in SALA TEATRO e SALA SPECCHI

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    1-18 OTTOBRE #progetto speciale

    Produzione Amaranta/Orma Fluens

    AUGENBLICK – l’istante del possibile –

    regia Riccardo Brunetti

    Mar – Sab: ore 21; Dom ore 18

    Un’esperienza immersiva che oltrepassa i tradizionali confini del teatro. Pierre Sogol è disperso da mesi. Ma Lisa continua a percepirne la presenza, a sentirne il respiro. Il prof. Peeters vuole sfruttare la situazione a suo vantaggio e Marie intuisce che prima di passare all’azione bisognerebbe aspettare. Julie si smarrisce nella grande casa cercando qualcosa in più sulla strada del passato, mentre il maggiordomo Jakob vorrebbe finalmente riuscire a perdersi nella sua libertà. Per René l’unica via è verso l’alto. Augenblick è un varco nel tempo. Un tempo passato, un tempo di guerra. Il tempo del desiderio, che torce la linearità degli eventi. Effetti e cause si specchiano e si riconoscono solo nel presente. Un tempo partecipato, perché chi saprà vivere l’istante incontrerà le nostre storie, siederà tra noi, calcherà i nostri passi, tentando l’ascesa al monte analogo, la scalata che conduce a noi stessi. Un’esperienza immersiva che oltrepassa i tradizionali confini del teatro.

    SALA TEATRO

    29 OTTOBRE-1 NOVEMBRE

    Produzione Natascha Von Braun

    TETRO #batman #leopardi #joker #laing

    regia Antonio Sinisi con Gabriele Linari

    Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

    Il lavoro teatrale trae spunto da “The Killing Joke”, un comic novel scritto da Alan Moore e disegnato da Brian Bolland edito nel 1988. Esistono buoni e cattivi? Ogni individuo è la somma dei soggetti e degli oggetti che lo circondano? Per entrare nell’enigma in scena un solo uomo, una sola figura a portare sulle spalle la somma del tutto e l’insieme di tutti. E’ un corpo-a-corpo tra attore e regista: un gioco di azione-reazione per creare il corpo in scena che crea voci-suoni. Il tutto in uno. Un monologo non monologo, basato non sull’interpretazione di tanti personaggi ma sulla riscoperta delle tante sfaccettature di una stessa persona attraverso le variazioni di frequenza del suono della voce, dai cambi di ritmo del corpo in scena.

    SALA SPECCHI

    29 OTTOBRE-1 NOVEMBRE

    Produzione Hearts

    PROMEMORIA – Monologo per persona sola

    di e con Gloria Gulino – Assistente alla regia e alla drammaturgia Silvia Lamboglia

    Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

    Una signora affetta dal morbo di Alzheimer si prepara a celebrare un’importante ricorrenza familiare, ma strani avvenimenti ostacolano lo svolgersi di semplici mansioni quotidiane, alimentando un giallo domestico alla ricerca della propria memoria. “Promemoria”è un monologo tragicomico in cui i ricordi si fondono con l’ostilità del presente. Lo spettatore si addentra nello spiazzamento della protagonista e tra i suoi fantasmi, che sono tracce dell’identità che la malattia cerca di rubarle. Lo spettacolo nasce dalla voce e dall’ascolto di persone affette dal morbo di Alzheimer, in seguito ad interviste condotte presso l’ASP “Giovanni XXIII” di Bologna.

    SALA TEATRO

    5-8 NOVEMBRE

    Produzione DoveComeQuando

    IL SOGNO DI GRETEL

    regia Pietro Dattola con Flavia Germana De Lipsis, Marcello Paesano, Letizia Barone Ricciardelli

    Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

    Segregati dalla Strega in un seminterrato, Hansel e Gretel sopravvivono solo grazie al rapporto che può legare un fratello protettivo a una sorella, maggiore nell’età fisica ma non in quella mentale. Hansel ha un piano per fuggire, ma Gretel insiste: la strega non è sola. “C’è qualcuno con lei.” Qualcuno che, di notte, viene a trovarla, mentre il fratello non si accorge di nulla. Gretel quelle carezze sempre più insistenti le sente davvero, ogni notte, e ne ha paura, ma per Hansel si tratta soltanto di un sogno e quindi non può proteggerla – almeno finché non troverà il coraggio di affrontare una tenebra più oscura del buio, un’ombra tanto minacciosa e ambigua quanto concreta e vicina ai due fratelli rapiti.

