lo attende, prova ad afferrarlo ogni giorno, ma il passato è ancora troppo ingombrante e lo scaraventa a terra.
Alì è fuggito per vivere meglio. Non per scampare alla morte o alla rivoluzione. Solo per vivere il futuro nel migliore dei modi. Proprio come pensano di voler fare molti giovani italiani. Che poi non fanno. Mentre lui ha attraversato a piedi il deserto.
“Non ricordo molto, ho annullato il tempo, forse, non so come ho fatto a trovare la forza. Volevo tornare indietro, non potevo farcela ma lì bisognava solo andare avanti, non ti potevi fermare perché “la guida” ti colpiva o poteva ucciderti. A un certo momento ho smesso di pensare. Dal Pakistan siamo arrivati in Iran, non so bene quanto tempo sia trascorso. C’erano solo uomini in viaggio con me, anche due bambini di circa dieci anni. Ricordo solo che finita una montagna ne iniziava un’altra e poi un’altra ancora, finché non siamo arrivati al confine turco. Lì ho davvero sentito la paura, capivo che era pericoloso. La polizia cercava di colpirci anche con le pietre, alcuni dei miei compagni sono caduti mentre correvano e uno è stato ucciso. Ricordo il freddo e il sapore dei biscotti. Era l’unica cosa poco pesante che il peso dei nostri zaini potesse sopportare. Non voglio ricordare. Arrivato in Italia avevo venti euro in tasca e sono corso in un bar, ho comprato una bottiglia d’acqua, non da mangiare perché per me è ancora difficile farlo, e ho chiesto le chiavi del bagno. Mi sono lavato, il sapone era nero, avevo con me anche un rasoio e mi sono tagliato la barba.”
Ascoltare questa sua storia, una storia vera, una storia ad alto livello glicemico, dovrebbe fare riflettere sulla parola coraggio. Dal latino cor habeo, avere cuore. E forse fare nascere un pensiero a chi guarda gli stranieri come gente priva di virtù. Non vuole essere una storia di razzismo. Alì è un ragazzo perfettamente integrato. È la storia di Alì. Semplicemente una storia dolce, capace di ammorbidire le rigidità del nostro quotidiano. Una delle tante qualità dell’amido.
(Mauro Santopietro)

Teatro Studio Uno 23-26 gennaio 2020
giov – sab ore 21.00 dom ore 18.00
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SUCK MY IPERURANIO|30-Gennaio-1 febbraio|Sala Teatro

SUCK MY IPERURANIO

Di e con Giovanni Onorato

liberamente ispirato dai racconti di Heinrich Böll

aiuto regia Margherita Franceschi

aiuto drammaturgia Teodora Grano

iperuranio
30
gennaio – 1 febbraio 2020

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

Maria mi ha lasciato ed io vorrei trovare il modo di spiegarle questa sensazione che ho

di camminare come se fosse il primo o l’ultimo giorno dell’umanità.”

Al Teatro Studio Uno dal 30 gennaio al 1 febbraio 2020 in scena “Suck my Iperuranio

di e con Giovanni Onorato, un monologo inedito liberamente ispirato dai racconti di Heinrich Böll che ironizza, gioca e si fa beffa delle sofferenze d’amore perduto.

Un aspirante comico in lacrime. Un pessimo inizio. Il sentimento dell’estasi. Non restano che le battute, le battute sì, come antidoto all’autocommiserazione. E poi il pianto, la tragedia e lo schiaffo come antidoto alle battute, ’è una gioia antica negli occhi del comico invisibile a tutti tranne che a lui e forse a chi lo ha amato, e forse è questo a rendergli impossibile lasciar andare.

Come possiamo esser grati di tutto lasciar andare ogni dolore e ridere e piangere senza chiedere niente e guardare ogni cosa coperta di luce sconvolti e innamorati?

Suck my Iperuranio” prova a rispondere a questa domanda, prendendo le mosse dal romanzo “Opinioni di un Clown” di Heinrich Böll, porta in scena i pensieri di un giovane comico dilettante chiuso nella sua stanza, intento da una parte a seppellire il proprio dolore facendosi buffo e dall’altra a ricordare furiosamente l’intensità del suo amore perduto.

