GIACOMINA|4-7 Aprile|Sala Teatro

GIACOMINA
4-7 Aprile | Teatro Studio Uno

giacomina
testo e regia: Salvatore Cannova
con: Clara Ingargiola, Eletta Del Castillo
elementi scenici, costumi e luci: Salvatore Cannova
assistente alla regia: Chiara Buzzone
assistente alle scene: Lorenzo Randazzo
illustrazione: The art of Isabella Ceravolo
graphic designer: Giorgio Dilluvio
produzione: Fenice Teatri, Babel Crew
con il sostegno del Teatro Studio Uno di Roma

SINOSSI
È la storia di Giacomina, della sua depressione e della sua amica Cettina, che negli anni ha fatto di tutto per aiutarla.
Dai primi amori, alle crisi non comprese; dai giochi adolescenziali, alle balere carnevalesche; dalla mancanza del marito, alla scelta estrema di farla finita. Un dialogo che ripercorre un’amicizia lunga una vita, fatta di giochi, pianti, sacrifici, ricordi.

NOTE DI REGIA
Sorridente, truccata e sempre con un vestito diverso: così ricordo mia nonna Giacoma. Una donna dall’aspetto sempre curato capace di nascondere, ai molti, il suo profondo malessere: il “mal di vivere”, come avrebbe detto Montale. L’origine della sua depressione fu sempre un mistero, come la ragione per cui decise di farla finita; sono tante, quindi, le ipotesi rimaste senza certezze.
Giorni come quello in cui si tolse la vita, lanciandosi nel vuoto dal balcone di casa, rimangono indelebili nella memoria e ricordano la natura imprevedibile degli eventi che, come fulmini a ciel sereno, stravolgono il nostro vivere.
In questo lavoro viene raccontata la storia di un’amicizia circondata dalla nera, non compresa e spesso latente “malattia del secolo”, come oggi viene definita la depressione. Una riflessione che non condanna né giudica la malattia o le scelte estreme a lei connesse, bensì ne riporta i fatti soffermandosi su chi sta intorno: su chi le inventa tutte pur di far allontanare i cattivi pensieri. Una riflessione che vuole sensibilizzare su una condizione che oggi, senza limiti di età, segna molte vite. Una riflessione sull’uomo, sulla vita e sul loro rapporto semplicemente complesso.
Salvatore Cannova
Dedico questo spettacolo ai miei nonni.

Teatro Studio Uno
PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
Giov- Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00
Per info: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

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I MIEI SOLDI|11-14 Aprile|Sala Teatro

i miei soldi locandina VERSIONE 2.jpg

Una sceneggiatura consegnata. Un pagamento mai arrivato.   Una fattura non saldata. Uffici di produzione, anticamere, segretarie in crisi, codici bancari errati e un Produttore quasi sempre irreperibile. Le settimane passano. I mesi passano. In attesa di cosa? Forse del nulla. Forse la fattura non sarà mai saldata. O forse lo sarà troppo tardi. E l’Arte dove sta? Dove sta il Cinema in tutto questo? Dove la Scrittura?  Lo Sceneggiatore, il nostro eroe, continua a non capire. Non si arrenderà. Combatterà fino alla fine.

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

AMORE|21-24 Marzo|Sala Specchi

Progetto Goldstein e Teatro Studio Uno

presentano

AMORE

un progetto di Tristeza Ensemble

scritto da Matteo Gatta

regia Viola Marietti

con Matteo Gatta, Grazia Capraro, Matteo Principi, Viola Marietti

Dal 21 al 24 marzo 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

LEI e LUI. Non più bambini (forse), non ancora adulti (decisamente),

o forse nessuna delle due.
LUI e LEI nell’occhio del ciclone di una tempesta ormonale.
LEI e LUI abitanti di un luogo delicatissimo, fatto di contraddizioni, incoerenze,

di sbalzi d’umore, di tentativi falliti, di corpi in stravolgimento: l’adolescenza.
LUI e LEI decisamente male assortiti per provenienza, educazione, abitudini, playlists, alimentazione, intelletto, anima e core, ma così simili nel loro

bisogno famelico di comprendersi.

Di comprendere. Che cosa? Una qualsiasi cosa.
LEI e LUI, tutti sturm e tutti drang.
LUI e LEI, tutti sbagliati.

