PROGRAMMA PILLOLE 12-22 Luglio

12 Luglio | ore 21

QUATTRO TEMPI | di Filippo Marchi, con Alessia De Pasquale, Francesco Rovatti

Amore. Lavoro. Soldi. Morte. Quattro parole, quattro aspetti della nostra vita, i
quattro capitoli di questo spettacolo irriverente, ironico e tremendamente legato
alla realtà dei nostri giorni. Sarà come sfogliare le pagine di un libro breve ma intenso, i cui quattro capitoli costringono lo spettatore a fare i conti con quegli aspetti dell’esistenza
umana dei quali, volenti o nolenti, non si può fare a meno.

DOVEROSI RINGRAZIAMENTI| di Valerio Vestoso, con Gabriella Indolfi

Ringraziare è sempre doveroso e la nostra protagonista non si risparmia. Tra sponsor,
proloco, assessori alla cultura, ballerini di bachata e ricordi d’infanzia, “Doverosi
Ringraziamenti” nasce con l’obiettivo di approfondire con ironia il tema della celebrità a
breve termine. Il successo e la fama spesso si rivelano effimeri e la protagonista, invitata
ormai solo come testimonial di qualche pubblicità locale o sagra di provincia, sente il
bisogno di rimettersi in gioco. Con la prosopopea e la seriosità di un’attrice di accademia,
finirà per fare i conti con la sua frustrazione, a colpi di grazie.

TABU’| di Alessandro Bonanni, con Giulia di Turi, Noemi Sferlazza, Lorenza Sacchetto, Lorenza Giacometti, Chiara David

Cinque amiche di vecchia data. Una ludoteca per bambini. Un Tabù con cui giocare per ammazzare il tempo. Una torta di compleanno nuova ogni volta, e ogni volta le candeline sono spente da un’amica diversa, ma non si festeggia mai nessun compleanno. Il soffio sulle candeline determina la fine di ogni appuntamento. Gli appuntamenti, cadenzati nel
tempo, mettono in luce cinque persone molto diverse, con cinque storie che a tratti sono intrecciate, ma che sono assolutamente indipendenti l’una dall’altra. Le relazioni tra queste cinque ragazze sono il fulcro di questa storia, relazioni vere e vite normali, mai toccate da particolari tragedie né da particolari successi. Cosa unisce veramente Ginevra, Viola, Marilù, Sofia e Alice? Cosa le porta a vedersi in una ludoteca per bambini? Per
chi è veramente la torta di compleanno?

FRATELLO DI CUORE| di e con Filippo Ruggieri

“Fratello di Cuore” racconta le 48 ore di un ragazzo detenuto al carcere di Castrogno (TE) in attesa di giudizio. Il suo compagno di cella è un giovanissimo assassino con la quale nasce un rapporto unico, ricco di mancanze e bisogni. Più si avvicina l’ora dell’addio e più quest’ultimo perde la testa: stanco di arricchire la propria di vita con rapporti di passaggio che lo fan sentire solo e abbandonato ogni volta, come fosse la prima, riaprendo ferite che non si chiuderanno mai.

RADIO GHETTO| di Radio Ghetto, con Francesca Farcomeni

«Questo ghetto non esiste, ma tutte queste storie sono esistite nel tempo e nello spazio dei
ghetti d’Italia. Interventi, testimonianze, dialoghi, musiche e pensieri sono il frutto delle varie programmazioni e improvvisazioni di Radio Ghetto. Questi documenti non sono stati prodotti per questo spettacolo, ma al contrario questo spettacolo nasce dall’esigenza di condividere l’archivio della radio».
Capitalismo, migrazioni, sfruttamento. Ma cos’è, in fondo, un ghetto? Esiste davvero? Chi ci vive? Cosa sognano i suoi abitanti, cosa vedono, che musica ascoltano, cosa mangiano,
cosa significa e perché vivere in una baracca in mezzo alle campagne nell’Italia del 2018?

POEMA DELLA FINE| di Ian Gualdiani, con Veronica Del Vecchio, Barbara Villa, Greta di Lorenzo

Il Poema della fine di Marina Cveataeva è la cronaca delle emozioni, dei pensieri e del vissuto dell’autrice nel periodo della separazione dall’amante Constantin Rodzevic. Scrive Marina a Constantin: Se voi restaste con me, m’insegnereste a vivere nel senso più semplice di questa parola. Senza di voi e fuori di voi, io non vi riuscirò. Ma Rodzevic la abbandonerà al suo destino e Marina dirà del suo Poema: È il dolore femminile ormai esploso, le lacrime che erompono. Il testo è una trasposizione poetica della fine del loro amore, le ultime immagini impresse nella memoria della Cvetaeva, i dialoghi prima della fine: una serata passata al cinema, la discussione sul modo di comportarsi alle feste, una camminata tra le bancherelle d’un mercato, l’odore del caffè, la lucentezza delle lacrime sue.

 

13 Luglio |

Selezione Compagnie di ricerca permanente e Direzione artistica non aperta al pubblico

 

14 Luglio | ore 21

PULCINELLA MORTO E RISORTO| di Alessandro Paschitto

Questo Pulcinella presenta e si rapporta a interrogativi
conflittuali che senza difficoltà intercettano nella loro trasversalità la rete significante dello Spettatore: cosa significa trovare il coraggio di fare una scelta? Cosa significa assumersi le conseguenze di essa? Quali sono i criteri in base ai quali si effettua? Come si colloca tra essi il desiderio del singolo? In sintesi: cosa vuol dire trovare un equilibrio, se questo è possibile, e diventare adulti? Nella banalità del senso ampio: quando e come si può essere felici? Pulcinella, lo scansafatiche per tradizione, l’artista della fuga, il funambolo del sotterfugio, alla fine dei giochi, dopo aver tanto aggirato il problema si trova ad affrontarlo direttamente.

PORNODRAMMA| di e con Serena Mazzone

Una donna senza nome e senza identità, in preda a manie visionarie e ossessive, alla ricerca disperata di un piacere che crea solo un vuoto; in questo circuito del piacere impazzito non c’è posto per una vera relazione con l’altro e neanche con se stessa. La donna ha una sorta di identità multipla e racconta al pubblico la sua storia d’amore e morte: un colpo di fulmine violentissimo e passionale sfocia in poco tempo in un matrimonio dove, più che l’unione e la comunicazione autentica, prevale la necessità di dare sfogo alla più ardita sessualità all’interno di un disperato vitalismo che cancelli il senso di solitudine e il vuoto interiore.

UNA FIGLIA SOTTO STRETTA SORVEGLIANZA| di Enoch Marella, con  Federica Di Cori, Angelica Giusto, Camilla Petrocelli

La Baronessa De Flasquemont,  lascia la piccola Berthe, sua figlia,
sotto la sorveglianza dei due domestici: il cocchiere Saint-Germain e la cameriera
Marie. Quindi, la Signora al ballo, la figlia a letto e i domestici a casa come due topi
in assenza del gatto. La quiete notturna è turbata dagli accenti musicali del nuovo
locale notturno. Saint Germain e Marie, posseduti dalle vibrazioni sonore che invadono la casa, decidono di andare di sotto a scatenarsi lasciando la bimba incustodita. Berthe, però, si sveglia e pretende di andarci anche lei usando le armi del ricatto. I domestici cedono e se la portano con loro ad assisterele danze. Nel frattempo, la Baronessa torna a casa prima del previsto ed è sempre sul punto di accorgersi della sparizione della piccola, ma dopo una serie di peripezie per mascherare l’assenza della bambina Berthe rientra in casa ubriaca e trionfante a cavalcioni sulle spalle del carabiniere Rocambole dopo aver passato una notte
insonne bevendo acquavite e imparando canzonacce e danze oscene nella caserma in
compagnia dei carabinieri.

INES PLOSA | di Fabio Margiotta, con Ilaria Castri e Fabio Margiotta

Ines è una trentenne che non è ancora riuscita ad affermarsi come scrittrice.
Per sopravvivere fa un lavoro che non sopporta e condivide un monolocale con l’anziano
padre, del quale si prende cura. E’ convinta di vivere una fase transitoria, di essere ancora giovane e di avere tutto il tempo per potersi realizzare. Tale convinzione la aiuta a sopportare la routine e l’insoddisfazione, e a mostrarsi al mondo come una persona pacata e gentile. Una mattina come tante altre Ines si accorge però che le è spuntata la prima ruga.
Tale avvenimento la spinge a voler dare finalmente una svolta alla propria vita.
Inizialmente non trova il coraggio per farlo, e l’unica cosa che ottiene è una brutta febbre
che la porta, di notte, ad avere un terribile incubo. La mattina seguente, Ines esplode.

CESIRA| di e con Giusy Iannone

Cesira è una donna che interpreta per un ipotetico o reale pubblico le verità della sua esistenza. I suoi baffi che la connotano in questo mondo diventano il punto di partenza per delle narrazioni a metà tra il surreale e il fantastico. Il testo ha portato a chiedermi cosa sia in fondo la realtà e quanto soprattutto di questi tempi siamo spinti dalla necessità (giusta o sbagliata) di autorappresentarci e raccontarci. Cesira parte dall’assioma base del teatro: una donna/attrice che racconta e un pubblico che ascolta. Non ha la pretesa di raccontare una sola verità perché, come si sa, la verità non è mai solo una! Il pubblico è chiamato a scegliere se rimanere ad ascoltare, andar via , scegliere quale verità preferisce o se ne preferisce più di una o nessuna.

