I GIORNI DELLA COMUNE |2-26 Maggio

I GIORNI DELLA COMUNE

Rassegna teatrale

Vincitore Bando Pillole Direzione Artistica 2018/19

Dal 2 al 26 maggio 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?

Qualcosa o tutto? Su chi contiamo ancora?

Siamo dei sopravvissuti, respinti via dalla corrente?

Resteremo indietro, senza comprendere più nessuno e da nessuno compresi? O contare sulla buona sorte? Questo tu chiedi.

Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua.

A CHI ESITA (B.Brecht)

Da sempre impegnato nella promozione e nel sostegno alle realtà emergenti del panorama teatrale romano e non solo, il Teatro Studio Uno conclude la sua stagione affidando la direzione artistica dal 2 al 26 maggio 2019 al collettivo “I Giorni della Comune”, vincitori del bando Pillole 2018/19 come miglior progetto multidisciplinare per la gestione di attività teatrali.

Il collettivo della rassegna interamente composto da un team di giovani artisti del panorama off romano: Lorenzo De Liberato, Lorenzo Garufo, Alessandro De Feo, Matteo Ziglio, proporranno negli spazi del Teatro Studio Uno un mese di programmazione dove il fil rouge delle attività sarà il rapporto tra arte e disagio umano con un particolare rimando al teatro di Bertolt Brecht, che della miseria del mondo ha parlato forse come nessun altro.

Un’occasione eccezionale ed unica per testare in piena autonomia organizzativa tutte le fasi della programmazione e della direzione artistica, proponendo una propria visione di stagione teatrale concentrata in un mese di sperimentazione.

Nell’arco di ogni settimana avranno luogo, spettacoli, incontri, reading, brunch domenicali con performance, momenti musicali, e appuntamenti con professionisti di grande esperienza, quali Giancarlo Sammartano, Ugo Maria Morosi e Sergio Basile.

Interesse del collettivo è quello di produrre un evento fortemente partecipato per spettatori e compagnie in cui creare nuove sinergie e nuove occasioni di confronto ripensando all’idea di un teatro epico di ispirazione brechtiana, tutto all’interno di uno spazio creativo che da oltre dieci anni rappresenta un punto di riferimento importante per artisti e realtà teatrali emergenti: Il Teatro Studio Uno.

Spettacoli ed incontri:

Settore teatro Brechtiano-

LE GRAND BALL
d
i e con Alessandro De Feo
3 / 5 maggio – sala specchi

Le Grand Ball è un progetto di ricerca teatrale che si ispira lontanamente al concetto di
Dio-Poeta del
Baal di Bertolt Brecht, e alla produzione poetica dell’ autore in generale.
Sul palco vengono ricostruiti i giorni di un artista (Sia un pittore, un teatrante, un musicista, non è dato saperlo), nel caso specifico il periodo tra l’ ascesa e la caduta, inoltrandosi nella sua vita pubblica, personale e segreta.
Il lavoro cerca di indagare con vari mezzi sulla figura dell’artista, o più in generale i personaggi che si districano intorno al “mercato” dell’ arte, coi suoi direttori d’ orchestra, chi ci prova e non ci riesce, chi spera di lasciare qualcosa, chi rimane soltanto a guardare.


BALLHAUS

progetto di ricerca teatrale condotto da Valerio Peroni
10 / 12 maggio – cortile interno

“Baal Haus Lab” è un progetto che nasce con l’intento di concentrarsi su due fasi fondamentali per il mestiere dell’attore: la fase pre-espressiva e la fase espressiva. “Drammaturgia dell’attore” Con questo termine ci si riferisce al processo creativo/espressivo dell’attore, concepito come un lavoro compositivo, di tessitura e di montaggio, e dunque drammaturgico in senso proprio, avente per oggetto le azioni (fisiche, vocali e interiori) e sviluppato su vari piani. Questo materiale verrà creato dai partecipanti nel percorso laboratoriale, ed utilizzato per dare vita ai personaggi di “Baal Haus”.


1947: ALLARME ROSSO A HOLLYWOOD
MCCaRTHY vs BRECHT
d
i Sergio Basile
16 / 19 maggio – sala specchi

Stati Uniti d’America, 1947: Bertolt Brecht è accusato di attività anti americane durante il periodo della celebre “caccia alle streghe” perpetrata dal presidente della commissione parlamentare d’inchiesta, Joseph McCarty. Lo spettacolo racconta questo spiacevole episodio ai danni del grande drammaturgo e poeta tedesco, basandosi sui veri documenti (testimonianze dell’inchiesta), su altre citazioni di Brecht, poesie e stralci delle sue opere teatrali.