In prima assoluta dal 21 al 24 marzo al Teatro Studio Uno “Amore”, vincitore del bando Under25_Gold dedicato alle giovani realtà teatrali contemporanee, ideato e prodotto da Progetto Goldstein e Teatro Studio Uno, opera prima del giovanissimo attore e drammaturgo Matteo Gatta, in scena insieme ad un altrettanto giovane e talentuoso cast di attori: Grazia Capraro, Matteo Principi, Viola Marietti, quest’ultima anche regista della pièce, uno spettacolo ironico, tagliente e fortemente attuale che racconta una storia apparentemente semplice, l’amore tra due ragazzi poco più che adolescenti.

Forse non esiste storia più lineare di questa: un ragazzo e una ragazza che si piacciono.
Tra l’amico dispensatore di pessimi consigli, le famiglie che incombono, gli incontri del terzo tipo in discoteca e una massiccia dose di caustica leggerezza.

Forse non esiste storia più complicata di questa: l’angoscioso mondo di una ragazza che oscilla tra il voler tornare bambina e il sentirsi donna, l’altrettanto surreale dimensione di un ragazzo di provincia che vorrebbe solo “stare bene con lei”. E in mezzo a loro questa cosa enorme incomprensibile meravigliosa spaventosa.

Non sapendo come chiamare questa cosa, hanno deciso di chiamarla AMORE.

Un ragazzo di provincia senza zone d’ombra con un immaginario disneyano difficilissimo da infrangere e una ragazza di città piena di ansie e nevrosi, anche lei incapace di partorirsi alla vita rinunciando alla protezione dei suoi problemi.

Entrambi sulla soglia del mondo dei grandi, che temporeggiano sul confine.

Amore” è una storia di crescita, di come solo attraverso la relazione con gli altri possiamo effettivamente trasformarci in creature più ricche e mature, e forse prima o poi sciogliere quei nodi senza nome ma dolorosissimi che ci portiamo dentro e che ci rendono fragili e zoppi nell’affrontare la vita.

Lo spettacolo offre numerosi punti di vista, della distanza abissale che intercorre tra la generazione dei giovani e quella dei genitori, la quale propone un modello tradizionale dove difficilmente riusciranno a identificarsi, agli esempi degli “altri”, i coetanei disillusi e feriti che propongono loro solo prospettive ciniche e sconsolati sulla possibilità di credere all’amore, e soprattutto, LUI e LEI, opposti, incompatibili.

Il tutto affrontato con un linguaggio che rivela le follie del parlato, una regia che scansa la possibilità di essere “quotidiani” condensando con feroce ironia i dettagli umani nei quali tutti possiamo identificarci, e lasciando che le emotività galoppino nella loro natura più selvaggia e illogica. Esattamente come avviene quando il cuore straborda. Come avviene quando si è giovani. Quando tutto appare incomprensibile e enorme. Cercando di essere fedeli a una natura umana che forse, in realtà, ha ben poco di realistico.

Quattro attori dentro tanti personaggi tutti sbagliati, storti e teneri, spalancati, che vengono sballottati con leggerezza e profondità in un mare in tempesta che hanno nella pancia e davanti agli occhi.

Quello di cui puoi star certa, è che non ti porterò mai più a fare una camminata in spiaggia.”

Amore” dal 21 al 24 marzo | Sala Specchi

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

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RADIO GHETTO|14-17 Marzo|Sala Specchi

RADIO GHETTO _ voci libere
di Collettivo Radio Ghetto

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con Francesca Farcomeni
scrittura, audio, scene e regia Collettivo Radio Ghetto Voci Libere
co-produzione Teatro Studio Uno
con il supporto di Nuovo Cinema Palazzo residenza artistica Contrabbando 2018

Dal 14 – 17 marzo 2019
Teatro Studio Uno – via Carlo della Rocca, 6 Roma

«Non siamo qua per mangiare ma per essere liberi.
Non è la pasta che cambia, ma la libertà »