15 Luglio | ore 21

AMORE | di Matteo Gatta, con Matteo Principi, Viola Marietti, Livia Rossi

LEI e LUI, due individui dal carattere opposto, non riescono a fare a meno di ridefinire
continuamente i connotati della propria relazione per far sì che il loro amore possa essere lo specchio fedele dell’identità che a fatica si stanno costruendo. Non sono disposti ad abbandonare le proprie sicurezze e per questo si rifugiano nelle definizioni inoffensive –perché non mettono in discussione ciò che loro sanno di se stessi– che emergono nel rapporto pacificante con famiglia, amici, amanti di passaggio con cui non c’è niente da condividere.

LA STORIA| di Andrea Onori, con Maria Grazia Torbidoni e Giorgia Narcisi

La Storia racconta la Storia con la S maiuscola, attraverso le storie umane delle
persone che ne fanno parte e che sotto di essa si muovono, vivono e muoiono. Che la
subiscono e che, in qualche modo, contribuiscono alla stessa, come piccole formiche
che si adoperano, ignare vittime di destini più grandi di loro.
Raccontare la vita di una donna, Ida, negli anni che vanno dal ’41 al ’47 del secolo
scorso. Raccontare la storia di una famiglia che si mescola a migliaia di altre per
ricordarci che la Storia la fanno i potenti, ma la vivono le persone comuni, ogni
giorno.

 

IL LAVORO| di Flavio Murialdi, con Sebastian Jan Marzak, Massimo Risi

Tre persone sono state chiamate per compiere un “lavoro”. I tre non hanno idea di cosa dovranno fare. Sono uomini determinati e senza paure, ma con il passare del tempo la loro sicurezza viene sgretolata. Lentamente si vengono a creare: sospetto nei confronti dell’altro, alleanze, paure; fino alla resa dei conti. Ne “Il Lavoro” troviamo tre facce dell’essere umano che si scontrano con la realtà. L’uomo non vive per sempre ed è  costretto a dover accettare di essere solo un tassello nell’universo. La pièce porta avanti con un linguaggio semplice e discorsi di tutti i giorni le considerazioni dell’uomo
comune di oggi, intrappolato nel meccanismo del: “vivere per lavorare”.

CENERE|di Laura Nardinocchi, con Claudia Guidi, Leonardo Bianchi, Gian Maria Labanchi, Ilaria Giorgi

È la notte di capodanno. Nevica. Un uomo e una donna. Una coppia. Gabriele e Greta.
Sono stati invitati, come gli anni passati, a casa dei parenti di lui. Si deve festeggiare. Si deve stare tutti assieme. Si deve star bene. Gabriele non vorrebbe andare a quella festa. Non sopporta le tradizioni. Non sopporta di essere guardato, giudicato, scrutato. Non sopporta i finti sorrisi. Quella musica ridondante sulla quale tutti provano ad andare a tempo. Quest’anno è stato affidato a lui il terribile onere di preparare il discorso di fine anno. Greta però lo spinge ad andare. Alla fine è una sola serata. Passa in fretta. Lei ha un fare da bambina. Una bambina che grazie al suo entusiasmo riesce sempre ad illuminare l’animo pensieroso di Gabriele, a trascinarlo, a tirargli su il morale come la moglie nel quadro “La Passeggiata” di Chagall.

NOSTOS|di Federica Amatuccio, conMargherita Kay Budillon, Francesca Nardi, Roberto Durso, Manuela Davoli, Francesca Bertolini

Per la creazione di Nostos il Teatro dei Servi Disobbedienti ha intrapreso una serie di studi sul tema della migrazione, considerata come condizione umana archetipica, andando oltre la semplice cronaca per ritrovare nei testi classici inseriti nella drammaturgia originale una verità più profonda che riguarda l’essere umano, il suo rapporto con la natura, con il viaggio, con il confine. La migrazione si trasfigura quindi anche come un attraversamento interiore dove l’uomo si interroga sul suo essere individuo, sui suoi rapporti con l’altro, con la famiglia, la comunità. In questo andare alla deriva finisce col perdere la propria identità, il proprio nome. Sospeso in uno spazio senza riferimenti, senza tempo, senza confini, in cui le leggi e le convenzioni dell’uomo non hanno più nessun significato, sopraffatte dalla forza della natura. È la meta ultima del suo viaggio, l’unico luogo a cui fare ritorno. Questa ora è la sua terra. Il suo nome ora è Nessuno.

18 Luglio | ore 21

PEPPE| di e con Marco Ferrari

Chi è PEPPE? Oppure:
Cos’è PEPPE?
PEPPE è nessuno, PEPPE è tutti, PEPPE è uomo, PEPPE è donna, PEPPE è demone, PEPPE è angelo, PEPPE è pazzia, PEPPE è logica, PEPPE è timidezza, PEPPE è spudoratezza, PEPPE è musica, PEPPE è silenzio, PEPPE è aridità, PEPPE è fertilità, PEPPE è cielo, PEPPE è terra, PEPPE è serpente, PEPPE è colomba, PEPPE è individualità, PEPPE è collettività, PEPPE è fisica, PEPPE è metafisica, PEPPE è limpidezza, PEPPE è torbidezza, PEPPE è pace, PEPPE è guerra, PEPPE è ricchezza, PEPPE è povertà,PEPPE è luce, PEPPE è buio, PEPPE è natura, PEPPE è artificio, PEPPE è odio, PEPPE è amore, PEPPE è simbolo, PEPPE è concretezza, PEPPE è vita, PEPPE è morte, PEPPE è ignoto, PEPPE è conoscenza,
PEPPE è studio, PEPPE è ozio, PEPPE è pioggia, PEPPE è sole, PEPPE è rarità, PEPPE è normalità, PEPPE è pugno, PEPPE è carezza, PEPPE è carcere, PEPPE è libertà, PEPPE sono io, PEPPE siete voi, PEPPE siamo noi.
PEPPE è solo una parola!

MONDO GAGIO|di Anomalia Teatro, con Debora Benincasa, Amedeo Anfuso, Matteo Gottardello, Alberto Ierardi, Giorgio Vierda

In un piccola cittadina di periferia viene istituito un campo nomadi. La reazione di protesta della popolazione è immediata: un presidio permanente di fronte al campo per convincere le autorità a spostare i rom da qualche altra parte, qualunque purché lontana. Tra i presidianti si parla di legalità e difesa del proprio territorio, mai di razzismo in modo esplicito. Per quanto il presidio manifesti una certa violenza
(cori ed episodi al limite dell’attacco fisico) al suo interno il clima sembra molto disteso e pacifico, anzi, per i cittadini diventa un luogo di ritrovo e di incontro, dove crescere insieme agli altri. L’accanimento contro il campo nomadi permette la creazione di una
piccola comunità solidale.

I MIEI SOLDI|di Adriano Saleri, con Mario Migliucci e Licia Amendola

Questa è la storia di uno sceneggiatore, un po’ ingenuo, al quale un produttore molto meno ingenuo dovrebbe un assegno di diecimila euro. Passano le settimane e i mesi, e ogni scusa sarà buona per non onorare il debito. Ogni deviazione dal dovere di pagare il giovane scrittore sarà gestita dal produttore e dalla sua segretaria con un aplomb che va di pari passo solo con la passività del suo creditore. Si tratta di una storia grottesca e insieme molto realistica che è una metafora della fragilità dell’arte nell’epoca della crisi.
La tragicomica lotta quotidiana di un lavoratore dello spettacolo, perennemente in bilico tra slancio creativo, orgoglio professionale e debolezza di fronte alla burocrazia e al potere. Ma questa storia non parla solo di soldi e follie burocratiche bancarie.
Parla anche del rapporto tra arte e denaro e tra cinema e denaro ai nostri giorni. E’ un atto d’amore verso il cinema e la scrittura ed è una riflessione condivisa insieme al pubblico su come scrivere storie.

I TRE BARBA| di Lorenzo De Liberato|con Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo

L’opera lirica viene spesso tenuta a distanza, soprattutto da noi giovani, vuoi per motivi puramente economici, vuoi perché è una forma d’arte-spettacolo che sembra non appartenerci più; in verità la lirica rappresenta un mondo eccezionale, fondamentale per la nostra tradizione artistica, che spesso non solo viene sottovalutata, ma il più delle volte viene pensata inaccessibile, noiosa e addirittura superata. Il nostro intento è quello di purificarla: recitando i grandi libretti delle opere di Mozart e Rossini, il nostro scopo è quello di far conoscere ad un pubblico popolare delle storie che altrimenti rimarrebbero sconosciute o soltanto sommariamente apprezzate dai più.

DESAPARECIDOS| di e con Nicola Michele

Nel 76 in Argentina, subito dopo il golpe dei generali, scatta la caccia all’uomo.  Trentamila persone considerate oppositori spariscono, diventano desaparecidos. Sparisce l’affetto, la vicinanza fisica. Ma non può sparire la mancanza emotiva creata dal freddo e cinico intervento degli aguzzini: questo vuoto lo viviamo tutti i giorni. Benché distante geograficamente, l’Argentina ha diversi punti di contatto con l’Italia. Anche dalla Sardegna alcune persone sono partite in cerca di fortuna in sud America e non sono più tornate. Tra le prime vittime un giovane emigrato di Tresnuraghes, Martino Mastinu detto El Tano, sindacalista nei cantieri navali di Tigre e coraggioso leader delle lotte operaie. Simbolo della sparizione, di El Tano conosciamo la storia.

