AMIDO|23-26 Gennaio|Sala Teatro

 

AMIDO
Di Ali Bhatti
Operazione drammaturgica di Mauro Santopietro

Con
Ali Bhatti

Regia Mauro Santopietro
Organizzazione Spring di Grazia Sgueglia

Teatro Studio Uno 23-26 gennaio 2020

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PROGETTO
Dal 2017, per tre anni consecutivi, Mauro Santopietro, attore e regista, e Grazia Sgueglia, organizzatrice e produttrice, danno vita, insieme ad altre partnership, a un laboratorio interculturale di teatro per adolescenti dai 18 ai 25 anni. Il laboratorio è aperto a tutti, con un occhio particolare a tutti quei ragazzi che provengono dalle periferie: periferie del mondo occidentale, periferie di una grande città. Ed ecco che ragazzi che non conoscono il teatro o che non lo vivono e lo praticano nella loro quotidianità hanno avuto modo di portare avanti un’esperienza teatrale con l’obbiettivo primario non di formare attori ma di far nascere in loro un’idea, una decisione, una consapevolezza, la volontà di esporla e di esporsi e di credere in sé stessi.
Alì è nel gruppo dal primo momento: quando ha iniziato a partecipare al laboratorio era da pochi mesi in Italia, non parlava l’italiano, anzi non parlava, vinto dalla timidezza e dalla paura di non essere accolto e accettato. Ha resistito e ha affrontato il primo saggio. E’ scoccata una scintilla. Ha cominciato ad amare il teatro, tanto da continuare il laboratorio anche al secondo anno e al terzo, malgrado la sua vita quotidiana fosse votata a crearsi indipendenza, stabilità economica e la possibilità di rimanere in Italia. Alì comincia a sciogliersi e a raccontare ai suoi amici e ai suoi docenti il suo viaggio a piedi, a soli quindici anni, attraverso l’Iran, la Turchia, risalendo per l’ex-Jugoslavia, e dall’Austria l’approdo a Roma, ignaro che fosse Roma, novello Ulisse, novello Enea, in cerca di un miglioramento della sua vita. Per questo Mauro Santopietro e Grazia Sgueglia, consapevoli delle sue potenzialità e facendosi garanti di professionalità ed esperienza, hanno ritenuto giusto proporgli di fare un piccolo salto e provare a misurarsi con un pubblico più esigente, con un monologo più impegnativo che restituisca attraverso il racconto del suo viaggio quella verità e quell’innocenza di sguardo che Pasolini cercava quando sceglieva non-attori per i suoi film.
(Grazia Sgueglia)

SINOSSI – NOTE DI REGIA
In natura l’amido è una sostanza che presenta un alto potere calorico, fornisce un lento rilascio di glucosio nel sangue e assicura all’organismo energia a lungo termine. Lo stesso effetto lo si ha nell’ascoltare una bella storia di vita.
Ali è seduto a centro palco. Ai suoi piedi un secchio colmo di patate da sbucciare e travasare in un contenitore vuoto. Alle sue spalle una radio che trasmette musica pop Italiana. Sono già diversi anni che è nel nostro Paese. Parla bene la nostra lingua e sembra essere perfettamente integrato. Ha lavoro, casa, cerca di costruirsi una famiglia ma non ha fretta. Il futuro è lì avanti a sé che lo attende, prova ad afferrarlo ogni giorno, ma il passato è ancora troppo ingombrante e lo scaraventa a terra.
Alì è fuggito per vivere meglio. Non per scampare alla morte o alla rivoluzione. Solo per vivere il futuro nel migliore dei modi. Proprio come pensano di voler fare molti giovani italiani. Che poi non fanno. Mentre lui ha attraversato a piedi il deserto.
“Non ricordo molto, ho annullato il tempo, forse, non so come ho fatto a trovare la forza. Volevo tornare indietro, non potevo farcela ma lì bisognava solo andare avanti, non ti potevi fermare perché “la guida” ti colpiva o poteva ucciderti. A un certo momento ho smesso di pensare. Dal Pakistan siamo arrivati in Iran, non so bene quanto tempo sia trascorso. C’erano solo uomini in viaggio con me, anche due bambini di circa dieci anni. Ricordo solo che finita una montagna ne iniziava un’altra e poi un’altra ancora, finché non siamo arrivati al confine turco. Lì ho davvero sentito la paura, capivo che era pericoloso. La polizia cercava di colpirci anche con le pietre, alcuni dei miei compagni sono caduti mentre correvano e uno è stato ucciso. Ricordo il freddo e il sapore dei biscotti. Era l’unica cosa poco pesante che il peso dei nostri zaini potesse sopportare. Non voglio ricordare. Arrivato in Italia avevo venti euro in tasca e sono corso in un bar, ho comprato una bottiglia d’acqua, non da mangiare perché per me è ancora difficile farlo, e ho chiesto le chiavi del bagno. Mi sono lavato, il sapone era nero, avevo con me anche un rasoio e mi sono tagliato la barba.”
Ascoltare questa sua storia, una storia vera, una storia ad alto livello glicemico, dovrebbe fare riflettere sulla parola coraggio. Dal latino cor habeo, avere cuore. E forse fare nascere un pensiero a chi guarda gli stranieri come gente priva di virtù. Non vuole essere una storia di razzismo. Alì è un ragazzo perfettamente integrato. È la storia di Alì. Semplicemente una storia dolce, capace di ammorbidire le rigidità del nostro quotidiano. Una delle tante qualità dell’amido.
(Mauro Santopietro)