Il progetto teatrale Radio Ghetto_voci libere nasce per mettere in scena, in una modalità performativa, l’esperienza della radio vissuta all’interno dei ghetti dei braccianti agricoli. È la voce di chi per Radio Ghetto è passato e continua a passare, un viaggio sonoro, un dialogo tra racconto e tracce audio. In bilico tra l’indagine, l’evocazione, la messa in scena di un archivio di schegge sonore – storie, conversazioni, rumori ambientali, musiche – il progetto è un invito a conoscerci, a tornare in quel ghetto che appartiene a tutti, se non come luogo come condizione esistenziale. E mentre la voce della radio e quella dell’attrice in scena dialogano, ci si rende conto che oltre l’oppressione, lo schiavismo moderno, le baraccopoli e i campi che ci circondano, ciò che si trova in fondo è un richiamo alla vita. In questo luogo di confine tra il reale e l’immaginario dove si sfoca la distinzione tra il dentro e il fuori.

CHI È RADIOGHETTO?
È un progetto di radio partecipata, strumento di comunicazione e dibattito per le comunità di braccianti stranieri che vivono nelle campagne dell’agro foggiano. Creata nell’estate del 2012, la Radio ha portato nella capitanata pugliese tutta la strumentazione necessaria per l’avvio delle trasmissioni. Sino all’estate del 2016 Radio Ghetto ha trasmesso principalmente all’interno del Gran Ghetto di Rignano Garganico, tra i suoi abitanti, cercando di aprirsi all’esterno, verso la società italiana. Dopo lo sgombero del Gran Ghetto la radio si è trasferita sulla pista di Borgo Mezzanone, a Sud di Foggia. Radio Ghetto è diventata così nel corso di questi suoi anni di attività uno spazio libero in cui dibattere e rilassarsi, scherzare e arrabbiarsi; un’esperienza per entrare in relazione, per immaginare alternative possibili allo sfruttamento e all’isolamento, un contenitore di storie, di persone diverse, racconto di luoghi che sulle mappe sembrano non esistere.

“Radio Ghetto_voci libere” dal 14 al 17 marzo | Sala Specchi

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
Per info: 3494356219- 3298027943
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I MILLE PEZZI|14-31 Marzo|Sala Teatro

Compagnia LABit

presenta

I MILLE PEZZI


di Marco Andreoli

con Gabriele Linari, Alessandro Porcu, Susanna Valtucci

coproduzione LABit e Teatro Studio Uno
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Dal 14 al 31 marzo 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma


Debutta in prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 14 al 31 marzoI mille pezzi” spettacolo della compagnia LABit, scritto da Marco Andreoli, in scena Gabriele Linari, Alessandro Porcu, Susanna Valtucci, protagonisti di un racconto esistenziale che come filo conduttore segue il tema della memoria e dell’identità.

In scena la storia di Massimo Cantera, un uomo con una vita serena, un lavoro, un futuro da progettare. Un giorno sua moglie lo lascia. Per sempre. E quello stesso giorno lui esplode, scoppia, si frantuma in mille pezzi, come fosse un vaso caduto a terra.

Così da quel momento nella casa di Cantera, ci vivono tutte e mille le sue parti: “Provi lei a dividere 80 metri quadri per quasi mille individui! Non sappiamo più dove metterci…”

“Con “I mille pezzi”, la drammaturgia di Andreoli completa un lungo e articolato percorso dedicato al tema della memoria; un percorso inaugurato nel 2006 con “Compendio Generale” e poi proseguito, tre anni più tardi, con “Singapore”.

I mille pezzi” che, dopo “Animali”, segna il secondo incontro tra Andreoli e la compagnia LABit, ruota attorno al tema dell’identità e a quello del dolore; nell’ipotesi che il dolore, comunque sia, non possa non incidere sull’identità.

I tre attori – Gabriele Linari, Alessandro Porcu e Susanna Valtucci – mettono in scena la storia di un uomo spezzato; anzi: spezzettato. Di un uomo che, in qualche modo, cerca di ri-comporsi, di ricostruire se stesso, perseguendo il compimento di una metafora che, col passare del tempo, assume sempre più chiaramente i contorni dell’unica realtà possibile; quella del sé smarrito; quella del sé perduto. Ma in fin dei conti, “I mille pezzi” racconta soprattutto l’idealismo soverchiante proprio di qualsiasi memoria che sia connessa all’abbandono.

Cercare cause, riconoscere errori, distribuire colpe, esaltare ogni perdita (come se il passato trattenesse in sé il senso di ogni cosa, di ogni oggetto, di ogni parola): questi, in fondo, sono i processi che seguono ognuno di quegli addii che determinano l’esistenza, come fossero spartiacque tra la vita che è stata e la vita che resta.