19 Luglio | ore 21

I MILLE PEZZI| di Marco Andreoli, con Gabriele Linari, Alessandro Porcu

Massimo Cantera aveva una vita serena, un lavoro, un futuro da progettare. Solo che un
giorno sua moglie l’ha lasciato. Per sempre. E quello stesso giorno lui è esploso, è
scoppiato, s’è frantumato in mille pezzi, come fosse un vaso caduto a terra. Così adesso,
nella casa di Cantera, ci vivono tutte e mille le sue parti: “Provi lei a dividere 80 metri
quadri per quasi mille individui! Non sappiamo più dove metterci…”

ESSERE UMANI|di Luca Zilovich, con Michele Puleio e Vittorio Fulgoni

In un sottoscala fatiscente, che si ostinano a tenere ordinato, nel tentativo di trovare una stabilità vivomo due caratteri completamente opposti, il primo è un ex operaio, con una grande voglia di integrarsi, che ha lasciato la sua famiglia per fare fortuna, il secondo è un intellettuale, frustrato e fallito, espatriato per motivi politici, completamente tradito dalla società che ha lasciato e deluso da quella che ha trovato. In una notte, dove il mondo di fuori festeggia qualcosa, i due si confrontano e si scontrano alternando una crudeltà feroce ad un’affettuosa solidarietà, nella comune coscienza
di essere uniti dalla loro condizione di emigranti.

LUIGI| di I cani Sciolti, con Luca Pastore

Tenco. Un uomo. Forse due. Perché Luca e Luigi sono nomi simili.
Non uguali, ma simili. Tanto simili da far assottigliare lo spazio e il tempo e da far sovrapporre le immagini. Da far combaciare gli occhi, quelle fessure da cui scrutare il mondo. Come facevi da bambino. Quegli occhi così stanchi e pieni di vita che a volte ma solo a volte fanno paura a chi ti sta vicino.
Sono pensieri e vite che si intersecano, punti di contatto visibili quasi palpabili .
È vero io sono uno che odia la gente. Ma non riesco a capire come farne a meno.
Il parallelismo tra due persone che non si sono mai incontrate. Raccontare Tenco per raccontare se stessi. Raccontare Luca per raccontare Tenco.

LA MAISON DE SANTE|di Marco Vallarino, con Alessio Stabile, Massimo Risi, Sebastian Marzak, Tullia Di Nardo, Luigi Cosimelli, Asia Coronella, Negar Azimi Rad

Durante un viaggio nel sud della Francia dell’ottocento, un giovane viaggiatore curioso
del mondo giunge in cerca di ospitalità presso la Maison de Santé, un castello
fatiscente gestito dal Dottor Maillard, eccentrico direttore dell’istituto famoso in tutta la
Francia per il suo “sistema morbido”, un metodo all’avanguardia per gestire i disturbi
mentali dei suoi pazienti. Ad accoglierlo uno stravagante maggiordomo che non parla e una giovane donna misteriosa. Invitato dallo stesso dott. Maillard a partecipare ad un inconsueto banchetto serale, il giovane ospite si trova a cena con altri stravaganti ospiti della dimora, catapultato in una realtà difficilmente riconoscibile.

AH. AH. AH. O L’INNOCENZA DELLA FOLLIA|di Dimitri D’Urbano, con Dimitri D’Urbano e Elisabetta Girodo Angelin

Peter Pringle è un uomo normale, tranquillo, sposato e responsabile. Viene condannato
all’ergastolo per duplice omicidio con aggravante di dolo d’impeto commesso, a quanto pare, da “una figura il cui volto risultava essere truccato come quello di un clown”.
Un errore giudiziario. Una fatalità ed uno scherzetto del destino. L’essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Egli è innocente e come tale si professa fin dal suo arresto, ed ancor di più, fin dal momento della sentenza. Solo sua moglie gli crede e lui, purtroppo, non può provare la sua innocenza. La condanna, in breve, diventa esecutiva.

SEMBRA NA COSA DE CECHOV|di Federico Cavaterra, con Collettivo Animali Rossi

“A Mosca, andare a Mosca” è una frase che si sente spesso a casa Prozorov perché i protagonisti di Cechov hanno voglia di lasciare la provincia e scappare verso la città mondana, sperando di trovare la felicità e la soddisfazione che cercano da troppo tempo.
Nel frattempo, in casa Ferreri Donati, una musica ci porta via dalla gelida Russia e ci catapulta su una terrazza di una villa del litorale romano in un caldo Ferragosto. Un anno esatto dopo il funerale del padre, i moderni Prozorov organizzano una festa tra amici per riempire una serata estiva e dare una svolta alla noia che li immobilizza nella lussuosa casa di famiglia. Tre sorelle, un fratello dal futuro brillante ed incerto, fidanzati, amici di famiglia, persone a caso a cui non puoi negare l’invito per obblighi di galateo. Cambiano i rapporti tra loro, cambiano le identità, si accorcia la lista degli invitati rispetto all’onomastico di Irina nel testo di Cechov, ma il nodo centrale non cambia: regna l’insoddisfazione generale, nascosta dal buonismo dei discorsi da terrazza.

20 Luglio | ore 21

WHERE IS MY SOUL|di Michele D’Aquila ed Elisa Della Martire, con Michele D’Aquila e la cura di Marina Rossi

DOV’E’ LA VITTORIA|di Agnese Ferro, Giuseppe Maria Martino, Dario Postiglione, con Martina Carpino, Vincenzo Esposito, Francesco Scolaro

Un trio di attori, Martina, Massimo e Tullio, in una faticosa giornata di prove. I tre, forse
ispirati dalla situazione politica attuale, sono nel pieno di un processo creativo in cui credono molto ma che probabilmente non verrà prodotto da nessuno. Stanno costruendo un personaggio controverso, a tratti grottesco, in parte imprendibile: Vittoria Benincasa, leader di un partito di estrema destra candidata alla presidenza nelle imminenti elezioni. Il modello è forse un personaggio reale, che non nominano mai. Vittoria sta per affrontare il più arduo volo acrobatico della campagna elettorale: è stata invitata a fare un comizio in uno dei più agguerriti centri sociali di sinistra della capitale. Alla ricerca della verità, forse dell’umanità di Vittoria, i tre attori colgono l’occasione per ricapitolare il suo passato, ripercorrono le tappe decisive della sua formazione e della sua carriera.

BIBBIIDI BOBBIDI BOU|di e con con Chiara Capitani, regia Alessandro D’Ambrosi

Una donna, una camera d’albergo, un vestito da sposa appeso ad un armadio. Qualche ora per riflettere su una scelta. Restare o andare. Tra sogno e realtà, delirio e
lucidità, risate e occhi lucidi, Ella, elabora una sua teoria sulle regole imposte dalla società e sul valore che l’essere umano ha nel mondo.

MEGLIO ACCOMPAGNATI|di Alessandro De Feo, con Alessandro De Feo e Gioele Rotili

Un viaggio attraverso testi di differenti autori, suddivisi in tre principali argomenti
– L’ infanzia- La solitudine- L’ amore
Ad ogni punto della narrazione verrà poi associata una stagione diversa, nella
quale idealmente si svolge la storia. Due personaggi e un chitarrista si alternano nelle narrazioni, tratte da fantasiosi e surreali scritti di John Lennon, Rodrigo Garcia, Woody Allen, Guido Catalano, Italo Calvino, cercando un viaggio assieme allo spettatore in una ricerca comica personale e intima

IL MEGAMAGO| di e con Luca Laviano, Elisabetta Girodo Angelin, Dimitri D’Urbano

Questo assurdo personaggio, sempre accompagnato dalla sua fedele e turbolenta
assistente Felafel, è impegnato in un’incredibile tournée mondiale la cui tappa odierna è quella di un teatro di Roma. Partendo dal travagliato rapporto con il padre, imprenditore di successo alquanto eccentrico dal passato indefinito che non approva, per oscure e misteriose ragioni, la passione del figlio; passando per la sua fuga dal Maggikistan ed il suo arrivo in Italia (la terra delle opportunità e del Sogno Americano); fino ad arrivare al fortunato incontro con colei che diverrà la sua compagna di vita, di palco e di mille avventure. Tra un teletrasporto ed una spada invisibile, tra una lettura della parola ed una misteriosa scatola chiusa vuota ripercorreremo le tappe fondamentali del percorso artistico e umano di questo straordinario personaggio.

LA BANCA DEI SOGNI|di Francesca Merli, Elena Boillat, Federica Furlani, Laura Serena, Davide Pachera

Come J.&F. Duvignaud e Corbeau hanno raccolto quasi 1000 sogni in tutta la Francia,
visitando molte regioni, pensiamo che anche la nostra indagine teatrale necessiti di
maturare un’esperienza di questo genere in luoghi diversi. E in tali luoghi rintracciare di
volta in volta uno spaccato o meglio una società del sogno diversa. La Banca dei Sogni si struttura come residenza/spettacolo dove il concept è lo stesso in ogni città, mentre la performance finale sarà il risultato degli incontri e dell’indagine fatta nei singoli luoghi. Per questa ragione l’evento sarà ogni volta unico e irripetibile.
IL SOGNATORE| di Luca Mordenti, con Luca Mordenti e Laura Nasoni

La storia è tratta liberamente dal romanzo di F. Dostoevskij. Il sognatore/attore
ripercorre e rivive sul palco quello che per “Batjuska” (personaggio del romanzo
dostoevskiano) è stato scrivere il suo racconto.
Un ragazzo durante una notte come tutte le altre, in solitudine e riflessione verrà
travolto dall’arrivo di una ragazza, la quale farà in lui riaccendere il desiderio
dell’amore, un amore che già conosce fin troppo bene ma di cui si illude esser straniero.