Teatro Studio Uno 23-26 gennaio 2020
giov – sab ore 21.00 dom ore 18.00
📝 PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
📞 Per info: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

SUCK MY IPERURANIO|30-Gennaio-1 febbraio|Sala Teatro

SUCK MY IPERURANIO

Di e con Giovanni Onorato

liberamente ispirato dai racconti di Heinrich Böll

aiuto regia Margherita Franceschi

aiuto drammaturgia Teodora Grano

iperuranio
30
gennaio – 1 febbraio 2020

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

Maria mi ha lasciato ed io vorrei trovare il modo di spiegarle questa sensazione che ho

di camminare come se fosse il primo o l’ultimo giorno dell’umanità.”

Al Teatro Studio Uno dal 30 gennaio al 1 febbraio 2020 in scena “Suck my Iperuranio

di e con Giovanni Onorato, un monologo inedito liberamente ispirato dai racconti di Heinrich Böll che ironizza, gioca e si fa beffa delle sofferenze d’amore perduto.

Un aspirante comico in lacrime. Un pessimo inizio. Il sentimento dell’estasi. Non restano che le battute, le battute sì, come antidoto all’autocommiserazione. E poi il pianto, la tragedia e lo schiaffo come antidoto alle battute, ’è una gioia antica negli occhi del comico invisibile a tutti tranne che a lui e forse a chi lo ha amato, e forse è questo a rendergli impossibile lasciar andare.

Come possiamo esser grati di tutto lasciar andare ogni dolore e ridere e piangere senza chiedere niente e guardare ogni cosa coperta di luce sconvolti e innamorati?

Suck my Iperuranio” prova a rispondere a questa domanda, prendendo le mosse dal romanzo “Opinioni di un Clown” di Heinrich Böll, porta in scena i pensieri di un giovane comico dilettante chiuso nella sua stanza, intento da una parte a seppellire il proprio dolore facendosi buffo e dall’altra a ricordare furiosamente l’intensità del suo amore perduto.

A partire dal libro sopracitato e dal meraviglioso “Pane dei verdi anni” viene sviluppata una drammaturgia originale che utilizza i racconti come pretesti più che come testi e sposta la narrazione in un ipotetico qui ed ora.

Giovanni Onorato, nato a Roma nel 1995, comincia ad approfondire le arti performative frequentando il teatro Carrozzerie n.o.t di via Panfilo Castaldi, dove ha la possibilità di partecipare a numerosi laboratori e workshop, in particolare con Mariella Celia, Massimiliano Civica, Adriano Mainolfi, Giorgio Sangati e Francesco Villano. Fuori da questo spazio continua la sua formazione inseguendo realtà interessanti del panorama teatrale italiano, quali Alessandra Cristiani, Danio Manfredini, Marcello Sambati e Teatro Valdoca. Nel 2016 si trasferisce a Berlino dove frequenta il Dance Intensive Programme, un percorso di formazione in danza contemporanea della durata di un anno organizzato dal centro di ricerca per il movimento “Tanzfabrik Berlin”.