La compagnia LABit, protagonista della scena off romana, si occupa da sempre sia di produzione che di formazione, anche e soprattutto rivolta alle nuove generazioni, con corsi di teatro in diversi istituti scolastici. Ha affrontato, nei numerosi spettacoli andati in scena dal 2002, sia grandi classici (Shakespeare, Eschilo, Euripide) sia autori significativi del ‘900: Ennio Flaiano (cui ha dedicato una targa commemorativa in collaborazione con il Municipio III del comune di Roma, presso l’ abitazione a Via Montecristo), Franz Kafka (“Lettera al padre” diretto e interpretato da Gabriele Linari, divenuto un vero “caso” della scena romana) e Ettore Petrolini (“Ho morto Petrolini!”, altro monologo di grande successo). Ha inoltre collaborato con diversi drammaturghi contemporanei tra cui Marco Andreoli, appunto, e Fabio Massimo Franceschelli.

“I mille pezzi” 14-31 marzo | Sala Teatro

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

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GIORGIO|7-10 Marzo| Sala Teatro

Compagnia Garofoli/Nexus

presenta

GIORGIO

Giorgio_Cover_2019_StudioUno

Di e con Nexus


aiuto regia
Laura Garofoli
assistente
Claudia Salvatore
scenografie
Andrea Simonetti

foto Manuela Giusto

Premio della Critica – Roma Fringe Festival 2017
Premio Special Off – Roma Fringe Festival 2017
Miglior Monologo/Performance – Festival Inventaria 2018

Dal 7 al 10 marzo 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

«Volava, giocava al solitario e fumava.
Io ballavo, chattavo e scaricavo di tutto».


Premio della Critica e Premio Special Off al Roma Fringe Festival 2017, Miglior Monologo/Performance al Festival Inventaria 2018, torna in scena al Teatro Studio Uno dal 7 al 10 marzoGiorgio” della compagnia Garofoli/Nexus, uno spettacolo fatto di teatro di parola, performance e installazione che trasforma la scena in spazio condiviso e conflittuale dove poter rinegoziare il passato e reinventare il futuro.


Terni, fine del millennio. Giuseppe ci racconta il suo rapporto col padre. In bilico fra epopea e ricerca d’archivio, riesamina un’infanzia fatta di sale giochi e battute di caccia, Roger Rabbit e film di Schwarzenegger. Poi l’adolescenza e il declino della Terni post-industriale che puntava tutto sul cinema e il volo. E infine la crisi, reale e simbolica, personale e collettiva, di una generazione divenuta adulta negli anni duemila.

A partire da un testo drammaturgico inedito, Giorgio si serve di un linguaggio ibrido fatto di teatro di parola, performance e installazione per raccontare l’iniziazione alla vita adulta e l’ingresso della società italiana nel nuovo millennio. Questa narrazione “epica” si sviluppa attraverso diversi quadri tematici, ognuno dei quali mette in scena conflitti personali e collettivi: l’iniziazione al cinema e ai video game della generazione anni ottanta; i mutamenti avvenuti a Terni, città natale dell’autore; la passione per la motocicletta, il volo e la montagna; fino allo scontro con la malattia e la morte. Lo spettacolo indaga con tono brillante il ruolo della funzione paterna, ricostruendo avvenimenti passati, esponendo l’archivio famigliare e mettendone in scena interpretazioni controfattuali e di autofiction.

La performance ricalca questo approccio, proponendo un lavoro basato sulla sovversione radicale della posizione eretta e del baricentro, tramite l’uso di alcune tecniche e principi della danza hip-hop. Un corpo attoriale composto da intenzionalità che sgomitano fra loro, addestrato allo scioglimento delle posture date e delle leggi gravitazionali.

Un corpo-cyborg — come lo definirebbe il filosofo cognitivo Andy Clark — “naturalmente” predisposto all’innervazione tecnica e culturale.

GAROFOLI/NEXUS
Nasce a Roma nel 2012 dall’incontro fra l’attrice Laura Garofoli e il regista e performer Nexus.
Il lavoro della compagnia è incentrato sulla convergenza fra teatro, performance e media con una finalità artistica, formativa e teorica.