21 Luglio | ore 21

 

SOLO ANDATA| di Eletta Del Castillo, Natalia Guerrieri, Elena Nappi, con Eletta Del Castillo, Davide Cerri

Se l’immigrazione, tema principale dello spettacolo, può essere vista da due punti di vista, quello di chi parte per un paese lontano e quello di chi accoglie e incontra il nuovo arrivato, forse, stare al di qua o al di là di un confine, accogliere o essere accolti, è del tutto casuale. Ogni attore è a turno “vittima e carnefice”, straniero o autoctono.  Non ci sono solo personaggi, c’è l’umanità intera, quella di oggi, quella di ieri, quella al di qua e quella al di là di una frontiera reale o immaginaria, perchè il diritto ad una vita migliore non dovrebbe appartenere ad un solo tempo, ad alcuni luoghi, ad alcuni uomini, ma a tutti i tempi, a tutti i luoghi e a tutti gli uomini.

VITA DI EMILIA|di Silvia Andreussi, regia Mirko Russo, con Daniela Duchi e Mirko Russo,  Silvia Andreussi, musica originale Michele Bernabei

Emilia è una donna sola, che fa la spesa per due e cucina solo per due, giudicata da sua
madre attraverso la sua patologia e il suo passato, passando per stereotipi e luoghi
comuni. Emilia, guarita e sopravvissuta alle sue crisi, vorrebbe avere accanto un uomo,
ma tutti gli uomini si dimenticano di lei. Cercherà di dimenticarsi degli uomini, per riuscire a vivere.

LA STRANIERA|di Matteo Scarfò, con Melania Fiore

“La straniera. Zingara assorta in sogno”. Uno spettacolo pensato per una sola interprete
ma con il contributo di altri artisti che possano confluire nella stessa esperienza, cioè rendere in forma drammaturgica e sensoriale il pensiero, la poetica, la vita, di Anna Maria Ortese, per restituirne un ritratto a venti anni dalla sua scomparsa. Pur trattandosi di una delle maggiori autrici italiane del Novecento, la Ortese non gode della fama che
meriterebbe. L’opera trova le sue basi nell’idea che per l’autrice solo i sentimenti sono nazioni: solo i sentimenti sembrano essere luoghi ed è una cosa rivoluzionaria.

LA DISCARICA| di e con Alberto Ierardi, Giorgio Vierda, Luca Oldani

In un luogo indefinito, attorno, dentro e sopra un cumulo di plastica, tre personaggi aspettano, da anni, che torni la notte. Ormai da tempo è solo giorno, il sole picchia con la stessa intensità per 24 ore. Inizialmente si vedono tre spaccati differenti, tre storie, tre momenti separati dove i tre personaggi, tramite tre monologhi paralleli e staccati, affrontano la situazione. Dopo questi tre momenti, si incontrano. Dopo vari spaccati della loro giornata tipo nell'attesa vana della notte, il colore del cielo cambia. Sembra che il sole sia sceso, la sua luminosità è diminuita. Sorgono speranze e paure, entusiasmi e pigrizie. Chi vuole correre felicemente ai ripari, chi troppo carico e
pauroso della solitudine, chi è contento di poter essere triste e non vergognarsene. La luce sembra che scenda ancora di più. Siamo al tramonto. Qualcosa succede al tramonto. E poi il buio.

OPSIS|di Tommaso Arnaldi, con Martina Corsi, Enzo Masci, Stella Mastrantonio, Raffaele De Vita

Sonia e Matteo si incontrano, casualmente, dopo venti anni, a una cerimonia. Un viaggio attraverso i ricordi di un passato lontano li porterà a rianalizzare la loro tormentata e passionale relazione in un processo d’appello che ha tardato fin troppo ad arrivare. La sentenza è l’unica possibile: entrambi colpevoli e la loro condanna è il perdono.

GIACOMINA|di Salvatore Cannova, con Eletta Del Castillo, Marica Matromarino

“Giacomina” è la vera storia di Giacoma Sangiuseppe, nonna di Salvatore, morta suicida nel 2001 lanciandosi nel vuoto dal secondo piano di casa. Un progetto che nasce
dalla necessità di parlare di depressione: la “malattia del XXI secolo”, spesso non compresa e trascurata, capace di mettere fine a vite di qualunque età. La storia verrà
raccontata sottoforma di dialogo tra Giacomina e Cettina, migliore amica della
prima e prima reale soccorritrice dopo l’accaduto.

FURORE2018|di Scena Corsara con Roberta Guerrera, Paola Scotto di Tella, Bernardo Nardini

1939. Alla vigilia del secondo conflitto mondiale John Steinbeck pubblica “FURORE”. Pur essendo, nella mente dell’autore, una storia di migranti prettamente americana, questo romanzo scatena un terremoto censorio di dimensioni mondiali. E’ come se ogni nazione vi vedesse qualcosa di suo, da  nascondere o da esaltare. Negli USA viene censurato come “comunista”, in Italia passa, con opportuni tagli, attraverso le maglie della censura fascista, proprio perché descrive un’America spietata e priva di umanità. Quattro attori e un musicista che esegue i suoi brani dal vivo danno vita ad uno spettacolo corale che si intreccia con stralci di cronaca e immagini video: la violenza della nostra attualità che si fonde con le parole bellissime di un grande scrittore americano.

22 Luglio | ore 21

LA SPOSA PRIGIONIERA| di Gianni Spezzano, con Emilia Francesconi, Francesco Porro, Armando De Giulio, Nunzia Pace, Lisa Imperatore, Raffaella Nocerino,
Cristel Checca.

Isabella ha sposato Fabio 6 anni fa. Dopo appena un anno di matrimonio, Fabio viene arrestato e la pena da scontare è di 5 anni. In quei 5 anni i due vivono divisi, Fabio non permette a sua moglie di recarsi ai colloqui, non vuole che lo veda in quel modo, non gli piace che lei possa guardarlo con occhi diversi, come un criminale in gabbia, un poco di buono, animo sporco e senza dignità. Isabella resta ad aspettarlo nella sua bellissima casa, dalla quale però non esce mai. Isabella non è del posto, si è trasferita nella stessa città di Fabio per amore. Non conosce nessuno. E’ sola. Sola nel sistema.

CADUTI SOPRA AL FIENO|di Giuseppe Maria Martino, con Francesca Somma

Autunno romano. Valeria è scappata di casa perché ha un segreto che non riesce a
svelare ai suoi genitori. Non si è ancora fatta sera e non sapendo dove andare ha deciso
di vagare per la città. Ha provato a parlare con Fabio, il fidanzato, ma poi hanno litigato
prima che lei potesse confessare. Ora è alla fermata del 3, attende ma non sai il perché.
Deve dirlo a sua madre e comincia a registrare messaggi vocali che poi non invia. Al
quinto tentativo le sembra di aver trovato il modo giusto di dire a sua madre che non
tornerà. Poi si riascolta, due volte.

PRESS| di Lisa Rosamilia, con Alessandra Battaglia, Ludovica D’Erasmo, Miriam Frosoni, Claudia Latini

Spettacolo di TeatroDanza ispirato alla carta, e alle varie possibilità di forma e suono
prodotto dalla carta stessa, “Press” porta l’attenzione alla parola e alla comunicazione,
processo dinamico che avviene tra un emittente e un ricevente, e mezzo d’interazione
necessario alla costruzione del senso d’identità. Dalla carta al segno, dal segno al
messaggio, la parola stampata diviene informazione che si infittisce e si confonde, tratto
indecifrabile che imprime la necessità di un ritorno al bianco, spazio neutro in cui
ridisegnare la propria impronta e narrazione.

IL CAMALEONTE| con Francesco Buccolieri, Diego Tricarico, Giovanni Nasta, Niccolò D’Ottavio, Veronica Benassi, Gabriele Berti, Andrea Amato

Il Camaleonte è un testo tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto.
“Il 13 giugno 1993 Nicholas Barclay scomparve, all’età di 12 anni, dalla città di San Antonio, Texas. Stava giocando a basket con i suoi amici, chiamò a casa chiedendo di essere andato a prendere. Nessuno ha potuto raggiungerlo. Fu un grave errore, Nicholas non è più tornato a casa.  Quattro anni dopo, la svolta. Nell’ottobre 1997 il National Center for Missing and Exploited Children in Virginia ricevette una chiamata da una persona che si trovava a Linares, in Spagna. Si trattava del responsabile di una struttura di accoglienza per minori, secondo il quale un ragazzo americano dell’apparente età di 16 anni si era presentato al rifugio, affermando di essere sfuggito a un traffico di
prostituzione minorile. Il responsabile della struttura ebbe una strana sensazione, e dopo aver cercato in internet le foto di minori scomparsi, riconobbe nel ragazzino che si era presentato al centro proprio il ragazzo americano scomparso quattro anni prima, Nicholas Barclay.

LE SERVE|regia di Michele Eburnea e Caterina Dazzi, con Michele Eburnea, Sara Mafodda, Mersila Sokoli

Girone primo-Due serve si litigano una calza velata- Suona una sveglia, la Signora sta per rincasare- Ma questa volta l’hanno in pugno-Le avveleneranno il thè- Hanno denunciato l’amante della padrona e, dopo il rilascio di lui, rischiano di essere scoperte- Girone secondo – La signora è rientrata, ma altri non è che Claire-Corto circuito-Girone terzo
Due serve si litigano una calza velata Suona il telefono, hanno rilasciato il Signore
Cazzo – Girone quarto-La signora è rientrata, ma altri non è che Solange
La signora indosserà l’abito bianco stasera- Nell’armadio c’è un corpo-Corto circuito-

LUCIDA RABBIA|di e con Giorgia Frisardi

Nel paese dove ci ammazzano e le troie, e i froci, e i negri e tutti quelli che fanno paura.
C’è una cosa che non sapete. Siamo tant*. Siamo troie, e frocie e negre e siamo qui.
E dovrete ammazzarci tutt* per accaparrarvi un pezzetto di questa terra consumata
un pezzetto sordido di libertà. E non saprete,comunque, voi non saprete, cosa farci.
DELLA VERGOGNA|di e con Giulia Vannozzi

Posso fare quello che voglio e domani giurare di non averlo fatto.
Posso essere erotica. Eccessiva. Sporca. Perché ognuno con il suo corpo fa quello che vuole. Ma se qualcuno mi vedesse mentre lo sono, rivendicherei la mia libertà o me ne pentirei? C’è un video di me, da qualche parte. Intimo. Come il video della storia che sto raccontando. Il video di una ragazza che era bella bella e ora non lo è più.