Tornato a Roma ha la fortuna di incontrare Dante Antonelli, con il quale debutta presso Carrozzerie n.o.t con lo spettacolo “Primo Atto”, il 29 Settembre 2018, in scena con il lavoro completo “Atto di adorazione” al Roma Europa Festival.

SUCK MY IPERURANIO Dal 30 gennaio al 1 febbraio 2020

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingresso 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21,00


PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.com info.teatrostudiouno@gmail.com

MARE ANARCHICO | Trilogia della nuda vita 16-19 gennaio| Sala Teatro

16-19 GENNAIO | Teatro Studio Uno

collettivo BEstand
presenta

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MARE ANARCHICO |Trilogia della nuda vita
De-Siderale
di Giuseppe Maria Martino e Lauraluna Fanina
regia Giuseppe Maria Martino
dramaturg Dario Postiglione
con Lauraluna Fanina e Angela Dionisia Severino

scene Simona Batticore
luci Sebastiano Cautiero
suono Mauro Varchetta
organizzazione e comunicazione Emanuele Sacchetti
foto di scena Armando Francesco Serrano

Nel febbraio 2017 un giovane friulano, Michele, si uccide a trent’anni, lasciando una lettera che è stata letta come l’atto d’accusa di una generazione contro una “realtà sbagliata”, da cui “non si può pretendere niente”. Il suicidio è rivendicato come un atto di libertà, e dunque un atto politico: “il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare”. Siamo partiti da qui, ma non per indagare la vicenda personale del Michele che ci è stato consegnato dalla cronaca, quanto piuttosto per fissare lo sguardo su ciò che di quella lettera, di quell’atto, ci appartiene in quanto generazione. In scena, la Madre ripercorre ritualmente la vita di suo figlio Michele, morto suicida. Intorno alla vicenda gravitano una serie di personaggi – vicini, conoscenti, giornalisti, psicologi da talk show – ognuno di loro è diversamente coinvolto o interpellato a dire la sua, a interpretare o “normalizzare” il gesto del suicida, fino al momento del funerale.

Teatro Studio Uno 16-19 gennaio 2020
giov – sab ore 21.00 dom ore 18.00
📝 PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
📞 Per info: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

QUANTUM|workshop|Botta-Cantarelli-Sinisi|Febbraio 2020

#QUANTUM

#VUOTO #SCOMPARSA #ASSENZA

con Giovan Bartolo Botta • Alex Cantarelli • Antonio Sinisi

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Un seminario intensivo al Teatro Studio Uno, di approfondimento, perferzionamento e studio teatrale sul tema del quanto, che in fisica è la quantità elementare discreta e indivisibile di una certa grandezza. Per estensione il termine è a volte utilizzato come sinonimo di particella elementare associata a un campo di forze. Attraverso tre moduli si giungerà ad una performance finale aperta al pubblico per misurarsi con lavoro svolto.

⇨ QUANDO?

a febbraio 2020
1 • 2 ≛ h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00 — VUOTO con Antonio Sinisi
8 • 9 ≛ h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00 — SCOMPARSA con Giovan Bartolo Botta
15 • 16 ≛ h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00 — ASSENZA con Alex Cantarelli
22 ≛ h 15:00 – 19:00 // PERFORMANCE h 21:00

⇨ INFORMAZIONI UTILI

  • Il prezzo per il seminario è di € 150,00
    • € 120,00 per chi partecipa a 2 moduli+performance
    • € 70,00 per chi partecipa ad 1 modulo+performance
  • Destinato ad attrici e attori professionisti e chi abbia avuto almeno un’esperienza di laboratorio di teatro.
  • Workshop con minimo 7 persone, massimo 15.

⇨ PRE-ISCRIZIONI bit.ly/quantumlab

L’iscrizione — da completare entro il 31 gennaio 2020 — si considera effettuata dopo la compilazione del modulo in fondo alla pagina bit.ly/quantumlab e dopo il pagamento dell’intera quota presso la libreria La Rocca Fortezza Culturale in via Carlo della Rocca, 6B negli orari 10:00-13:00 e 16:00-20:00
Dopo l’iscrizione saranno forniti i materiali per il lavoro.