MUTTER
d
i Lorenzo De Liberato
23 / 26 maggio – cortile interno

Mutter” è la storia di una donna che cerca di sopravvivere ad ogni costo, una donna prima che una madre perché spogliata da quell’istinto materno che dovrebbe anteporre il futuro dei figli al proprio, una donna che non conosce più umanità sia per scelta che per necessità, che non conosce l’amore, se non per quell’ultimo residuo calore che può provare una madre di fronte al dolore e alla privazione. Anne Fierling ha dovuto imparare ad adattarsi per impedire al mondo di inghiottirla, ha dovuto imparare a rinunciare ai propri figli e in un certo senso di rinunciare anche a sé stessa, diventando solo una figura vuota, un ingranaggio in un sistema fagocitatore di umanità.Nato dagli echi del capolavoro brechtiano “Madre Coraggio e i suoi figli”, “Mutter” è uno spettacolo violento, nervoso quasi isterico, dove i suoi personaggi sono primitivi e come bestie si gettano sull’osso per rosicchiarne quel poco di carne che è rimasta

Settore drammaturgia contemporanea-

L’INCANTO
d
i Enrico Saccà e Paolo Zaccaria
16 / 19 maggio – sala teatro

Un locale in dismissione. La scena si apre con due uomini asserragliati in quel che resta del ristorante ‘da Giorgio‘. Uno è svenuto e imbavagliato. L’altro sta finendo di legarlo alla sedia con una corda. Da fuori, le voci dei facchini che devono eseguire il pignoramento minacciano di chiamare la polizia. Il sequestratore è Giorgio Nummo, proprietario del ristorante. Il sequestrato Mario Satellite, l’ufficiale giudiziario. Quello che serve a Giorgio è tempo: per cercare di estinguere i suoi debiti, per evitare la vendita all’incanto dei suoi beni. Tempo per non far scomparire sotto i suoi occhi il suo sogno, per sentirsi ancora uomo agli occhi della sua compagna.

BARBIE TIME
d
i Guido Del Vento e Alessandro Di Marco
9 / 12 maggio – sala specchi

Nel camerino di uno strip bar, una sera come le altre, Stella e Gloria si preparano per il loro solito show, incalzate da Tantarobba, che lavora nel locale ma non balla più sul cubo. Azioni consuete, di sempre. Uno strato di cipria, glitter come se non ci fosse un domani, un rossetto spavaldo e aggressivo. Ballano ridono e litigano, Gloria e Stella, amiche di una vita, amiche da sempre. Amiche da quando Stella si chiamava ancora Gerardo e combatteva con la sua famiglia per farsi accettare. Una lettera inaspettata dalla famiglia di Stella, porta la ragazza a ripercorrere con la memoria i momenti salienti della sua vita, che vediamo prendere corpo sulla scena dietro un velo di ricordo e di rabbia, di commozione, nostalgia e ferocia.

-Iniziative de La Comune-

INCONTRI CON I MAESTRI
Sabato 11-18-25 maggio
Con Sergio Basile, Giancarlo Sammartano, Ugo Maria Morosi
Il direttivo organizza incontri con professionisti e docenti del teatro italiano.

Previste lezioni/seminario su Bertolt Brecht e studio e costruzione di alcune scene da
Madre Coraggio.


BRUNCH LETTERARI –MANGIARE, BERE, RACCONTARE
Domenica 5-12-19-26 maggio

Lo spirito della narrazione nasce con l’uomo e da sempre lo accompagna”.

Storie da ascoltare come quando i racconti nascevano intorno al fuoco, alimentati dall’intimità di condividere un ambiente e il tempo, per il solo gusto di farlo.

E’ scaldati da quel fuoco che i nostri narratori snoccioleranno una dopo l’altra storie anche molto differenti tra loro, dalle leggende alla cronaca moderna, dal drammatico all’umoristico.

Un modo diverso, piacevole, ma allo stesso tempo antico di trascorrere il pranzo della domenica. Un’occasione per rilassarsi e divertirsi, mangiando, bevendo e ascoltando storie.