 

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IN QUALUNQUE POSTO MI TROVI|8-11 Marzo|Sala Specchi

IN QUALUNQUE POSTO MI TROVI
inqualunque logo

Di Noemi Radice e Eleonora Cicconi

 

Regia Noemi Radice

Con Eleonora Cicconi

 

Dall’8 all’11 marzo 2018

Teatro Studio uno via Carlo della Rocca, 6  Roma

 

Al Teatro Studio Uno in scena dall’ 8 all’11 marzoIn qualunque posto mi trovi” spettacolo originale scritto da Noemi Radice ed Eleonora Cicconi, quest’ultima anche attrice e protagonista di un monologo sul potere e sull’influenza dei social media nell’educazione e la crescita di una giovane adolescente nel mondo di oggi.

In scena il racconto di Gaia, una quindicenne alla ricerca della propria identità e delle proprie passioni, che passa i suoi pomeriggi rinchiusa nella sua cameretta, rifugiandosi nel mondo di youtube. Il periodo dell’adolescenza è un momento delicato per una giovane ragazza, un momento di cambiamento importante dove si vive il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta, in cui è facile sentire il senso di inadeguatezza, unito alla voglia di cambiare e di crescere.

Gaia non si riconosce più. Vuole essere un’altra, vuole essere come la sua youtuber preferita.

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“Il nostro spettacolo – raccontano le autrici –  nasce dalla lettura di un racconto di Frank Wedekind: “Mine-Haha, ovvero Dell’educazione fisica delle fanciulle”, in cui centinaia di ragazzine, in un parco, vengono educate da altre donne secondo i soli canoni estetici e fisici, crescendo inconsapevoli dell’esistenza di un mondo esterno.

Con “In qualunque posto mi trovi” ci siamo interrogate su che cosa possa essere oggi questa “educazione fisica delle fanciulle”, in una società in cui l’estetica è vissuta come un valore imprescindibile e in cui le adolescenti sono bombardate da immagini e modelli a cui ispirarsi.

Abbiamo trovato in Youtube il nostro “parco” contemporaneo, in cui centinaia di ragazzine condividono con migliaia di coetanee le proprie esperienze e i propri suggerimenti di vita. Youtube nei loro video è uno spazio che porta la sfera privata nella sfera pubblica; è uno spazio accessibile a chiunque, in cui vengono spesso mostrati con leggerezza elementi intimi e privati”.

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Il meccanismo che scaturisce dall’uso dilagante dei social è complicato e perverso, fatto di contenuti filtrati, rivisitati ed abbelliti. Tutti o quasi, cercano di raggiungere la perfezione, dando un’immagine falsata e migliore di se, delle proprie abitudini, della propria esistenza, nascondendo invece insicurezza, solitudine e fragilità.

 

“In qualunque posto mi trovi” mette in luce questa fragilità, soprattutto adolescenziale, nel confronto quotidiano con modelli a cui assomigliare, stereotipi femminili, con cui Gaia lotta e si identifica, alla ricerca di se stessa e della propria personalità, in un periodo di formazione e di grandi incertezze come può essere quello dell’adolescenza, lasciando aperta una riflessione universale sul rapporto sempre più morboso e perverso tra il mondo dei social media e la nostra intimità.

In qualunque posto mi trovi” 8-11 Marzo 2018

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00


PRENOTAZIONI
 http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

PILLOLE #30 Giugno


AMORE DI DONNA

| di e con Jessica Granato

Maria è una bimba senza sogni, nata a Milano il 29 agosto del 1935. È questo l’inizio di tutto, l’inizio di Maria e del suo amore di donna. -“Maria vieni su, dai! – Ma te ve no che i piè camminen no?!”- Dal Buio della sala una voce registrata pronuncia queste parole, è l’eco di un ricordo della sua prima gioia, Piero il suo fratello più piccolo che l’amava tanto. Ma scoppia la guerra e la famiglia intera è costretta a lasciare Milano e rifugiarsi a Saltrio vivendo all’interno del teatro del paese, la sala della musica la chiamavano. La vita di campagna le permetterà di vivere giornate scandite da latte di capra, caramelle di zucchero, qualche amichetta di scuola e una mamma che non le farà mancare mai nulla. Passa la guerra, e Maria non l’ha vissuta nella tragedia e nella sofferenza anzi, ma adesso è il momento di tornare a Milano e qui riprendere la vita di prima non è troppo facile. Si è fatta grande e ora non fa altro che aiutare la mamma in casa: Maria cuce e pulisce, esce di casa solo con la mamma per fare la spesa o con i fratelli più grandi. Le è proibito avere qualsiasi tipo di relazione con l’altro sesso. È chiusa in casa e come un uccello in gabbia canta, canta tutto il giorno. Fortunatamente ha un amico che le fa compagnia di nome Ciccio, è un cocorito giallo che l’aiuta a passare le giornate. Maria è bella, acqua e sapone, senza mai un filo di trucco. È timida e taciturna, senza pretese nei confronti della vita, in questo momento della sua vita fa quello che le viene detto di fare. Vive nel suo mondo incantato dove solo l’amore è protagonista, lo stesso amore che condannerà il suo dolore: Nunzio. L’unico uomo che lei abbia mai avuto senza sapere il perché. Maria partirà per un altro viaggio, l’ultimo della sua vita, quello per la Calabria, in cui è costretta a sposarsi e il suo sogno dell’amore corrisposto svanisce dopo poco tempo. Avrà cinque gravidanze senza sapere nemmeno come si fa, “Maria si sente vergine anche quando allatta”, e da qui in poi la sua vita si colora di una richiesta d’amore continua che da mamma e da nonna ha ricevuto ma di donna no.


TEMPO MACCHINA

| di Giuliano Tomassacci | con Anna German, Claudio Losavio, Paolo Parnasi, Fabio Gagliardi, Jessica Piccolo Valerani, Ilaria Serantoni| regia Giuliano Tomassacci| scenografia Cristiana Fasano | costumi Susanna Buffa| make up Giulia Stronati| musiche Stefano G. Falcone

Tarnee, una donna sulla cinquantina, effettua un viaggio transcontinentale su insistita richiesta di un giovane e sconosciuto analista, il Dottor Midle. Sebbene ancora diffidente e incapace di comprendere completamente la situazione e i suoi pregressi, dopo una prova inconfutabile prodotta dal dottore Tarnee accetta di sottoporsi ad una serie di sedute di ipnosi per rievocare alcune delle sue vite, passate e future. Un itinerario ancestrale e trasversale sulle ali della sua anima al fine di raggiungere un traguardo che coincide con una partenza: l’anima di un uomo che lei ha amato in una vita passata ha ingaggiato il Dottor Midle per chiedergli di aiutarlo a comprendere cosa non funzionò nella loro relazione sentimentale e a svelare quale ostacolo tutt’ora, vita dopo vita, secolo dopo secolo, impedisce ai due spiriti di liberarsi dalle loro esistenze carnali e di fondersi.


ERA MEGLIO SE FACEVO L’ATTORE

| Virgolatreperiodico | di e con Andrea Onori

L’intenzione è quella di affidarsi alla struttura – allo scheletro – della troppo, troppo solida opera come punto di appoggio per puntare gli occhi altrove. Spostare lo sguardo dalla nebbia che abbiamo davanti e intorno e farlo sedere sul palcoscenico. Sopra vi sono Andrea, attore, e Amleto, aspirante tale. I due si studiano, ma non si riconoscono.  Sanno di avere un problema, forse anche più di uno. Non sanno da dove iniziare e erciò non lo fanno. Aspettano. Il fatto è che la Danimarca oggi non è il luogo ideale per fare progetti. Non tanto per la guerra, ma perché nessuno sembra prendere le cose sul serio. I servi e i padroni non combattono più, anzi vanno a banchetto insieme e si scambiano risate in televisione. Ai meritevoli è detto di farsi da parte, mentre gli assassini e i bugiardi siedono sullo scanno più alto. E chi a fatica riesce a conquistarsi il suo guscio d’uovo lo fa a scapito e danno dell’altro, e passa il tempo a volersi difendere, guardando chiunque si avvicini con sospetto e terrore. Solo a Teatro le cose sembrano andare bene. Per questo tutti vogliono fare gli attori.


NAVICELLA

| di Pier Lorenzo Pisano | con Gianvincenzo Pugliese

Un alieno si affaccia su un pianeta sconosciuto: il nostro.
Cosa vedono occhi nuovi?
E quanto a lungo possono restare immacolati, immersi fino alla gola nel nostro mondo?