⇨ CONTATTI

✎ vialiberaalteatro@gmail.com ☎ +39 392 2899182

⇨⇨⇨ PROGRAMMA

Ogni modulo sottodescritto è complementare con gli altri.

☆ #VUOTO • modulo I

1 e 2 febbraio 2020 h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00
con Antonio Sinisi
www.antoniosinisi.net

Il Dialogo e il suo Vuoto. Percorso volto a scoprire il vuoto, il silenzio, la pausa, l’aria tra due corpi. In un dialogo stretto, ritmato e rapido, il vuoto (ovvero quel momento legato al nulla e al niente) può essere una sorta di arricchimento alla situazione che si crea tra due o più persone. I partecipanti sono chiamati a comporre una partitura fisica e vocale in cui voce e corpo sono indivisibili.
Modulo finalizzato anche alla ricerca di nuove attrici e nuovi attori per messeinscena nella stagione 2020-2021.
Si lavorerà su testi di Agota Kristof, Harold Pinter e Antonio Sinisi.

☆ #SCOMPARSA • modulo II

8 e 9 febbraio 2020 h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00
con Giovan Bartolo Botta
http://giovanbartolate.wordpress.com

Disfarsi del personaggio. Lasciarselo alle spalle, come un brutto sogno, un amore infelice, un tradimento dell’anima, una zaccagnata allo stadio, un amicizia troncata o un oggetto superfluo. Cucirsi le parole del testo scritto sul proprio corpo/voce. Vivere fisiologicamente la scena. Totalmente presenti senza seguire un tappeto emotivo pre/concetto. Perché infondo infondo a Teatro, il personaggio potrebbe anche essere come l’inconscio, gli alieni, le scie chimiche, i fantasmi o la dieta dei guppi sanguigni : una bufala. Monologhi, soliloqui, poesie e articoli di giornale. Tutto è utile per allenare la reattività del presente! Un po come nell’osteopatia craniosacrale!

☆ #ASSENZA • modulo III

15 e 16 febbraio 2020 h 11:00 – 13:00 // h 14:00 – 16:00
con Alex Cantarelli
www.alexcantarelli.com

Le figure dell’assenza. Carnalità e riproducibilità, teatro e morte. Un lavoro di integrazione tra video e teatro.”
Nell’immagine (video, fotografica, sonora) il soggetto è presente ed assente allo stesso tempo. L’immagine ci salvaguarda dalla fine, perché è immateriale. Il teatro si comporta allora come un reliquiario di vite che sono passate e concluse, che sopravvivono grazie all’immagine. Il lavoro sull’assenza è un lavoro con la complicità delle immagini, come a rammentare all’attore che lui è lì solo in rappresentanza di qualcosa d’altro, esattamente come fosse un’immagine. I partecipanti saranno chiamati a descrivere, con la loro azione teatrale, ed attraverso l’uso di immagini create dai partecipanti, con una videocamera a disposizione, il loro vissuto di assenza; assenza di qualcuno che si vorrebbe ancora presente, compresi se stessi. Il risultato sarà di nuovo ineluttabilmente una proposta di assenza.

☆ #QUANTUM • modulo IV

22 febbraio 2020 h 15:00 – 19:00
PERFORMANCE h 21:00

In quest’ultima fase il lavoro svolto nei tre moduli diventerà una messinscena in tre atti unici ma indivisibili.

⇨DOVE?