A partire dal primo spettacolo L’Ombra (selezionato al Festival della Creatività di Roma nel 2013), la compagnia produce le performance Break To The Future(co-prodotto da Comma Urban Art Festival di Perugia), ROM (presentato anche al Goethe Institut Roma), e lo spettacolo L come Alice, ispirato ai testi di Carroll, Deleuze e Artaud a cui viene dedicata una lezione speciale al Dipartimento di Studi di Media dell’Università Humboldt di Berlino. Nel biennio 2016-2017 la compagnia vede il debutto di Giorgio, uno spettacolo autobiografico che combina teatro di parola, performance e media art che vince il Premio Special OFF e Premio della Critica al Roma Fringe Festival 2017 e di ZTL, Zona Temporaneamente Libraria, un progetto di performance urbane sul tema della bibliodiversità. Attiva nella promozione e organizzazione di eventi di teatro e cultura indipendente dal 2015 organizza la rassegna #DETRITI.

Attualmente è impegnata nella produzione dello spettacolo Rautalampi (finalista premio Scenario Infanzia 2018) e del progetto performativo L’Arte della Perdita (sostenuto da ALDES/SPAM).

“Giorgio” dal 7 al 10 marzo | Sala Teatro

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

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LA SPOSA PRIGIONIERA|28 febbraio-3 marzo|Sala Specchi

LA SPOSA PRIGIONIERA

28 FEBBRAIO – 3 MARZO

scritto e diretto da Gianni Spezzano

con Armando De Giulio, Emilia Francescone, Lisa Imperatore, Raffaella Nocerino, Nunzia Pace, Emanuele Pelosi, Francesco Porro, Vincenzo Sacchettino, Giulia Iole Visaggi

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“Sono un evaso dal sistema e questo è il mio manifesto”, con queste parole, prese in prestito dal famoso Manifesto di un Raver, una giovane chiude la sua arringa contro un pubblico che identifica come un popolo di un sistema che rifiuta. Incappucciata, cercando un anonimato che le consenta di liberarsi della propria identità plagiata, si scatena in una danza libera, impulsiva, triviale. A loro volta un gruppo di giovani, persi nei loro smartphone, sentono il richiamo di quella rivolta liberatrice che come un’onda si propaga seducendo tutti. Ma cos’è questo ‘sistema’? Siamo tutti dentro ad un ‘sistema’? Oltre i confini della malavita, qual è il ‘sistema’ che ci appartiene? In che modo il ‘sistema’ ci imprigiona? Il processo di ribellione ad un tipo di sistema finisce sempre e solo per omologare e ingabbiare tutto sotto un’altra forma. Emblema è il movimento dei Raver, che negli anni 60′ nasceva come contro-cultura, negli anni ’90 ha vissuto la sua decadenza, lasciandosi inglobare dal mercato delle droghe sintetiche, l’altra faccia della medaglia del mondo capitalistico che tanto veniva messo in discussione. Prologo e fine della pièce che conduce tutto ad una vorticosa circolarità.
Isabella, sposa devota di un uomo di ‘sistema’, rimane prigioniera nella gabbia di oro nero della malavita e con lei gli altri protagonisti, guardie armate a sigillo di un grottesco clan. Nessun evento per quanto rivoluzionario potrà modificare il destino di ognuno. Tutto cambierà e nascerà tragicamente in un nuovo sistemico anti-sistema.

 

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La faccenda non è il luogo. La faccenda non sono i personaggi. La faccenda è una: esiste un sistema. Il sistema, in qualunque forma ti si presenta, in qualunque modo ti ci rapporti, in ultima analisi, ti ingabbia sempre. 5 anni. È il tempo che Isabella ha aspettato, chiusa nella sua casa, tra mille lussi e un popolo sconosciuto. Non ha più memoria di quello che era prima, quella persona l’ha abbandonata quando ha deciso di sposare Fabio 6 anni fa. 1 anno di felicità e poi i rischi del mestiere bussano alla
porta. 5 anni. È la pena che Fabio deve scontare per i suoi crimini. È la pena che Fabio impone a sua moglie, alla sua onesta, brava e fedele moglie che lo aspetterà. Intanto fuori il mondo gira. Il sistema continua a funzionare. Cambia forma, cambia formazione, cambia formato ma ciò che lo alimenta è un moto perpetuo, invisibile, inafferrabile. Peppe, Marianna, Ciro e Carmine sono gli abitanti di questo sistema, sagome riconosciute di quel popolo sconosciuto di cui Isabella è entrata a far parte. Sono tutti vittime e carnefici in quella gabbia che il sistema ha costruito per loro.