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingresso Spettacoli 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Incontri con i Maestri – Ingresso Gratuito

Sabato dalle 18:00 – 19:30

Brunch letterari Ingresso 10 euro con consumazione

Domenica dalle 12:00 alle 14:00


PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.com info.teatrostudiouno@gmail.com

Ufficio Stampa: Eleonora Turco press.teatrostudiouno@gmail.com 329.80.279.43

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ERA MEGLIO NASCERE TOPI|25-28 Aprile|Sala Teatro

Anomalia Teatro

presenta

Era meglio nascere topi

Con Debora Benincasa e Marco Gottardello

Drammaturgia di Debora Benincasa

Regia di Amedeo Josanny Anfuso

Habitat di Andrea Gagliotta
Costumi di Simona Randazzo

Una produzione Anomalia Teatro
Con il sostegno di Teatro Studio Uno
Re.Te. Ospitale 2018 della Compagnia Teatrale Petra


Dal 25 al 28 aprile 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

Debutta in prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 25 al 28 aprile la nuova produzione di Anomalia Teatro “Era meglio nascere topi” spettacolo diretto da Amedeo Josanny Anfuso con protagonisti Marco Gottardello e Debora Benincasa, quest’ultima anche autrice della pièce: lavoro che porta in scena una riflessione sul nuovo razzismo, sulla violenza e sul pericoloso clima d’odio ultimamente diffuso nel nostro paese.

Era meglio nascere topi” racconta la storia di una piccola cittadina di periferia in cui viene istituito un campo nomadi. La reazione di protesta della popolazione è immediata: un presidio permanente di fronte al campo per convincere le autorità a spostare i rom da qualche altra parte, qualunque purché lontana. Lo spettacolo nasce da una vicenda accaduta in provincia di Milano, da cui poi si discosta, nel tentativo di raccontare una storia che è stata più universale.

Da Opera a Torre Maura, dai pogrom dell’Ottocento ai lager in Polonia e Germania, i rom sono sempre stati considerati un pericolo, un male da estirpare: discriminati, marginalizzati, aggrediti e sterminati.

La narrazione si concentra sugli abitanti del campo, per evitare che ancora una volta fosse una voce più forte ed esterna a raccontare una popolazione a cui la voce è stata sempre negata. Il punto di vista si è spostato sul “noi”, “italiani brava gente”: che non siamo razzisti, difendiamo solo il nostro popolo, che urliamo, incendiamo, picchiamo e violentiamo, senza essere mai colpevoli.

Nessuno ha colpa, ma l’odio continua a circolare e a respirare tranquillamente. Nessuno ha colpa, ma quando l’aria è carica di odio è molto più facile trovare un fucile e sapere esattamente contro chi sparare.

 

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I fatti di Torre Maura ci spaventano, ci preoccupano, ma sicuramente non ci sorprendono: tristemente, ce lo aspettavamo. I fatti di Torre Maura ci riconfermano nella nostra scelta di trattare un tema “scottante” e pericoloso, difficile, fin troppo spesso sottovalutato e bistrattato, ma di cui è necessario, adesso più che mai, parlare”.

Era meglio nascere topi” 25-28 aprile | Sala Teatro

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.com info.teatrostudiouno@gmail.com

OTELLO NON SI SA CHE FA|25-25 Aprile| Sala specchi

 

Otello locandina blandaTroppo liberamente tratto dall’Otello di William Shakespeare adattamento e regia di Giovan Bartolo Botta con Claudia Salvatore e Giovan Bartolo Botta
progetto grafico: Leonardo Spina | costumi: SerigraFata di Francesca Renda
progetto scenografico: Fabio Liparulo Teatro Spazio 47
striscione Ultras Teatro: Fuori Registro di Nicola Micci

Non si sa che fa l’amore quando arriva. Non si sa che fa l’amore quando se ne va. Nella
Venezia di Shakespeare si ama parecchio. Piuttosto spesso. Le giornate sono oberate dai
doveri di guerra. Ma avanza tempo per riflettere sull’amore. Meglio ancora per viverlo a
fondo. Passarci attraverso. Farcisi divorare. Senza giudizio. Otello ama. Desdemona ama.
Iago ama. Cassio ama. Tutti amano qualcosa o meglio ancora qualcuno. C’è del
sommerso pronto ad esplodere. Se lo si trattiene si rischia il disagio psicosomatico. Se lo
si lascia andare a briglia sciolta ci si butta tra le braccia dell’ignoto. Il terreno sotto i piedi
sparisce. Il pensiero, l’azione cercano conforto nel cuore altrui. E forse fa bene benissimo
e forse fa male malissimo. Perché non si sa l’amore che fa quando arriva, non si sa
l’amore che fa quando se ne va.