TEATRO STUDIO UNO
via Carlo della Rocca, 6 [ Tor Pignattara • Roma ]
www.teatrostudiouno.comTeatro Studio Uno

PATERNOSTER -l’eredità dei figli-| 9-12 GENNAIO|Sala Teatro

PATERNOSTER -l’eredità dei figli-| 9-12 GENNAIO|Sala Teatro

Collettivo Est Teatro

Regia e drammaturgia di Beatrice Mitruccio
Con Paolo Perrone e Ludovico Cinalli
Luci Martin Emanuel Palma
Musiche originali Matteo Tarragoni, Daniele Cicalini, Adriano Nardini, Giovanni Zappacosta
Ph. Carlo Ferrari

 

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Due fratelli, due uomini, ma due personalità opposte. Il coraggio di chi è fuggito di casa per paura della ruggine e la consapevolezza di chi ha deciso, per sé e per gli altri, di rimanere, di lasciarsi arrugginire. Costretti a rincontrarsi per il funerale del padre, si rinfacciano a vicenda le ferite che si sono procurati. È arrivato però il tempo di guardarle da vicino, il tempo della resa dei conti.

Note di regia
“E scappò via con la paura di arrugginire
il giornale di ieri lo dà morto arrugginito…”
La Canzone del Padre – Fabrizio De André
De André scrive questi versi raccontando un figlio che fugge dalla sua famiglia per paura di trasformarsi in una vecchia macchina arrugginita, in pieno stile kafkiano. È questa voglia di evasione e di libertà che ci porta ad andar via dalla nostra terra, a sbagliare forse, ad essere egoisti a volte.
Alcuni hanno oggi un’esistenza tranquilla, conforme alle regole, integrata nel sistema e seguono le orme del proprio genitore; altri li ho persi di vista. Esigenze diverse. Ma che cosa significa oggi andarsene? Penso ad uno studente in una città diversa dalla sua, penso ai migliaia del Sud che andarono al Nord e che ancora lo fanno, penso ai viaggi di piacere che molti non possono permettersi più, alle crociere sul Mediterraneo, che di viaggi ne ha visti molti e diversi. Paternoster è un viaggio, è una metafora vera e ironica di questo nostro mondo che si sfascia, che stiamo sfasciando, e così come cade a pezzi lui, cadiamo a pezzi noi. Forse ci siamo abituati ad una crisi di cui si parla troppo, ma che sembra lontana, come se non ci riguardasse. Come un grigio che si fa sempre più fitto nel cielo, un fumo che ci annebbia la vista.
A chi piace vivere nel fumo?
Quello che ho fatto è semplicemente aver riconosciuto il mio, il nostro appuntamento con questo tempo, con le generazioni, con la morte.
Dentro di noi, il desiderio di colmare una solitudine, di parlare al nostro passato, di immaginare un futuro.
Beatrice Mitruccio

Teatro Studio Uno 9-12 gennaio 2020
giov – sab ore 21.00 dom ore 18.00
📝 PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
📞 Per info: 3494356219- 3298027943
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A NATALE REGALA TEATRO!

A Natale REGALA TEATRO! Cofanetti regalo per 3-5-7-10 spettacoli al Teatro Studio Uno

Gentili amici,

Il Teatro Studio Uno, salutandovi e facendovi i più vivi auguri di buone feste, vi comunica la possibilità di regalare un abbonamento a 3-5-7-10 spettacoli al costo di 30-45-60-70 €. Potrete ritirare il buono a LaRocca Fortezza Culturale oppure vi verrà inviato in forma elettronica.
ABBONAMENTO1
Chiamateci al 349 4356219 o al 329 8027943
TANTI AUGURI DI BUONE FESTE

AILAICHIT| 20-21 Dicembre|Sala Specchi *evento speciale

Dopo i premi ricevuti al Comic Off 2019 torna AILAICHIT di Claudio Losavio

Il 20 e il 21 Dicembre al TEATRO STUDIO UNO
AILAICHIT
Attraversando le tematiche della mancanza di memoria storica e mitologica, della frammentazione identitaria sociale, della superficialità e della volubilità costante di questa epoca, soprattutto per quanto riguarda il pensiero occidentale, nasce AILAICHIT.
“Avendo sempre il desiderio di un pensiero forte, di un’idea solida, non a cui aggrapparmi, ma da rendere un percorso e un discorso più spirituale, ho sentito sempre più negli ultimi tre anni il vuoto attorno a me, la sensazione di una decadenza imponente mascherata nel gioco delle dolci apparenze superficiali”
In un mondo di caos virtuale e linguistico, c’è sempre una soluzione, a tutto, c’è sempre una soluzione, c’è
sempre una cura.