La sposa prigioniera”dal 28 febbraio al 3 marzo | Sala Teatro

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

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BERNARDA|28 febbraio-3 marzo|Sala Teatro

Produzioni Nostrane – Ultras Teatro

presenta

BERNARDA

O IL CAOS DI BERNARDA ALBA

spettacolo teatrale in salsa punk

liberamente tratto da Federico Garcia Lorca

bernarda.jpg

Adattamento e regia di Giovan Bartolo Botta

con Giovan Bartolo Botta, Krzysztof Bulzacki Bogucki, Isabella Carle,Claudia Salvatore, Mariagrazia Torbidoni

Progetto grafico Leonardo Spina
Costumi SerigraFata di Francesca Renda
striscione Ultras Teatro 
Fuori Registro di Nicola Micci
produzione 
Sylvia Klemen Kolarič

Dal 28 febbraio al 3 marzo 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

Torna in scena al Teatro Studio Uno dal 28 febbraio al 3 marzo “Bernarda o il caos di Bernarda Alba”, spettacolo liberamente tratto dall’opera di Federico Garcia Lorca, adattato, diretto ed interpretato da Giovan Bartolo Botta in scena insieme a Krzysztof Bulzacki Bogucki, Isabella Carle, Claudia Salvatore Mariagrazia Torbidoni.

Bernarda Alba ha un problemaHa molti problemi. È solo un problema. Le sue figlie sono un problema. Assetate di vita. Vita vissuta. Pretendono il motorino, il piercing, il tatuaggio, la libera uscita senza coprifuoco, il superalcolico, l’esperienza psichedelica e la giusta dose di sentimentalismo compulsivo. I compiti li scopiazzano, l’andamento scolastico è pessimo, ingollano junk food, sottovalutano l’attività fisica, disprezzano le generazioni precedenti, non credono in Dio, non credono nella scienza, non credono nel caso. Non credono e basta!

L’assistente sociale solleva bandiera bianca. Lo psicoterapeuta si suicida. Il confessore si inginocchia sui ceci. Tutto pur di non avere a che fare con queste manifestazioni del “maligno” sulla terra. La loro storia non interessa a nessuno. Piace giusto agli attori di teatro che devono lavorare per mangiare e a cui tocca farsi carico dei problemi dei personaggi come se non ne avessero già abbastanza come persone.

Il kaos di Bernarda Alba è la storia della piéce di Garcia Lorca. Ma con più urgenza e qualche anacronismo in più. Lo spettacolo è retto unicamente dall’interazione dei cinque attori, soggetti a fissità. La cappa di prigionia che si respira nella casa di Bernarda è resa scenicamente dal fatto che le tre figlie recitano in piedi prigioniere delle loro nevrosi somatiche; salvo poi rompere lo schema nella parte finale. Sognando una terapia farmacologia ancora da inventare.

Produzioni Nostrane – Ultras Teatro è un progetto teatrale che mette in scena i testi classici adattandoli ad un linguaggio contemporaneo. I testi diventano così originali, completamente rimaneggiati. Lasciando del pulviscolo classico unicamente l’odore. L’idea primordiale. Il linguaggio classico interessa particolarmente poiché parla per archetipi. Una caratteristica che solletica l’eternità. Come? Togliendo alla messa in scena costumi storici intrisi di polvere, catartici giochi di luci, musiche da ambientazione e trombonismi vocali, tornando così all’urgenza, all’essenziale. Al puro lavoro sull’attore. All’interazione sul palcoscenico tra elementi vivi. Che non hanno appigli. Che possono contare solo su loro stessi. Come nella vita.