    Testo vincitore della V edizione del Premio di drammaturgia DCQ – Giuliano Gennaio – 2013.

    SALA SPECCHI

    5-8 NOVEMBRE

    Produzione Karibù Teatro

    ROSALINA

    di e con Maria Assunta Salvatore

    Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

    Rosalina è la ragazza che ad inizio opera, Romeo ama sopra ogni cosa. È anche lei una Capuleti e sarà proprio il motivo che spingerà il protagonista ad andare alla festa dove incontrerà Giulietta. Cosa farà Rosalina allora? Chi è Rosalina? C’è o c’è stata un Rosalina in ogni donna, prima amata e poi abbandonata. Fuori dal tempo e dallo spazio. E così Rosalina, diventa una ragazza del Sud di 15 anni innamorata del fidanzato della cugina. E questo amore così appassionato la porterà ad un epilogo tragico. Una storia conosciuta e colma di sentimento, al fine di raccontare emozioni che sono patrimonio comune. In un Sud, fatto di calore e sole, dove la lingua italiana e il dialetto, diventano aspetti della stessa medaglia. Dove il ritorno alle radici passa anche attraverso Shakespeare.

    SALA TEATRO

    18-22 NOVEMBRE #residenza temporanea

    Produzione I Marabutti

    ECHOES

    di Lorenzo Deliberato regia Stefano Patti con Fabrizio Milano, Stefano Patti

    Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

    Una bomba ha ucciso più di un milione di innocenti. Un giornalista, DE BOIS , si ritrova nel bunker di ECOH, il fautore della strage per intervistarlo sul disastro appena avvenuto. Quella che sembra un’intervista si trasforma inesorabilmente in una sfida tra i due personaggi in cui Economia, Religione, Amore, Potere si intrecciano, vengono analizzati, sviscerati. Ma nel corso dell’azione scopriamo l’esistenza di un gruppo di rivoltosi, denominato Gli Apostoli, una minaccia terroristica volta ad eliminare ECOH. Chi è la guida degli Apostoli ? Cosa lega ECOH e DE BOIS? Quando oramai la situazione sembra aver preso una piega irrimediabile scopriamo finalmente il legame di sangue che unisce i due personaggi, non più così distanti. Chi è la vittima? Chi il carnefice? Non ci troviamo più in un bunker ma in un limbo alle porte dell’inferno in cui i personaggi si divorano nella vana speranza di trovare una soluzione a una situazione di crisi in cui l’uomo stesso è caduto.

    SALA SPECCHI

    12-15 NOVEMBRE

    RAGAZZA IN ERBA

    regia Loris Di Pasquale con Fabrizio Alessia Bellotto

    Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

    Partendo dalla riflessione su come i gusti cambino con l’età, Sarà Fiorentini, lavoratrice precaria e sfortunata con gli uomini,ci racconta di come la sua passione per il numero sette sia finita il giorno del suo trentaquattresimo compleanno e di come gli eventi capitatole successivamente le hanno dato una visione totalmente diversa della vita e di se stessa. La donna, infatti, è stata fermata all’imbarco per la Sardegna con nove grammi di marijuana. Da lì la trafila burocratica che ne seguirà,la vergogna verso gli altri e la conseguente solitudine di chi viene additato come criminale, le faranno ricordare momenti e ferite della sua adolescenza sepolti nella memoria: la compagnia di Padova con cui usciva da piccolina, Paco il ragazzo campagnolo che faceva mezz’ora di autobus per andare a scuola, il De Pretis appassionato di pornostar, la Stefani originaria di Roma e sua grande amica, il suo amore non corrisposto per Steno” il James Dean padovano”, la madre premurosamente ossessiva, il famoso Capodanno del 1993 quando finalmente Steno la bacia e poi la cosa più importante Beppe, l’amico del cuore,e quell’immagine vivida di lui morto suicida per la vergogna perché come lei era stato trovato in possesso di qualche grammo di erba. Attraverso il passato rivitalizzato dall’oggi Sara riuscirà piano piano a reagire e la sua missione diventerà raccontare al pubblico la sua storia.