Lo spettacolo “Otello non si sa che fa” è uno studio sull’amore senza giudizio. Quasi non
riflettuto. Ma vissuto unicamente attraverso il “conflitto di scena”, moto trainante dello
spettacolo. Gli attori/persone/personaggi evocano immagini attraverso i loro dialoghi. Tutto avviene in quel preciso istante. In quel luogo, a quell’ora. Tutto al presente.Tutto nel presente. Ora. La messa in scena è inoltre uno studio sul teatro dell’ascolto che si dà la possibilità di essere diverso ogni sera. Fanno tutto gli attori. Il lavoro sporco come quello pulito. Non ci sono scappatoie o vie di fuga. Conta solo portare a casa la serata.
No esigenze audio/video. Piazzato bianco su quintatura nera. Luci di sala accese.

PRENOTAZIONI: http://j.mp/prenotaTS1
Giov- Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00
Per info: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

ASSOLO .1|4-7 Aprile|Sala Specchi

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TEATRO STUDIO UNO
Via Carlo della Rocca 6. Roma

Dal 4 al 7 Aprile presso il TEATRO STUDIO UNO
Via Carlo della Rocca 6. Roma
anteprima di
Assolo.1
Di un secondo studio sul Caligola di Albert Camus.

Adattamento e regia
Bernardo Casertano
Direzione tecnica Paride Donatelli

“Assolo.1 è la seconda fase di un processo creativo iniziato con “Assolo di un ipotetico studio su Caligola” nato da una residenza artistica presso Teatro Akropolis di Genova e proseguita all’Ex Asilo Filangieri di Napoli. Questa seconda sessione di lavoro trova il sostegno di Teatroavista e Matemù ed è un punto di vista sull’opera di Camus che sposta la sua attenzione dalla tragedia al pensiero dell’autore. Il lavoro si prefigge di essere un processo in divenire. In questo caso è nato dal quesito : un animale come attraverserebbe la scena? Per gli animali (non tutte le specie) è naturale accoppiarsi con consanguinei. La maggior parte delle specie animali non ha coscienza della morte. Questo è stato come liberare Caligola da una condizione umana per porlo in un contesto nel quale “si gitano le umbre delle sue passioni passioni”. È l’inizio di un percorso che attraversa il pensiero di Camus sull’assurdo e sulla condizione umana (assurdo è la condizione dell’uomo: questo divorzio tra l’uomo e la vita, come tra l’attore e la scena).

Info e prenotazioni:3494356219-3298027943
anteprima di
Assolo.1
Di un secondo studio sul Caligola di Albert Camus.

Adattamento e regia
Bernardo Casertano
Direzione tecnica Paride Donatelli

“Assolo.1 è la seconda fase di un processo creativo iniziato con “Assolo di un ipotetico studio su Caligola” nato da una residenza artistica presso Teatro Akropolis di Genova e proseguita all’Ex Asilo Filangieri di Napoli. Questa seconda sessione di lavoro trova il sostegno di Teatroavista e Matemù ed è un punto di vista sull’opera di Camus che sposta la sua attenzione dalla tragedia al pensiero dell’autore. Il lavoro si prefigge di essere un processo in divenire. In questo caso è nato dal quesito : un animale come attraverserebbe la scena? Per gli animali (non tutte le specie) è naturale accoppiarsi con consanguinei. La maggior parte delle specie animali non ha coscienza della morte. Questo è stato come liberare Caligola da una condizione umana per porlo in un contesto nel quale “si gitano le umbre delle sue passioni passioni”. È l’inizio di un percorso che attraversa il pensiero di Camus sull’assurdo e sulla condizione umana (assurdo è la condizione dell’uomo: questo divorzio tra l’uomo e la vita, come tra l’attore e la scena).

Info e prenotazioni:3494356219-3298027943

GIACOMINA|4-7 Aprile|Sala Teatro

GIACOMINA
4-7 Aprile | Teatro Studio Uno

giacomina
testo e regia: Salvatore Cannova
con: Clara Ingargiola, Eletta Del Castillo
elementi scenici, costumi e luci: Salvatore Cannova
assistente alla regia: Chiara Buzzone
assistente alle scene: Lorenzo Randazzo
illustrazione: The art of Isabella Ceravolo
graphic designer: Giorgio Dilluvio
produzione: Fenice Teatri, Babel Crew
con il sostegno del Teatro Studio Uno di Roma

SINOSSI
È la storia di Giacomina, della sua depressione e della sua amica Cettina, che negli anni ha fatto di tutto per aiutarla.
Dai primi amori, alle crisi non comprese; dai giochi adolescenziali, alle balere carnevalesche; dalla mancanza del marito, alla scelta estrema di farla finita. Un dialogo che ripercorre un’amicizia lunga una vita, fatta di giochi, pianti, sacrifici, ricordi.