Estratti rassegna stampa:

Vincenzo Carboni – Persinsala Se la risposta è vana, il teatro può fare di questa vanità un ottovolante. Botta nella sua sorprendente drammaturgia non cerca di fissare un senso intorno a cui organizzare un messaggio coerente. Si concede piuttosto al vento significante, inteso come congerie concertata di oggetti di parola, aspettando che il senso emerga come da un bagno acido, dal negativo di un linguaggio che per quanto si cerchi di indirizzarlo, non è mai afferrabile. È proprio in questo spazio negativo che si situa il teatro di Botta, un negativo di cui è possibile “godere”, come bambini inebriati dalla vertigine di una giostra”.

Raffaella Ceres – Outsiders webzine Bernarda è parte del Teatro Off che andrebbe divulgato il più possibile per concorrere alla formazione del gusto critico, quella merce ormai rara e che permette di non livellare la cultura e piegarla ad una involuzione che ci vuole distratti fruitori di una formazione di serie b. La trasposizione costruita in Bernarda, permette di accedere a più livelli conoscitivi e di linguaggio contemporaneamente. Assistiamo ad una comunicazione immediata accompagnata da riferimenti teatrali greci, pirandelliani e sheakesperiani nel disvelarsi di una trama che conduce lo spettatore verso il drammatico epilogo”.

Giuseppe Donatelli – Gufetto Lo spettacolo è un continuo evolversi, un crescendo di ansie e problemi che porteranno a una soluzione totalmente inaspettata ma efficace. La scena è luminosa e spoglia, riempita solo dalle voci alte degli attori e dalla loro tangibile emozione. Non servono effetti particolari, infatti il pubblico viene ripetutamente coinvolto dagli attori cosi da stabilire da subito un rapporto sufficientemente confidenziale tra le due parti. Bernarda è una figura in apparenza robusta, protetta dalle sue convinzioni un po’ superate e soffocanti che all’interno eclissa una forte instabilità e tanta paura del giudizio altrui”.

Bernarda o il caos di Bernarda Alba”dal 28 febbraio al 3 marzo | Sala Teatro

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

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Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

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BIBBIDI BOBBIDI BUM|21-24 Febbraio| Sala Specchi

Bibbbidi-Bobbidi-Bum

Bibbidi Bobbidi Bum

Di e con Chiara Capitani

Regia di Stefano Scandaletti

Elementi scenici e costumi Laurianne Scimemi

Disegno Luci Wing Tsou

Realizzazione scene e costumi Sandra Albanese e Giuseppina Livi

21 – 24 febbraio 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

…Io brindo a queste dodici ore di libertà,

queste ultime dodici ore d’indipendenza,

di solitudine, queste dodici

ore in cui tutte le risposte

alle mie domande saranno trovate…”

Al Teatro Studio Uno dal 21 al 24 febbraio 2019 debutta in prima assoluta “Bibbidi Bobbidi Bum” scritto ed interpretato da Chiara Capitani con la regia di Stefano Scandaletti.

In scena una Cinder-Ella contemporanea alla veglia del suo matrimonio; sarà un sogno o un incubo? Un monologo brillante ed ironico dove il racconto delle sue ultime ore di libertà si mutano in una tragicomica battaglia personale.

La Fiaba sta giungendo all’ultima pagina; dopo che la carrozza avrà girato l’angolo e le colombe avranno ricamato la scritta The End, che succederà? Siamo a un passo dalla fine e la voce che l’ha guidata per tutta la fiaba da domani potrebbe non esserci più. Una voce assordante, impertinente, giudicante, che le ha fatto seguire con minuzia i binari prefissati, non facendola mai uscire dalle righe già scritte. Chi scrive le pagine della nostra fiaba?

C’è una notte per risolvere il mistero. Dodici ore in cui non c’è tempo per dormire.

Si è insidiato ormai il dubbio dell’esistenza di un’altra strada, un’altra storia. Ella ricorda la sua infanzia; prima del c’era una volta. Dodici ore per spostare lo sguardo per la prima volta dentro di sé, verso l’inconscio, verso il desiderio, verso quello che non si può de-scrivere ma solo vivere.

Virginia Woolf scriveva nel romanzo Onde, attraverso il personaggio di Bernard:

Bisogna, bisogna, bisogna. Bum, bum, bum. Ascoltate. C’è come un tonfo di vagoni che cozzano su un binario morto. Ecco la concatenazione felice, un evento segue l’altro nelle nostre vite. Bum, bum, bum. Bisogna, bisogna, bisogna. Bisogna andare, dormire, svegliarsi, alzarsi. Come adoriamo quel suono di vagoni che cozzano su un binario morto.