    SALA SPECCHI

    19-22 NOVEMBRE

    VALLI A PRENDERE

    di e con Giovan Bartolo Botta

    Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

    Giovan Bartolo Botta inscena un attore di prosa cuspidato accuratamente verso la prima decade, ancora legato al mondo analogico e al teatro del passato, che osserva la società dello smartphone tipica della democrazia liquida dove il teatro è l’ultima ruota del carro. Totale è l’annullamento dell’emotività. L’attore evoca sul palcoscenico questo disagio dicotomico fotografando situazioni, evocando paure, scaturendo risate. Narrando storie. Elargendo aneddoti. Leggendo poesie. Un Romeo troppo conservatore. Un Amleto punk. Un Otello razzista. I patemi dell’amore non corrisposto. Provini basati sul sopruso variegato al giudizio. Tutto. L’importante sarà fare ridere o sorridere. Ma omeopaticamente. Districarsi da qualunque obbligo, fosse anche l’ultimo.

    SALA TEATRO

    26-29 NOVEMBRE

    Produzione Il Nano Egidio

    BATMAN BLUES

    regia Il Nano Egidio con Marco Ceccotti, Simona Oppedisano, Francesco Picciotti

    Gio-Dom ore 21

    Nella grande città grande, la criminalità è ad altissimi livelli: violenza, rapine, politici corrotti che fanno il brutto e il pessimo tempo,lavori in corso finti e il ritorno delle famigerate e misteriose scritte “Dio c’è”. Come se non bastasse uno spietato killer uccide il teneroso medico legale Cookie, il beffardo gioco del destino beffardo vuole che esattamente 2 anni, 2 mesi e 15 giorni prima, veniva uccisa Elisabetta The, l’unico e vero amore dell’ispettore Batman. Il tenebroso detective, per indagare dovrà combattere contro la veste dei fantasmi del passato, quella che cadendo lascia il quadro immacolato, al suo fianco ci sarà il suo migliore amico Nano Egidio e tutta l’allegra combriccola composta da Dotto, Assistente Gerardo e la sperimentale Dottoressa Nuda.

SALA TEATRO

produzione Teatro Studio Uno | natacha von braun

3-6 DICEMBRE

DÉLIRE

con Eleonora Turco e Alessandro Di Somma, scena disegnata Martoz, messa in scena Antonio Sinisi

La tartaruga e la chiocciola sono la stessa bestia? Questo è l’enigma che una donna e un uomo in una stanza devono risolvere. I due sono interamente presi dal loro delirante litigio. Avvolti nel loro microcosmo non si accorgono che fuori, nel cosmo, infuria una battaglia. Due conflitti contemporaneamente: uno per le strade, in un’ipotetica città del mondo spettatrice di un’insurrezione, l’altro fra le pareti domestiche di un’anonima casa di un’anonima città.
Délire è un’anticommedia tratta da “Delirio a Due”, datata 1962, di Eugène Ionesco. Délire è una sfida per questi tempi che vale la pena rischiare. I due amanti nella stanza ci mostrano che cosa “guardare” dunque diviene una necessità quella di esplorare il passato e di esplorarci, di guardare un po’ più in là e di riscoprire un testo, considerato minore, come quello di Ionesco. In scena un gioco. Nulla di più. Un gioco, senza una trama fitta e complessa, che parte dalle parole per poi scavare fino al suono. Parole. Voce. Suoni. Variazioni continue soprattutto di frequenza, di intensità, di velocità. Le due figure in scena, a volte ripetitive e meccaniche, a volte fluide sembrano attraversare la storia del genere umano con tutte (o quasi!) le sue sfumature.
Non solo un lavoro fatto di solo testo ma composto dal gioco di azione-reazione dei due corpi sulla scena palesemente “finta”, addirittura disegnata, avvolta da suoni futuristici.
Délire è una sfida alla ricerca della realtà che facciamo finta di non vedere proprio perché è sotto i nostri occhi.