MARYSOL Y CIELO

| di Piera Saladino|con Piera Saladino, Emanuela Bitondo, Dario Di Pietro

Marysol y Cielo,è la storia di una donna vivace e malinconica al tempo stesso, che decide di trasferirsi in Spagna grazie all’incontro con un uomo di Madrid. Marysol Y Cielo de NavalLicanteVoltudo, (pluricognome acquisito), è peròancheAssunta Maria Concetta Capuano o Assunta ‘a ballerina: unaragazza napoletana che accantona, dopo una lunga battaglia interiore, i sogni e gli ideali. E’ uno spettacolo che da voce a un personaggio legato alla sua terra, che ne conserva i tratti, le caratteristiche e che prova ad assumere forme diverse, ma la sua sostanza non cambia. I risvolti sociali e psicologici che accompagnano i cambiamenti nella vita della protagonista sono il nodo centrale del testo.


L’UNICA COSA POSSIBILE

| di Iris Basilicata, Eleonora Gusmano | con Iris Basilicata, Eleonora Gusmano | regia Francesco Prudente, Giulia Aleandri

Nella famosa favola di Esopo della cicala e della formica ci viene insegnato che chi nulla fa nulla ottiene e chi compie determinate azioni viene poi ripagato nel giusto modo. Ma quale? Cosa avviene quando l’unica cosa possibile da fare in una situazione di pericolo è un omicidio? Questa la domanda attorno alla quale si intrecciano le vicende dei tre protagonisti di L’unica cosa possibile. Anna e Barbara vivono la loro morbosa relazione tra arte, cibo, pittura, dipendenze, scrittura, l’amore incondizionato per Julian e citazioni artistiche di Giacomo Puccini. Il perfetto quadro di una vita bohémienne che si tingerà sempre più di rosso vede coinvolte due attrici e tre personaggi, cinque entità in tutto in cui lo spettatore può riconoscersi o meno. Pezzi di vita quotidiana, elementi preziosi per la ricostruzione della vicenda sanguinosa, vengono ricostruiti in scene alternate da bui in cui il prima e il dopo vengono fusi in un tempo indefinito. Lo spettacolo si sviluppa in un flusso di coscienza confuso e disperato che ci confessa lucide e complicate verità. Gli incontri, le vicende, attimi di vita quotidiana di Anna, Barbara e Julian si susseguono in uno schema a flusso. I ruoli sono volutamente lasciati indefiniti, i protagonisti perdono la loro identità perdendosi continuamente l’uno nella personalità dell’altro: sono uno, sono tre, sono cinque, per poi tornare a non essere nessuno.

INGRESSO 5€
INFO 349 4356219 – 329 8027943
www.teatrostudiouno.com
info@teatrostudiouno@gmail.com

PILLOLE #1 Luglio

CANTO DELLA ROSA BIANCA

| Indole Teatro | di Maurizio Donadoni | con Gianluca Ariemma, Antonio Bandiera, Nicasio Catanese, Federica Cavallaro, Eleonora De Luca, Maddalena Serratore, Claudia Zàppia

Questa storia narra la nascita di Adolf Hitler fino alla sua ascesa a
Fuhrer svelando curiosità e aneddoti. Lo spettacolo si basa sull’utilizzo di documenti e attraverso il racconto brechtiano si trasforma in un racconto quasi favolistico sull’origine del male. La vicenda si snoda nella Germania degli anni trenta fornendo uno spaccato degli effetti del regime nazionalsocialista sul popolo per approdare alla nascita della Weisse Rose, la Rosa Bianca, il primo movimento studentesco cristiano universitario a Monaco. Non è un finale patetico ma una forte testimonianza di partecipazione civile e politica. Canto della Rosa Bianca è un ode non celebrativa a una delle esperienze più significative di resistenza al nazismo.


WAITING FOR MACBETH |

di e con Maria Grazia Torbidoni

Waiting for Macbèth è uno studio sulla figura di Lady Macbeth. Il suo rapporto con la icenda, il suo punto di vista. Un punto di vista che mette in luce l’ambizione che la contraddistingue, ma soprattutto ciò che dietro quell’ambizione si nasconde, ciò che ne è il motore. La fragilità celata dietro la fredda calcolatrice lucidità, l’insoddisfazione dietro l’amore per il compagno, i capricci infantili dietro l’ambizione, il desiderio di maternità dietro la sete di potere. E la macchia indelebile con cui tutto ha inizio, il peccato originale. Quella macchia che non è il senso di colpa per un omicidio, ma l’impossibilità di raggiungere la propria felicità e di mantenerla. Quella macchia è il fallimento dei desideri. È il perpetuo ricordo del fallimento.


YUKONSTYLE

| BiT Quartet | di Sarah Berthiaume|con Marianna Arbia, Gabriele Paupini, Benedetta Rustici| regia Gabriele Paupini| aiuto regia Francesca Zerilli

Nello spazio immenso e misterioso dello Yukon, regione a nord del Canada, sul confine con l’Alaska, si incontrano le vite solitarie di tre personaggi: Yuko, giapponese in esilio, Garin, meticcio autoctono della zona e Kate, ragazzina canadese che attraversa lo stato in un road trip senza meta vestita alla moda Harajuko. Tre personaggi sradicati, tre outsider che si ritrovano a condividere uno spazio e un tempo che li spingerà a stringere delle relazione gli uni con gli altri e ad appoggiarsi agli altri per superare le proprie paure e trovare una via d’uscita dall’ isolamento in cui si trovano.

RUKELIE |

di Peppe Millanta | con Antonio De Nitto

Il monologo narra la storia del pugile sinti Johann Trollmann, una delle vittime dimenticate del porajmos, il genocidio degli zingari durante la seconda guerra mondiale. Dopo essere stato campione di boxe in Germania, viene sterilizzato e mandato in un campo di sterminio, dove morirà dopo un ultimo incontro di pugilato per la vendetta di un Kapò, riuscendo però ad infondere coraggio e speranza agli altri detenuti sinti che erano con lui.


COSMO LIFE

| di e con Andrea Bonfanti, Irene Buosi, Nicola Piffer

L’evoluzione sulla terra sta procedendo lenta e inesorabile, dall’acqua già alcune specie di pesci si stanno avventurando sulle terre emerse. Qui Qfwfq vive con la sua famiglia, dispersa nei vari continenti, e se non fosse per lo zio Nba Nga i legami con l’acqua si sarebbero interrotti da ormai molto tempo. Lo zio è molto critico nei confronti delle nuove generazioni e non vuole saperne di lasciare l’acqua. Qfwfq si innamora di LLL, nata da uova sulla terra ferma e che non conosce il mondo acquatico. Un giorno Qfwfq porta LLL ad incontrare lo zio Nba Nga. Dopo un primo momento di imbarazzo, LLL rimane affascinata dallo zio, che non smette più di elogiare la vita sott’acqua e la sua integrità. Questo provoca in LLL una serie di interrogativi sul proprio status quo che la fa allontanare da Qfwfq. Dopo vari tentativi di riconquistare la fiducia di LLL, Qfwfq capisce che non c’è più nulla da fare:lo zio Nba Nga e LLL cominciano una relazione nello sconfinato mare,  mentre Qfwfq continua il suo cammino di vita ed evoluzione


IL GIOVANE RICCARDO

| Les Moustaches | di Alberto Fumagalli

“Il giovane Riccardo” è un progetto liberamente tratto dall’opera shakespeariana “Riccardo III” Riccardo, figlio deforme e poco amato dalla propria famiglia, attraverserà la sua giovinezza condannato dalla sua vera natura e dal rifiuto della società.

Scuola, amici, amori, sport, niente riuscirà ad accettare il primo genito della casata degli York. Storpio, timido e inadatto, Riccardo proverà amore, paure, gioie e desideri, come ogni giovane ragazzo. Il continuo e violento rifiuto muterà il carattere di Riccardo. Il suo silenzioso e pacato carisma, la sua mai riconosciuta intelligenza, si muteranno in muta violenza, studiata vendetta e insaziabile ambizione.


L’ULTIMA MADRE

| Nervitesi  | di e con Carla Rizzu

Lo spettacolo è un viaggio in una Sardegna antica ma non troppo, intrisa di tradizioni e  scaramanzie, popolata da comunità spesso solo al femminile. Fra queste, una donna apparentemente come le altre, veniva investita del grave compito di aiutare i moribondi al trapasso.

PILLOLE #2 Luglio

MACBETH PUPPETS SOLO

| Pescatori di Poesia | di e con Simone Fraschetti

Medioevo, Scozia. Al termine di una furiosa battaglia campale, Macbeth e Banquo, generali di Re Duncan, sconfiggono i capi degli eserciti di Irlanda e Norvegia. I due, sulla via del ritorno, incontrano una strega che predice loro il futuro: Macbeth sarà re di Scozia, mentre Banquo sarà capostipite di una stirpe di re.  Macbeth in una lettera ne informa la moglie. La stessa sera, Lady Macbeth escogita un piano per uccidere re Duncan e assicurare il trono di Scozia al marito. Dopo il regicidio Macbeth viene infatti proclamato re. Inizia il regno del terrore dell’usurpatore e di sua moglie. In una spirale di follia Macbeth fa uccidere tutti i suoi possibili nemici, e mentre questi si manifestano all’assassino in forma di incubi, la strega torna con le sue ambigue profezie. Tutto precipita verso l’unico finale possibile. Una domanda resta. Chi è stato il vero artefice della vicenda? Chi è burattinaio che ha mosso sin dall’inizio i fili del Fato?