NOTE DI REGIA
Sorridente, truccata e sempre con un vestito diverso: così ricordo mia nonna Giacoma. Una donna dall’aspetto sempre curato capace di nascondere, ai molti, il suo profondo malessere: il “mal di vivere”, come avrebbe detto Montale. L’origine della sua depressione fu sempre un mistero, come la ragione per cui decise di farla finita; sono tante, quindi, le ipotesi rimaste senza certezze.
Giorni come quello in cui si tolse la vita, lanciandosi nel vuoto dal balcone di casa, rimangono indelebili nella memoria e ricordano la natura imprevedibile degli eventi che, come fulmini a ciel sereno, stravolgono il nostro vivere.
In questo lavoro viene raccontata la storia di un’amicizia circondata dalla nera, non compresa e spesso latente “malattia del secolo”, come oggi viene definita la depressione. Una riflessione che non condanna né giudica la malattia o le scelte estreme a lei connesse, bensì ne riporta i fatti soffermandosi su chi sta intorno: su chi le inventa tutte pur di far allontanare i cattivi pensieri. Una riflessione che vuole sensibilizzare su una condizione che oggi, senza limiti di età, segna molte vite. Una riflessione sull’uomo, sulla vita e sul loro rapporto semplicemente complesso.
Salvatore Cannova
Dedico questo spettacolo ai miei nonni.

Teatro Studio Uno
PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
Giov- Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00
Per info: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

I MIEI SOLDI|11-14 Aprile|Sala Teatro

i miei soldi locandina VERSIONE 2.jpg

Una sceneggiatura consegnata. Un pagamento mai arrivato.   Una fattura non saldata. Uffici di produzione, anticamere, segretarie in crisi, codici bancari errati e un Produttore quasi sempre irreperibile. Le settimane passano. I mesi passano. In attesa di cosa? Forse del nulla. Forse la fattura non sarà mai saldata. O forse lo sarà troppo tardi. E l’Arte dove sta? Dove sta il Cinema in tutto questo? Dove la Scrittura?  Lo Sceneggiatore, il nostro eroe, continua a non capire. Non si arrenderà. Combatterà fino alla fine.

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

AMORE|21-24 Marzo|Sala Specchi

Progetto Goldstein e Teatro Studio Uno

presentano

AMORE

un progetto di Tristeza Ensemble

scritto da Matteo Gatta

regia Viola Marietti

con Matteo Gatta, Grazia Capraro, Matteo Principi, Viola Marietti

Dal 21 al 24 marzo 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

LEI e LUI. Non più bambini (forse), non ancora adulti (decisamente),

o forse nessuna delle due.
LUI e LEI nell’occhio del ciclone di una tempesta ormonale.
LEI e LUI abitanti di un luogo delicatissimo, fatto di contraddizioni, incoerenze,

di sbalzi d’umore, di tentativi falliti, di corpi in stravolgimento: l’adolescenza.
LUI e LEI decisamente male assortiti per provenienza, educazione, abitudini, playlists, alimentazione, intelletto, anima e core, ma così simili nel loro

bisogno famelico di comprendersi.

Di comprendere. Che cosa? Una qualsiasi cosa.
LEI e LUI, tutti sturm e tutti drang.
LUI e LEI, tutti sbagliati.

In prima assoluta dal 21 al 24 marzo al Teatro Studio Uno “Amore”, vincitore del bando Under25_Gold dedicato alle giovani realtà teatrali contemporanee, ideato e prodotto da Progetto Goldstein e Teatro Studio Uno, opera prima del giovanissimo attore e drammaturgo Matteo Gatta, in scena insieme ad un altrettanto giovane e talentuoso cast di attori: Grazia Capraro, Matteo Principi, Viola Marietti, quest’ultima anche regista della pièce, uno spettacolo ironico, tagliente e fortemente attuale che racconta una storia apparentemente semplice, l’amore tra due ragazzi poco più che adolescenti.

Forse non esiste storia più lineare di questa: un ragazzo e una ragazza che si piacciono.
Tra l’amico dispensatore di pessimi consigli, le famiglie che incombono, gli incontri del terzo tipo in discoteca e una massiccia dose di caustica leggerezza.