A partire dal libro sopracitato e dal meraviglioso “Pane dei verdi anni” viene sviluppata una drammaturgia originale che utilizza i racconti come pretesti più che come testi e sposta la narrazione in un ipotetico qui ed ora.

Giovanni Onorato, nato a Roma nel 1995, comincia ad approfondire le arti performative frequentando il teatro Carrozzerie n.o.t di via Panfilo Castaldi, dove ha la possibilità di partecipare a numerosi laboratori e workshop, in particolare con Mariella Celia, Massimiliano Civica, Adriano Mainolfi, Giorgio Sangati e Francesco Villano. Fuori da questo spazio continua la sua formazione inseguendo realtà interessanti del panorama teatrale italiano, quali Alessandra Cristiani, Danio Manfredini, Marcello Sambati e Teatro Valdoca. Nel 2016 si trasferisce a Berlino dove frequenta il Dance Intensive Programme, un percorso di formazione in danza contemporanea della durata di un anno organizzato dal centro di ricerca per il movimento “Tanzfabrik Berlin”.

Tornato a Roma ha la fortuna di incontrare Dante Antonelli, con il quale debutta presso Carrozzerie n.o.t con lo spettacolo “Primo Atto”, il 29 Settembre 2018, in scena con il lavoro completo “Atto di adorazione” al Roma Europa Festival.

SUCK MY IPERURANIO Dal 30 gennaio al 1 febbraio 2020

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingresso 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21,00


PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

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MARE ANARCHICO | Trilogia della nuda vita 16-19 gennaio| Sala Teatro

16-19 GENNAIO | Teatro Studio Uno

collettivo BEstand
presenta

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MARE ANARCHICO |Trilogia della nuda vita
De-Siderale
di Giuseppe Maria Martino e Lauraluna Fanina
regia Giuseppe Maria Martino
dramaturg Dario Postiglione
con Lauraluna Fanina e Angela Dionisia Severino

scene Simona Batticore
luci Sebastiano Cautiero
suono Mauro Varchetta
organizzazione e comunicazione Emanuele Sacchetti
foto di scena Armando Francesco Serrano

Nel febbraio 2017 un giovane friulano, Michele, si uccide a trent’anni, lasciando una lettera che è stata letta come l’atto d’accusa di una generazione contro una “realtà sbagliata”, da cui “non si può pretendere niente”. Il suicidio è rivendicato come un atto di libertà, e dunque un atto politico: “il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare”. Siamo partiti da qui, ma non per indagare la vicenda personale del Michele che ci è stato consegnato dalla cronaca, quanto piuttosto per fissare lo sguardo su ciò che di quella lettera, di quell’atto, ci appartiene in quanto generazione. In scena, la Madre ripercorre ritualmente la vita di suo figlio Michele, morto suicida. Intorno alla vicenda gravitano una serie di personaggi – vicini, conoscenti, giornalisti, psicologi da talk show – ognuno di loro è diversamente coinvolto o interpellato a dire la sua, a interpretare o “normalizzare” il gesto del suicida, fino al momento del funerale.

Teatro Studio Uno 16-19 gennaio 2020
giov – sab ore 21.00 dom ore 18.00
📝 PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
📞 Per info: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

QUANTUM|workshop|Botta-Cantarelli-Sinisi|Febbraio 2020

#QUANTUM

#VUOTO #SCOMPARSA #ASSENZA

con Giovan Bartolo Botta • Alex Cantarelli • Antonio Sinisi

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Un seminario intensivo al Teatro Studio Uno, di approfondimento, perferzionamento e studio teatrale sul tema del quanto, che in fisica è la quantità elementare discreta e indivisibile di una certa grandezza. Per estensione il termine è a volte utilizzato come sinonimo di particella elementare associata a un campo di forze. Attraverso tre moduli si giungerà ad una performance finale aperta al pubblico per misurarsi con lavoro svolto.

⇨ QUANDO?

a febbraio 2020
1 • 2 ≛ h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00 — VUOTO con Antonio Sinisi
8 • 9 ≛ h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00 — SCOMPARSA con Giovan Bartolo Botta
15 • 16 ≛ h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00 — ASSENZA con Alex Cantarelli
22 ≛ h 15:00 – 19:00 // PERFORMANCE h 21:00

⇨ INFORMAZIONI UTILI

  • Il prezzo per il seminario è di € 150,00
    • € 120,00 per chi partecipa a 2 moduli+performance
    • € 70,00 per chi partecipa ad 1 modulo+performance
  • Destinato ad attrici e attori professionisti e chi abbia avuto almeno un’esperienza di laboratorio di teatro.
  • Workshop con minimo 7 persone, massimo 15.