CIAK!

| The Ghepards | di Francesco Colombo | con Riccardo Marotta, Jessica Granato | regia Riccardo Marotta

Dopo aver perso tutto, Ciak è costretto su una panchina a vivere di elemosine. Trascorre le sue giornate imprecando contro la società crudele, a cui addosso la colpa della sua condizione. La sua unica compagnia è Tommy, il suo fedele cane di pezza. Il rimpianto è attenuato grazie alla fantasia, che permette a Ciak di ornare la sua miseria di lussi e piaceri ormai lontani. Sarà poi l’incontro con la  prostituta, Priscilla,  a rendere più idilliaca la situazione di Ciak e Tommy. Priscilla è alla ricerca di approvazione, di una vita diversa, è alla ricerca di una storia con il “ vissero tutti  felici e contenti”. L’immaginazione di questi personaggi crea così il loro mondo di  verità. Lo stesso Tommy sarà veramente un cane di pezza? O la coscienza di Ciak?


HOTLINE

| Talia’s Machine | di Lady Babushka | con Marta Chiara Amabile, Rossella Fava, Serena Ferraiuolo, Viola Lucio, Zoe Pernici, Chiara Tomei

Marcella, neolaureata in attesa di una proposta di lavoro allettante, si imbatte in Hotline un callcenter erotico  dove le donne sono professioniste della simulazione per far godere chi attende dall’altro capo della cornetta. Scandisce il tempo la legge del profitto, riempie lo spazio una moltitudine di suoni, intorpidisce la volontà l’attesa di un lavoro qualificante,  di un amore ricambiato o di una vita più gratificante. Cercano tutte un’identità nella società imperante dell’alienazione consumistica, o forse solo un posto e allora  Hotline diventa il luogo dove urlare tra un gemito e un sospiro: ” Siamo in attesa , dateci un sogno!”


SUPERFICIE IN R4

| di Federica Gravaglia | con Irene Curto | regia Enrico Maria Carraro Moda

Superficie in R4 nasce con uno scopo chiaro e “impossibile”. Impossibile per i canoni ufficiali di quello che la collettività stabilisce essere possibile – o comprovato – o ufficialmente accettato, quindi normale. L’ impossibile, in questo spazio di ricerca performativa, si veste della necessità di unire più linguaggi artistici ( musica, poesia, performance e video ) invocando e creando un’identità collettiva e personale astratta, espansa. Superficie in R4 è un rito, un inno sonoro dove il ritmo della parola, dell’immagine e del video si uniscono in un armonia che chiama e pretende che l’invisibile si manifesti


OPERA

| di Agnese Petturiti| con Caterina Fiocchetti

Opera è un testo originale liberamente ispirato al saggio “Agnese”, scritto da Harold Garfinkel  nel 1967. Uno tra i primi studi sociologici sul passaggio di genere che, nonostante il tempo, continua a offrire interessanti spunti di riflessione grazie a un’analisi incredibilmente moderna. “Opera” è la storia di una persona imprigionata. Una donna che sta conquistando il suo diritto alla femminilità attraverso una struggente e ossessiva ricostruzione di sé. Nello spazio di un utero immaginario sono nascoste le bugie e le verità di una creatura che è arrivata a manipolare tutti, compresa se stessa, per entrare finalmente nella casella della normalità. “Opera” è una storia d’amore, una tragedia anatomica, un travaglio e poi una nascita. Una lotta folle, piena di umanissime contraddizioni, in cui la società interpreta il ruolo di madre e insieme mostro. Ma dentro il dolore c’è tutto il coraggio di ricongiungersi alla propria identità totale. Per essere felici.
RADIO NOSTALGIA
| di Claudia Balsamo | con Angela Rosa D’Auria, Antonio Torino

 Lei avanza e lui arretra, lui incalza,lei si  trattiene, lui desidera, lei non più e gli stessi ricordi che sono per lui fonte di vita, sono per lei occasione di remissione. Però si amano. Si amano come dimostra la parola “Amore”,pronunciata ormai con troppo  automatismo,parte della sintassi quotidiana. Si amano a tal punto da non guardarsi nemmeno più negli occhi quando lo dicono.Ma essere innamorati ,significa saper aspettare,imparare la pazienza sopra ogni cosa,accettare l’altro per quello che è senza però annullarsi per amore. Un viaggio nei ricordi  quello di Lucienne e Pierre,si,perché avvolte basta una vecchio radio e delle canzoni già ascoltate per tornare ad emozionarsi ,come bambini,come prima.Ricordi che ci hanno strappato una lacrima o un sorriso e proprio in quei ricordi ,ci si ritrova,riconoscendosi come necessità reciproca. Uno spettacolo che decide di far luce con una chiave comica  sui rapporti di coppia,sui problemi che spesso non siamo in grado di affrontare senza farne prima una tragedia ,uno spettacolo che ci fa capire che spesso litigare in amore può essere utile a levare un po’ di polvere accumulatasi e che in realtà “la persona perfetta” non esiste perché noi stessi siamo imperfetti e non si dovrebbe amare qualcuno  per quello che si vorrebbe ma per quello che è.


IL CAPPOTTO

| di e con Oriana Fiumicino | musiche di Roberto Pentassuglia
Il cappotto si ispira alla vera storia di Nicola Azoti segretario della Camera del Lavoro a Baucina, provincia di Palermo, impegnato attivamente per l’applicazione della riforma agraria voluta dall’allora ministro dell’agricoltura Fausto Gullo. Il 21 dicembre 1946, pochi giorni prima del Natale, Nicola Azoti viene assassinato da due mafiosi mentre torna a casa. Il sindacalista morirà il 23 dicembre, avrà dunque due giorni per raccontare alla moglie e alle forze dell’ordine chi gli ha sparato cinque colpi alle spalle. I responsabili dell’omicidio non vengono arrestati subito, avranno infatti tutto il tempo di costruirsi un alibi che gli permetterà di essere assolti al processo. A raccontarci gli ultimi istanti di vita di Nicola è la figlia Antonina, di quattro anni, che da poche ore ha scoperto cosa le porterà in dono la Vecchia Natala, la Befana: un cappottino di lana rosso.
INGRESSO 5€
www.teatrostudiouno.com
INFO 349 4356219 – 329 8027943 | info.teatrostudiouno@gmail.com
PRENOTAZIONI bit.do/prenotastudiouno

THE YELLOW BRICK ROAD|13 Giugno ore 21|Sala Teatro

LocLauren5

Grazie al Festival Inventaria, organizzato da DOVECOMEQUANDO – Compagnia teatrale, debutta finalmente al Teatro Studio Uno The Yellow Brick Road, di Rosalinda Conti, con Giulia Paoletti e la regia di Alessandro Di Marco.

The Yellow Brick Road
Testo segnalato nel 2015 al Premio Fersen per la drammaturgia

Sola sul palco, Lauren racconta diverse versioni della verità a interlocutori attenti e meno attenti, per la maggior parte assenti. Lauren somiglia un po’ a Dorothy, che percorre il sentiero di mattoni gialli in cerca della strada di casa, ma non sa più dov’è la casa e qual è la strada.

Lauren, bellissima, un po’ persa, si muove in uno spazio vuoto e anonimo. Uno spazio che si riempie soltanto delle sue parole, dei suoi pensieri, delle sue azioni spesso sconnesse, delle sue telefonate disperate, dei suoi desideri e delle sue paure. In bilico tra un personaggio nihilista e autodistruttivo del miglior Bret Easton Ellis e la Dorothy del fantastico mondo di Oz, Lauren incontra diversi personaggi, assenti sulla scena ma determinanti nella sua consapevole discesa agli inferi: il proprietario dello strip bar durante un colloquio di lavoro, sua madre, il fidanzato costantemente assente, un pretendente, i clienti del bar ed altri ancora. Dirigere un testo come Yellow brick road è una sfida affascinante, alla quale è difficile sottrarsi. Ho cercato di lavorare con l’attrice partendo da improvvisazioni, prima soltanto fisiche, poi unendo le parole e i pensieri di Lauren, per cercare di ricreare, sulla scena, i diversi interlocutori con i quali lei entra in contatto. Nei brevi intermezzi – pensiero, Lauren chiede a se stessa, come Dorothy e i personaggi del fantastico mondo di Oz, di volta in volta, un cuore, un cervello, il coraggio, l’intelligenza. In sostanza, Lauren, che percepisce la precarietà della sua esistenza intaccata dalla droga e dalla disperazione, cerca dei rimedi per poter sopravvivere ad una vita che, inesorabile, sembra rifiutarla.
Alessandro Di Marco

di Rosalinda Conti
con Giulia Paoletti
regia Alessandro Di Marco
costumi Nicola Civinini
produzione Spotless associazione culturale
si ringraziano BlueStocking e MAGAZZINOGARBATELLA

13 Giugno
Festival Inventaria
Teatro Studio Uno
ore 21
10 Euro Intero
5 Euro Ridotto
Prenotazioni: info.teatrostudiouno@gmail.com
Ingresso riservato ai soci

ISTANTANEA ON BO-WE|9 Giugno|Sala Specchi

ISTANTANEA ON BO-WE

|9 Giugno|Sala Specchi

Maria

ISTANTANEA ON BO-WE

Cast Artistico e Tecnico:

Coreografia, interprete e drammaturgia musicale: Maria Carpaneto

Arie sonore: Camilla Barbarito

video Marco Maccaferri e Andrea Canepari

luci Paolo Casati

una produzione Il Filo di Paglia e Teatro della Contraddizione

progetto vincitore del bando Ex Polis 2016

Note regia:

“Il mio linguaggio, la danza: sperimentare una composizione istantanea con il pubblico, pubblico inteso come parte integrante e necessaria dell’atto creativo, una risposta ad una mia “provocazione” che farà vacillare ogni sicurezza di forma e di azione premeditata. Mettere costantemente in dubbio quello che si sa per essere al servizio della relazione e della risposta.