Claudio Losavio esplora attraverso il genere della stand-up in maniera sarcastica e poetica le “soluzioni” per sopravvivere alla frammentazione identitaria e alla mancanza di memoria. Tra satira sociale e giochi linguistici, ci si immergerà in un immaginario pieno di filtri, che cadranno inevitabilmente uno ad uno fino ad arrivare ad un’ipotetica soluzione finale.

Claudio Losavio nasce a Bologna il 14 febbraio 1981. Frequenta corsi di teatro all’interno del liceo linguistico Copernico di Bologna, per poi continuare a studiare presso la scuola di Teatro Bibiena. Dopo un lavoro con il teatro Testoni di Bologna, dal 2003 al 2005 studia e lavora al Teatro due di Parma, dove collabora con l’artista inglese “Tim Stark”, “Binasco”, “Avogadro”, “Rem e Cap”, “F. Migliaccio”. Firma una propria regia de “La stanza” di H. Pinter. Dal 2005 si trasferisce a Roma e mette in piedi la compagnia Cinquequarti insieme all’attore Luca Bondioli e al regista Michele Branca. Dopo un percorso di ricerca e scrittura scenica durato cinque anni, i tre realizzano lo spettacolo “La coda”, adattamento dal Don Chisciotte di Cervantes, che vince la seconda edizione di Teatri Riflessi di Catania. Nel frattempo Losavio ottiene piccoli ruoli in TV in “Nebbia e “Delitti 2”, e al cinema nei film “Il sole dentro” di Bianchini e “Fuori mira” di E. Bernasconi. È protagonista di numerosi cortometraggi. Dal 2014 collabora con la compagnia Odisseya Teatro istituita dalla regista Paola Tarantino, per la quale è aiuto regista e attore in “Mind the gap”. Nel 2018 è interprete nel film di G. Tomassacci. “Three Mirrors Creature’s Flashes of Flesh”.. È autore e interprete di AILAICHIT, con le musiche originali di Daniele Mannarelli. Continua a lavorare per cinema e tv.
Collabora dal 2019 con la Knuk company di Alessandro Averone.
Vince il primo premio al Festival Nazionale della risata a Lucca nel maggio del 2019 con un brano tratto da AILAICHIT.
Vince al Roma Comic Off 2019 con AILAICHIT, miglior attore, miglior regia, miglior testo.

Luogo Teatro Studio Uno
Via Carlo della Rocca 6, Roma

Costo biglietto 12 Euro

20 e 21 Dicembre
Ore 21
Tel. 349 4356219AILAICHIT

NINFAMANIA|19-22 Dicembre|Sala Teatro

19-22 DICEMBRE | NINFAMANIA

di Caruso/Pagliai | scritto e diretto Emanuela Caruso | con Michele Pagliai
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Come si può camminare per strada, prendere un caffè, guidare, svolgere le piccole attività quotidiane, sapendo che da un momento all’altro potremmo avere un raptus sessuomane?

Luisa, una giovane donna in carriera, alle prese con una condizione insolita: la ninfomania, ci mostra tutte le difficoltà quotidiane di chi ha un disturbo come il suo, che per molti è solo oscenità, per qualcuno buffo o divertente, ma che nessuno considera come una patologia vera e propria clinicamente diagnosticata.

Teatro Studio Uno 19-22 dicembre
giov – sab ore 21.00 dom ore 18.00
📝 PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
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DI MADRE IN FIGLIA| 12-15 Dicembre|Sala Teatro

DI MADRE IN FIGLIA
dal racconto di Federica Ponza
con Patrizia Ciabatta
adatt. Teatrale Federica Ponza
regia Andrea Di Palma

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SINOSSI
Se penso alla mia Vigilia di Natale, c’è un solo ed unico suono che sento nitido nelle orecchie”.
La voce di una mamma nelle orecchie di una figlia, ad ogni Vigilia, come in un rituale infinito e rassicurante, a cui si prende parte ogni anno con la sicurezza che nulla di diverso ci potrà essere. Finché qualcosa di sotterrato sotto le tradizioni, nascosto tra le luci, taciuto dietro mille domande viene fuori e la Vigilia non sarà più la stessa, non quella che questa figlia ha imparato a conoscere ed amare per tutta la vita… perché a volte basta un’unica consapevolezza a cambiare ogni cosa e a darti la certezza che niente sarà mai più come prima. E da lì, ci può essere solo un prima e dopo:
chi si è prima di allora, chi si sarà dopo. Quando non rimane che un’eredità, che si tramanda di generazione in generazione. Ma prima lei, la figlia, non poteva saperlo, non ne aveva idea…
Un attimo di lucidità e non sarai mai più bambina.