⇨ PRE-ISCRIZIONI bit.ly/quantumlab

L’iscrizione — da completare entro il 31 gennaio 2020 — si considera effettuata dopo la compilazione del modulo in fondo alla pagina bit.ly/quantumlab e dopo il pagamento dell’intera quota presso la libreria La Rocca Fortezza Culturale in via Carlo della Rocca, 6B negli orari 10:00-13:00 e 16:00-20:00
Dopo l’iscrizione saranno forniti i materiali per il lavoro.

⇨ CONTATTI

✎ vialiberaalteatro@gmail.com ☎ +39 392 2899182

⇨⇨⇨ PROGRAMMA

Ogni modulo sottodescritto è complementare con gli altri.

☆ #VUOTO • modulo I

1 e 2 febbraio 2020 h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00
con Antonio Sinisi
www.antoniosinisi.net

Il Dialogo e il suo Vuoto. Percorso volto a scoprire il vuoto, il silenzio, la pausa, l’aria tra due corpi. In un dialogo stretto, ritmato e rapido, il vuoto (ovvero quel momento legato al nulla e al niente) può essere una sorta di arricchimento alla situazione che si crea tra due o più persone. I partecipanti sono chiamati a comporre una partitura fisica e vocale in cui voce e corpo sono indivisibili.
Modulo finalizzato anche alla ricerca di nuove attrici e nuovi attori per messeinscena nella stagione 2020-2021.
Si lavorerà su testi di Agota Kristof, Harold Pinter e Antonio Sinisi.

☆ #SCOMPARSA • modulo II

8 e 9 febbraio 2020 h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00
con Giovan Bartolo Botta
http://giovanbartolate.wordpress.com

Disfarsi del personaggio. Lasciarselo alle spalle, come un brutto sogno, un amore infelice, un tradimento dell’anima, una zaccagnata allo stadio, un amicizia troncata o un oggetto superfluo. Cucirsi le parole del testo scritto sul proprio corpo/voce. Vivere fisiologicamente la scena. Totalmente presenti senza seguire un tappeto emotivo pre/concetto. Perché infondo infondo a Teatro, il personaggio potrebbe anche essere come l’inconscio, gli alieni, le scie chimiche, i fantasmi o la dieta dei guppi sanguigni : una bufala. Monologhi, soliloqui, poesie e articoli di giornale. Tutto è utile per allenare la reattività del presente! Un po come nell’osteopatia craniosacrale!

☆ #ASSENZA • modulo III

15 e 16 febbraio 2020 h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00
con Alex Cantarelli
www.alexcantarelli.com

Le figure dell’assenza. Carnalità e riproducibilità, teatro e morte. Un lavoro di integrazione tra video e teatro.”
Nell’immagine (video, fotografica, sonora) il soggetto è presente ed assente allo stesso tempo. L’immagine ci salvaguarda dalla fine, perché è immateriale. Il teatro si comporta allora come un reliquiario di vite che sono passate e concluse, che sopravvivono grazie all’immagine. Il lavoro sull’assenza è un lavoro con la complicità delle immagini, come a rammentare all’attore che lui è lì solo in rappresentanza di qualcosa d’altro, esattamente come fosse un’immagine. I partecipanti saranno chiamati a descrivere, con la loro azione teatrale, ed attraverso l’uso di immagini create dai partecipanti, con una videocamera a disposizione, il loro vissuto di assenza; assenza di qualcuno che si vorrebbe ancora presente, compresi se stessi. Il risultato sarà di nuovo ineluttabilmente una proposta di assenza.

☆ #QUANTUM • modulo IV

22 febbraio 2020 h 15:00 – 19:00
PERFORMANCE h 21:00

In quest’ultima fase il lavoro svolto nei tre moduli diventerà una messinscena in tre atti unici ma indivisibili.

⇨DOVE?

TEATRO STUDIO UNO
via Carlo della Rocca, 6 [ Tor Pignattara • Roma ]
www.teatrostudiouno.comTeatro Studio Uno