Forse non esiste storia più complicata di questa: l’angoscioso mondo di una ragazza che oscilla tra il voler tornare bambina e il sentirsi donna, l’altrettanto surreale dimensione di un ragazzo di provincia che vorrebbe solo “stare bene con lei”. E in mezzo a loro questa cosa enorme incomprensibile meravigliosa spaventosa.

Non sapendo come chiamare questa cosa, hanno deciso di chiamarla AMORE.

Un ragazzo di provincia senza zone d’ombra con un immaginario disneyano difficilissimo da infrangere e una ragazza di città piena di ansie e nevrosi, anche lei incapace di partorirsi alla vita rinunciando alla protezione dei suoi problemi.

Entrambi sulla soglia del mondo dei grandi, che temporeggiano sul confine.

Amore” è una storia di crescita, di come solo attraverso la relazione con gli altri possiamo effettivamente trasformarci in creature più ricche e mature, e forse prima o poi sciogliere quei nodi senza nome ma dolorosissimi che ci portiamo dentro e che ci rendono fragili e zoppi nell’affrontare la vita.

Lo spettacolo offre numerosi punti di vista, della distanza abissale che intercorre tra la generazione dei giovani e quella dei genitori, la quale propone un modello tradizionale dove difficilmente riusciranno a identificarsi, agli esempi degli “altri”, i coetanei disillusi e feriti che propongono loro solo prospettive ciniche e sconsolati sulla possibilità di credere all’amore, e soprattutto, LUI e LEI, opposti, incompatibili.

Il tutto affrontato con un linguaggio che rivela le follie del parlato, una regia che scansa la possibilità di essere “quotidiani” condensando con feroce ironia i dettagli umani nei quali tutti possiamo identificarci, e lasciando che le emotività galoppino nella loro natura più selvaggia e illogica. Esattamente come avviene quando il cuore straborda. Come avviene quando si è giovani. Quando tutto appare incomprensibile e enorme. Cercando di essere fedeli a una natura umana che forse, in realtà, ha ben poco di realistico.

Quattro attori dentro tanti personaggi tutti sbagliati, storti e teneri, spalancati, che vengono sballottati con leggerezza e profondità in un mare in tempesta che hanno nella pancia e davanti agli occhi.

Quello di cui puoi star certa, è che non ti porterò mai più a fare una camminata in spiaggia.”

Amore” dal 21 al 24 marzo | Sala Specchi

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

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RADIO GHETTO|14-17 Marzo|Sala Specchi

RADIO GHETTO _ voci libere
di Collettivo Radio Ghetto

MARIANNA_GC_2_4032019

con Francesca Farcomeni
scrittura, audio, scene e regia Collettivo Radio Ghetto Voci Libere
co-produzione Teatro Studio Uno
con il supporto di Nuovo Cinema Palazzo residenza artistica Contrabbando 2018

Dal 14 – 17 marzo 2019
Teatro Studio Uno – via Carlo della Rocca, 6 Roma

«Non siamo qua per mangiare ma per essere liberi.
Non è la pasta che cambia, ma la libertà »

Il progetto teatrale Radio Ghetto_voci libere nasce per mettere in scena, in una modalità performativa, l’esperienza della radio vissuta all’interno dei ghetti dei braccianti agricoli. È la voce di chi per Radio Ghetto è passato e continua a passare, un viaggio sonoro, un dialogo tra racconto e tracce audio. In bilico tra l’indagine, l’evocazione, la messa in scena di un archivio di schegge sonore – storie, conversazioni, rumori ambientali, musiche – il progetto è un invito a conoscerci, a tornare in quel ghetto che appartiene a tutti, se non come luogo come condizione esistenziale. E mentre la voce della radio e quella dell’attrice in scena dialogano, ci si rende conto che oltre l’oppressione, lo schiavismo moderno, le baraccopoli e i campi che ci circondano, ciò che si trova in fondo è un richiamo alla vita. In questo luogo di confine tra il reale e l’immaginario dove si sfoca la distinzione tra il dentro e il fuori.