Un alieno per cercare un contatto, una mano tesa al pubblico complice e demiurgo del nostro destino di artisti, che verrà coinvolto in una atmosfera in cui regna l’arte globale, aprendolo alle contaminazioni con il teatro, il mimo, il clown, il music-hall, la danza, il cinema, il fumetto, le arti visive. Come un “folletto muto” imiterò alcuni personaggi del pubblico, distribuendo bigliettini, mandando messaggi sonori, balli di coppia, sorprese, tenterò di capire e farmi capire… un alieno precipitato sulla terra, nessun confine tra cultura “alta” e “bassa” e finalmente la musica di David Bowie: Space Oddity, Life on Mars, The rise and fall of Ziggy Stardust”

Maria Carpaneto

Bio presentazione:

Maria Carpaneto ha studiato danza negli USA, Francia e Milano, si è diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Ha danzato per Ellen Stuart, Adriana Borriello, Paco Decina, Cecilia Gallizia, Hervé Diasnas, Denise Lampard.

Bando Stagione 2017/ 2018 TS1|Pillole #tuttoin12minuti

PILLOLE #tuttoin12minuti

Nuove Selezioni di Abitazione Teatrale”

PILLOLE

Pillole #tuttoin12minuti,

NON è un concorso, NON è un festival, NON è una rassegna.

In Pillole #tuttoin12minuti non si vince niente.

Pillole #tuttoin12minuti è il modo della direzione artistica del Teatro Studio Uno di selezionare i progetti per la Stagione Teatrale 2017-18.

Il Teatro Studio Uno ricerca progetti di spettacolo inediti da presentare in forma di studio da massimo 12 minuti per essere visionati in previsione della formazione della nuova Stagione Teatrale 2017-18

I progetti selezionati avranno la possibilità di esibirsi nella loro forma embrionale durante le serate di PILLOLE #tuttoin12minuti che si svolgeranno dal 20 giugno al 2 luglio negli spazi del Teatro Studio Uno

I migliori lavori giudicati da pubblico, critica e direzione artistica potranno esibirsi con lo spettacolo in forma completa nella stagione 2017-18 del Teatro.

La performance non dovrà avere una forma compiuta, i 12 minuti possono essere i primi della messa in scena, gli ultimi, o brani significativi. La scelta della parte dell’opera da mostrare e di come mostrarla è a totale discrezione delle compagnie.

I progetti visionati durante PILLOLE e considerati idonei a creare la stagione teatrale 2017-18 avranno la possibilità di realizzare lo spettacolo in forma completa all’interno degli spazi teatrali del Teatro Studio in diversi tipi di collaborazione.

-Produzione

-Co-produzione

-Ospitalità

 

E’ possibile inviare più di una proposta e più di una proposta può essere accettata.

Materiale da inviare

  • progetto in forma estesa della messa in scena
  • CV in forma breve della compagnia e/o degli artisti
  • Sinossi in forma estesa
  • Video di lavori precedenti (facoltativo)
  • lettera motivazionale
  • rassegna stampa della compagnia e/o degli artisti (facoltativo)

 

Il materiale andrà inviato a selezione.teatrostudiouno@gmail.com

Entro il 5 Giugno 2017

FORME DI COLLABORAZIONE

PRODUZIONE

La proposta di collaborazione denominata PRODUZIONE prevederà la selezione di compagnie, gruppi o singoli attori per la produzione di uno spettacolo dal vivo presso il Teatro Studio Uno di Roma nella stagione teatrale 2017-18 che si occuperà dell’iter complessivo della messa in scena dalle prove al debutto, fornendo supporto economico e organizzativo.

Gli spettacoli selezionati verranno inseriti nella stagione 2017-18 del TS1.

Il Teatro Studio Uno metterà a disposizione delle compagnie selezionate:

  • Organizzazione
  • ufficio stampa
  • Promozione
  • 1/2/3 settimane di messa in scena retribuite.

Le compagnie e la direzione artistica del Teatro Studio Uno lavoreranno insieme seguendo tutto il processo organizzativo, artistico e produttivo dall’ideazione al debutto.

CO-PRODUZIONE

La proposta di collaborazione denominata CO-PRODUZIONE prevederà la selezione di compagnie, gruppi o singoli attori per la produzione di uno spettacolo dal vivo presso il Teatro Studio Uno di Roma nella stagione teatrale 2017-18.

Alle compagnie selezionate verranno forniti gli strumenti per la produzione di uno spettacolo site-specific, pensato, costruito e realizzato per debuttare presso il Teatro Studio Uno.

Gli spettacoli selezionati si affiancheranno alle produzioni del Teatro Studio Uno e verranno inseriti nella stagione 2017-18 del TS1.

Il Teatro Studio Uno metterà a disposizione delle compagnie selezionate:

  • 30 giorni di prove gratuite nei nostri spazi per un totale di 120 ore
  • ufficio stampa
  • uffici promozione
  • 1/2/3 settimane di messa in scena al 70% degli incassi.
  • Rimborso spese garantito di 300€ a settimana per LA COMPAGNIA
  • 2 aperture a pubblico durante la fase creativa
  • Dotazione tecnica luci, audio e video.
  • Tecnico per montaggio
  • personale di sala

Alle compagnie sarà chiesto di portare in scena uno spettacolo pensato per il nostro spazio. Uno spettacolo quindi inedito da far debuttare presso il Teatro Studio Uno.

 

OSPITALITA

La proposta di collaborazione denominata OSPITALITA’ prevederà la selezione di compagnie, gruppi o singoli attori per la messa in scena di uno spettacolo dal vivo presso il Teatro Studio Uno di Roma nella stagione teatrale 2017-18.

Il Teatro Studio Uno metterà a disposizione delle compagnie selezionate:

  • 3 giorni di allestimento gratuite nei nostri spazi.
  • 1-2 settimane di messa in scena al 70%
  • Rimborso spese garantito di 300€ a settimana per la compagnia
  • Dotazione tecnica luci, audio e video.
  • Tecnico per montaggio
  • Personale di sala
  • ufficio stampa
  • ufficio promozionale

 

IMMOTA MANET|12-15 Gennaio|Sala Specchi

IMMOTA MANET

|12-15 Gennaio| Sala Specchi

di e con Luigi Guerrieri

immota-manet

A L’aquila la poesia fiorisce sui muri diroccati, i poeti vivono nelle auto, davanti alle macerie delle loro case. Le anziane vestite a lutto si battono il petto piangendo, mentre nulla assomiglia più a come era prima: case, cose, persone, sembra che persino la memoria abbia perso i propri connotati.

immota

Un uomo dall’altra parte dell’Europa, nello spazio immaginario della sua città natale, ne racconta il terremoto. Il nostro uomo riporta un racconto anonimo e collettivo, risultato dell’ascolto di testimonianze e poesie e calcinacci, risultato della sua distanza e delle bugie che si racconta, che ci racconta.

IMMOTA MANET | 12-15 Gennaio 2017 | Sala Specchi

dal giovedì al sabato h 21:00 | domenica h 18:00
Ingresso € 10 [tessera associativa gratuita]


Teatro Studio Uno |  via Carlo Della Rocca, 6

INFO 349 4356219329 8027943 info.teatrostudiouno@gmail.com
PRENOTAZIONI bit.do/prenotastudiouno

Teatro ragazzi|IL GIOCO DEI MITI | Sabato 26 Novembre ore 17

IL GIOCO DEI MITI

Sabato 26 Novembre ore 17

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di e con 
Alessandra Chieli
Francesco Petti
tratto da
“Miti romani” raccontati da Carola Susani
con illustrazioni di Rita Petruccioli
edizioni © 2013 laNuovafrontiera
progetto realizzato con il sostegno 
del Rialto Sant’ Ambrogio

Immagine

Gli antichi romani sono un po’ i nostri nonni. E come tutti i nonni, amano raccontare favole ai loro nipotini. O raccontare di se stessi, di quando erano bambini, e poi giovani, di quanto erano belli quei tempi. Magari ricamandoci un po’ su. Tutti noi ci siamo cresciuti, con quelle favole, con le leggende della Roma antica. E, anche se le abbiamo accantonate in un angolo della nostra memoria, a volte può bastare l’eco di un nome perché tutto quel mondo ci torni alla mente.

La civiltà romana sono le nostre radici. Ritornare a quei racconti è capire da dove veniamo, è tenere viva la memoria, l’identità, la cultura. Non è vecchiume, siamo noi. E questi miti ci si presentano davvero come favole, e come tali, con un linguaggio moderno ma non traditore, ce li presenta Carola Susani. La nostra trasposizione teatrale si avvale proprio di questo linguaggio semplice, immediato e tuttavia penetrante.

Si racconta, in questo spettacolo. Si racconta un po’ come si faceva un tempo, tutti in cerchio intorno al cantastorie. Ed ecco allora intrecciarsi le incredibili storie di Giano, di Romolo e Remo, di Muzio Scevola e delle Sabine. E si gioca, oltre che con le parole, anche con gli altri linguaggi che il teatro mette a disposizione per ri-creare, per stimolare la fantasia del bambino.

La messa in scena si avvale, oltre che di canti, suoni e rumori dal vivo, anche dell’apporto visuale dell’illustratrice Rita Petruccioli.

Lo spettacolo mescola Storia e leggenda, narrazione e divertimento, per trasmettere, con leggerezza, un patrimonio culturale e mitologico importante.

INGRESSO 5€ – PRENOTAZIONE CONSIGLIATA –

Teatro Studio Uno Via Carlo Della Rocca, 6 (TORPIGNATTARA)

INFO: 349 4356219 – 329 8027943 . info.teatrostudiouno@gmail.com

Ingresso 5€ – Tessera Associativa Gratuita