Oggi, in una società in cui tutto sembra possibile, siamo davvero liberi di scegliere?

Una generazione di passaggio e di trasformazione è quella di Ella, quella dei nati nei favolosi anni ottanta. Nessuno ci obbliga a credere nel vissero felici e contenti, eppure ci prende lo sconforto al solo pensiero di farci vedere sfigati; immersi nella miseria e privi di quella grazia fatata degli spot pubblicitari. Siamo poi costantemente spinti ad accoppiarci per sentirci completi come individui. Ammettere di essere singolo è sempre una piccola sconfitta. La voce della società, della normalità, delle aspettative che gli altri hanno su noi, risuona costantemente in un posto lontano della nostra mente… forse nemmeno così lontano.

“… Ho fatto tutto quello che bisogna. Fare catechismo a nove anni, fatto. Andare all’università dopo il liceo, fatto. Trovare un contratto a tempo indeterminato, fatto. Avere una tessera sanitaria, un nutrizionista, un personal trainer…”

Del resto il complesso di Cenerentola è tangibile; esseri che appaiono smarriti in mancanza dell’altro e dipendenti dal principe azzurrissimo. Se qualcosa nei nostri progetti andasse storto e se il sogno non diventasse realtà? Saremmo in un tunnel senza luce, da cui uscire da soli sarebbe impossibile.

Bibbidi Bobbidi Bum racconta quel trauma. Il fantastico sogno mancato può infatti trasformarsi, tramite la disperazione, nella consapevolezza del reale; conoscere finalmente se stessi per sopravvivere. La realtà è… quello che è. La più grande sfida probabilmente di questa vita è trovare la bellezza nascosta nei piccoli dettagli del tutto, confusionario e inquinato.

Bibbidi Bobbidi Bum” 21-24 febbraio 2019

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov- Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.cominfo.teatrostudiouno@gmail.com

IL BARBIERE DI SIVIGLIA|14-17 Febbraio|Sala Teatro

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

regia I TRE BARBA

con Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo

produzione Teatro Studio Uno

locandina barbiere

14 – 17 febbraio 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

Debutta in prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 14 al 17 febbraio 2019 “Il barbiere di siviglia” spettacolo ispirato alla lirica di Gioacchino Rossini e Cesare Sterbini, seconda parte del progetto de “I Tre Barba”: Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo che portano in scena attraverso la prosa, i libretti delle più celebri opere liriche del settecento.

Dopo Così fan tutte, prosegue il loro personalissimo percorso all’interno del mondo della lirica con l’obbiettivo di rendere popolare e vicina a tutti una forma d’arte apparentemente lontana e datata, giocando in modo satirico e irriverente con la musica e i libretti dei grandi capolavori operistici.

A differenza del libretto geniale di Da Ponte, il testo del Barbiere di Siviglia è ispirato alla figura di Figaro, il protagonista della trilogia di Beaumarchais ed ha un impianto di commedia dell’arte, lasciando poco spazio alla psicologia dei personaggi e alle modernissime riflessioni sull’amore che caratterizzano l’opera di Mozart; i temi trattati, infatti, sono i soliti noti: l’amore ostacolato, il travestimento e l’equivoco. Nel Barbiere di Siviglia la modernità è rappresentata dalla musica: I tre barba, ancora una volta si cimentano nel riarrangiamento delle aria, tra le quali le celeberrime largo al factotum o la calunnia, interpretandole completamente a cappella e senza l’ausilio di strumenti musicali.

In questo nuovo allestimento I tre barba concedono più risalto al cantato cercando di valorizzare al meglio una delle opere liriche italiane più famose e maggiormente rappresentate nel mondo. I tre attori interpretano tutti i ruoli del testo dando vita ad un carosello frenetico e fortemente comico, servendosi unicamente di pochi oggetti simbolici e qualche costume di scena. Se nel Così fan tutte, I tre barba si erano serviti di forti contaminazioni pop e trap, questa volta l’atmosfera sarà impermeata di una nostalgia anni cinquanta, strizzando l’occhio allo swing e alla musica leggera italiana.

Il barbiere di Siviglia” 14-17 febbraio 2019

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.cominfo.teatrostudiouno@gmail.com