NOTE DI REGIA
“DI MADRE IN FIGLIA” nasce dal racconto di Federica Ponza, finalista nel 2016 del concorso A Sea of Words, indetto dallo IEMed (European Institute of the Mediterranean, Barcelona) e Anna Lindh Foundation (Alexandria d’Egitto). La stessa autrice ne ha curato l’adattamento teatrale.
Definirlo un testo sulla violenza di genere è esatto, ma non esaustivo: è un testo complesso, sfaccettato, sfumato, che gioca con rimandi, analogie, ciclicità; un gioco di specchi che balla su un concetto: l’eredità che si trasmette nel rapporto unico che si instaura tra una madre e una figlia, protagonista della storia, che seguiamo nel suo percorso formazione.
“DI MADRE IN FIGLIA” è la storia di un legame forte, profondo e indissolubile: quello tra la madre e la figlia, due figure tanto archetipiche quanto intime. Una coppia cresciuta tra felicità ed assenze e che proprio queste assenze, ora, devono affrontare: per riscattare un abisso di violenza che le lega in maniera indissolubile.

Teatro Studio Uno 12-15 dicembre
giov – sab ore 21.00 dom ore 18.00
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ANTIGONE FOTTI LA LEGGE|5-8 Dicembre| Sala teatro

Produzioni Nostrane – Ultras Teatro
presenta

Antigone fotti la legge – spettacolo teatrale in salsa punk
troppo liberamente tratto da Sofocleadattamento e regia di Giovan Bartolo Botta
con
Isabella Carle, Claudia Salvatore e Giovan Bartolo Botta

Antigone locandina TSU2019
Sinossi
Antigone fotte la legge per forza di cose, per causa di forza maggiore, per forza di inerzia, per abitudine, per un sacco di buoni motivi, non fosse altro che per non farsi fottere. Da chi? Da chiunque. Emone non fotte. È fottuto. Ismene è fottutamente ottusa. Euridice è una fottuta lussuriosa. Creonte se ne fotte. È tutto un fottersi a vicenda nella Tebe dei diritti e dei doveri. Ma in verità cos’è Antigone per un attore? Una scusa. Una scusa per esibirsi. Certo, si poteva utilizzare una Locandiera, ed esibirsi con quella. Lo si farà prossimamente se i Maya vorranno. Se non ci sarà la fine del mondo. Intanto per gli attori di teatro ogni giorno è un po’ la fine del mondo. Ergo si va in scena senza tanti fronzoli. Perché domani chissà…

Produzioni Nostrane-ULTRAS TEATRO è un progetto teatrale di Giovan Bartolo Botta e Sylvia Klemen Kolarič che mette in scena i testi classici adattandoli ad un linguaggio contemporaneo. I testi diventano così originali, completamente rimaneggiati. Lasciando del pulviscolo classico unicamente l’odore. L’idea primordiale. Il linguaggio classico ci interessa particolarmente poiché parla per archetipi. Una caratteristica che solletica l’eternità. Come? Togliendo alla messa in scena costumi storici intrisi di polvere, catartici giochi di luci, musiche da ambientazione e trombonismi vocali, tornando così all’urgenza, all’essenziale. Al puro lavoro sull’attore. All’interazione sul palcoscenico tra elementi vivi. Che non hanno appigli. Che possono contare solo su loro stessi. Come nella vita.

progetto grafico: Leonardo Spina
costumi: SerigraFata di Francesca Renda
striscione Ultras Teatro: Fuori Registro di Nicola Micci
produzione: Sylvia Klemen Kolarič

Teatro Studio Uno 5-8 dicembre
giov – sab ore 21.00 dom ore 18.00
📝 PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
📞 Per info: 3494356219- 3298027943
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