CHI È RADIOGHETTO?
È un progetto di radio partecipata, strumento di comunicazione e dibattito per le comunità di braccianti stranieri che vivono nelle campagne dell’agro foggiano. Creata nell’estate del 2012, la Radio ha portato nella capitanata pugliese tutta la strumentazione necessaria per l’avvio delle trasmissioni. Sino all’estate del 2016 Radio Ghetto ha trasmesso principalmente all’interno del Gran Ghetto di Rignano Garganico, tra i suoi abitanti, cercando di aprirsi all’esterno, verso la società italiana. Dopo lo sgombero del Gran Ghetto la radio si è trasferita sulla pista di Borgo Mezzanone, a Sud di Foggia. Radio Ghetto è diventata così nel corso di questi suoi anni di attività uno spazio libero in cui dibattere e rilassarsi, scherzare e arrabbiarsi; un’esperienza per entrare in relazione, per immaginare alternative possibili allo sfruttamento e all’isolamento, un contenitore di storie, di persone diverse, racconto di luoghi che sulle mappe sembrano non esistere.

“Radio Ghetto_voci libere” dal 14 al 17 marzo | Sala Specchi

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
Per info: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

I MILLE PEZZI|14-31 Marzo|Sala Teatro

Compagnia LABit

presenta

I MILLE PEZZI


di Marco Andreoli

con Gabriele Linari, Alessandro Porcu, Susanna Valtucci

coproduzione LABit e Teatro Studio Uno
I-mille-pezzi_14-31 marzo_2019_Teatro-Studio-Uno_Roma_LOC

Dal 14 al 31 marzo 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma


Debutta in prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 14 al 31 marzoI mille pezzi” spettacolo della compagnia LABit, scritto da Marco Andreoli, in scena Gabriele Linari, Alessandro Porcu, Susanna Valtucci, protagonisti di un racconto esistenziale che come filo conduttore segue il tema della memoria e dell’identità.

In scena la storia di Massimo Cantera, un uomo con una vita serena, un lavoro, un futuro da progettare. Un giorno sua moglie lo lascia. Per sempre. E quello stesso giorno lui esplode, scoppia, si frantuma in mille pezzi, come fosse un vaso caduto a terra.

Così da quel momento nella casa di Cantera, ci vivono tutte e mille le sue parti: “Provi lei a dividere 80 metri quadri per quasi mille individui! Non sappiamo più dove metterci…”

“Con “I mille pezzi”, la drammaturgia di Andreoli completa un lungo e articolato percorso dedicato al tema della memoria; un percorso inaugurato nel 2006 con “Compendio Generale” e poi proseguito, tre anni più tardi, con “Singapore”.

I mille pezzi” che, dopo “Animali”, segna il secondo incontro tra Andreoli e la compagnia LABit, ruota attorno al tema dell’identità e a quello del dolore; nell’ipotesi che il dolore, comunque sia, non possa non incidere sull’identità.

I tre attori – Gabriele Linari, Alessandro Porcu e Susanna Valtucci – mettono in scena la storia di un uomo spezzato; anzi: spezzettato. Di un uomo che, in qualche modo, cerca di ri-comporsi, di ricostruire se stesso, perseguendo il compimento di una metafora che, col passare del tempo, assume sempre più chiaramente i contorni dell’unica realtà possibile; quella del sé smarrito; quella del sé perduto. Ma in fin dei conti, “I mille pezzi” racconta soprattutto l’idealismo soverchiante proprio di qualsiasi memoria che sia connessa all’abbandono.

Cercare cause, riconoscere errori, distribuire colpe, esaltare ogni perdita (come se il passato trattenesse in sé il senso di ogni cosa, di ogni oggetto, di ogni parola): questi, in fondo, sono i processi che seguono ognuno di quegli addii che determinano l’esistenza, come fossero spartiacque tra la vita che è stata e la vita che resta.

La compagnia LABit, protagonista della scena off romana, si occupa da sempre sia di produzione che di formazione, anche e soprattutto rivolta alle nuove generazioni, con corsi di teatro in diversi istituti scolastici. Ha affrontato, nei numerosi spettacoli andati in scena dal 2002, sia grandi classici (Shakespeare, Eschilo, Euripide) sia autori significativi del ‘900: Ennio Flaiano (cui ha dedicato una targa commemorativa in collaborazione con il Municipio III del comune di Roma, presso l’ abitazione a Via Montecristo), Franz Kafka (“Lettera al padre” diretto e interpretato da Gabriele Linari, divenuto un vero “caso” della scena romana) e Ettore Petrolini (“Ho morto Petrolini!”, altro monologo di grande successo). Ha inoltre collaborato con diversi drammaturghi contemporanei tra cui Marco Andreoli, appunto, e Fabio Massimo Franceschelli.

“I mille pezzi” 14-31 marzo | Sala Teatro

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.com info.teatrostudiouno@gmail.com

GIORGIO|7-10 Marzo| Sala Teatro

Compagnia Garofoli/Nexus

presenta

GIORGIO

Giorgio_Cover_2019_StudioUno

Di e con Nexus


aiuto regia
Laura Garofoli
assistente
Claudia Salvatore
scenografie
Andrea Simonetti

foto Manuela Giusto

Premio della Critica – Roma Fringe Festival 2017
Premio Special Off – Roma Fringe Festival 2017
Miglior Monologo/Performance – Festival Inventaria 2018

Dal 7 al 10 marzo 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

«Volava, giocava al solitario e fumava.
Io ballavo, chattavo e scaricavo di tutto».


Premio della Critica e Premio Special Off al Roma Fringe Festival 2017, Miglior Monologo/Performance al Festival Inventaria 2018, torna in scena al Teatro Studio Uno dal 7 al 10 marzoGiorgio” della compagnia Garofoli/Nexus, uno spettacolo fatto di teatro di parola, performance e installazione che trasforma la scena in spazio condiviso e conflittuale dove poter rinegoziare il passato e reinventare il futuro.


Terni, fine del millennio. Giuseppe ci racconta il suo rapporto col padre. In bilico fra epopea e ricerca d’archivio, riesamina un’infanzia fatta di sale giochi e battute di caccia, Roger Rabbit e film di Schwarzenegger. Poi l’adolescenza e il declino della Terni post-industriale che puntava tutto sul cinema e il volo. E infine la crisi, reale e simbolica, personale e collettiva, di una generazione divenuta adulta negli anni duemila.

A partire da un testo drammaturgico inedito, Giorgio si serve di un linguaggio ibrido fatto di teatro di parola, performance e installazione per raccontare l’iniziazione alla vita adulta e l’ingresso della società italiana nel nuovo millennio. Questa narrazione “epica” si sviluppa attraverso diversi quadri tematici, ognuno dei quali mette in scena conflitti personali e collettivi: l’iniziazione al cinema e ai video game della generazione anni ottanta; i mutamenti avvenuti a Terni, città natale dell’autore; la passione per la motocicletta, il volo e la montagna; fino allo scontro con la malattia e la morte. Lo spettacolo indaga con tono brillante il ruolo della funzione paterna, ricostruendo avvenimenti passati, esponendo l’archivio famigliare e mettendone in scena interpretazioni controfattuali e di autofiction.

La performance ricalca questo approccio, proponendo un lavoro basato sulla sovversione radicale della posizione eretta e del baricentro, tramite l’uso di alcune tecniche e principi della danza hip-hop. Un corpo attoriale composto da intenzionalità che sgomitano fra loro, addestrato allo scioglimento delle posture date e delle leggi gravitazionali.

Un corpo-cyborg — come lo definirebbe il filosofo cognitivo Andy Clark — “naturalmente” predisposto all’innervazione tecnica e culturale.

GAROFOLI/NEXUS
Nasce a Roma nel 2012 dall’incontro fra l’attrice Laura Garofoli e il regista e performer Nexus.
Il lavoro della compagnia è incentrato sulla convergenza fra teatro, performance e media con una finalità artistica, formativa e teorica.

A partire dal primo spettacolo L’Ombra (selezionato al Festival della Creatività di Roma nel 2013), la compagnia produce le performance Break To The Future(co-prodotto da Comma Urban Art Festival di Perugia), ROM (presentato anche al Goethe Institut Roma), e lo spettacolo L come Alice, ispirato ai testi di Carroll, Deleuze e Artaud a cui viene dedicata una lezione speciale al Dipartimento di Studi di Media dell’Università Humboldt di Berlino. Nel biennio 2016-2017 la compagnia vede il debutto di Giorgio, uno spettacolo autobiografico che combina teatro di parola, performance e media art che vince il Premio Special OFF e Premio della Critica al Roma Fringe Festival 2017 e di ZTL, Zona Temporaneamente Libraria, un progetto di performance urbane sul tema della bibliodiversità. Attiva nella promozione e organizzazione di eventi di teatro e cultura indipendente dal 2015 organizza la rassegna #DETRITI.

Attualmente è impegnata nella produzione dello spettacolo Rautalampi (finalista premio Scenario Infanzia 2018) e del progetto performativo L’Arte della Perdita (sostenuto da ALDES/SPAM).

“Giorgio” dal 7 al 10 marzo | Sala Teatro

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.com info.teatrostudiouno@gmail.com