SALA SPECCHI

3-6 DICEMBRE

Produzione LunAria

FINALMENTE SOLA

di e con Paola Giglio

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

P. è sempre stata fidanzata, sempre, dall’età di 5 anni. Nella sua vita è saltata da una storia all’altra senza soluzione di continuità, schiava dell’amore e di uomini che, non si sa perché, appena conosciuti si sono innamorati di lei, anche quando lei puntava ad un semplice rapporto occasionale. Il problema di P. è che non sa dire di no: come si fa a rifiutare un uomo che si è innamorato di te e che alla luce di ciò sembra possedere un innegabile buongusto? Senza contare poi che fin dall’infanzia, se sei femmina, tutto il mondo intorno non fa altro che ripeterti che nella vita devi trovare l’uomo giusto e sistemarti. Ora è rimasta sola, finalmente, faccia a faccia con sé stessa, senza nessun’altro cui rivolgersi, da cui farsi consolare. Ora è il momento che P. stia. Sola. Ora che è sola, finalmente, P. ripercorre con ironia e sarcasmo il suo passato sentimentale, prendendosi gioco con leggerezza e una invidiabile capacità di analisi, certo acquisita attraverso la grande esperienza, delle dinamiche di coppia, dei meccanismi che scattano nella mente degli uomini e delle donne quando sono innamorati.

SALA TEATRO

10-20 DICEMBRE #residenza temporanea

FUCKIN’IDIOT

regia Simone Giustinelli con Federico Cianciaruso, video Cristiano Di Nicola

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Fuckin’ Idiot vuole essere un’indagine sulle dinamiche con cui il potere esercita la sua forza. Le dinamiche per cui di volta in volta, partendo dal paragone giocoso del tifoso di calcio, il Potere distingue a suo piacimento buoni e cattivi, giusti e scorretti. Il Potere che argina le rivoluzioni, che tempra le manifestazioni, che sceglie quando, come e con chi discutere. In scena c’è un solo attore, un ragazzo. L’intenzione di chi scrive è quella di creare un contatto umano, all’interno della performance artistica, tra lo spettatore e il ragazzo sullo scena. Quella di farlo apparire, nonostante i “travestimenti” scenici da tifoso, da rivoltoso, semplicemente e genuinamente ciò che è, un ragazzo. Avvicinare lo spettatore a una figura-limite della società all’interno della quale vive; presentarlo all’interno della scatola teatrale piuttosto che in quella televisiva, telegiornalistica.

SALA SPECCHI

10-13 DICEMBRE

Produzione Compagnia Matroos

CUTE

di e con Lisa Rosamilia

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Il corpo porta con sé segni, resti, cicatrici, conseguenti tracce di un passo, un gesto, un’impronta. “Cute” narra del segno tracciato sulla propria pelle, seppur invisibile, di incontri, parole, sensazioni. Primo confine col mondo, la superficie cutanea riveste e protegge, assorbe e rilascia, regola e partecipa, conosce attraverso il tatto, sente e comunica, esprime, respira, custodisce e conserva. Sul tessuto di un’enorme tela, installazione scenografica della performance intesa come metafora di una superficie cutanea, appaiono i movimenti interiori, le pieghe della pelle, ferite come solchi, a narrare le trasformazioni, le separazioni e i ricordi, visioni necessarie ad un ciclico ricambio di pelle. La danza si muove in silenziosa comunicazione con il tessuto, in piccoli gesti o inaspettate apparizioni di forme dalla tela, accompagnata da musica e suoni dal vivo che seguono l’istante attraverso una ricerca improvvisativa e sperimentale.

SALA SPECCHI

17-20 DICEMBRE

Produzione Matuta Teatro

ANTIGONE

di e con Julia Borretti e Titta Ceccano

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Nessuna interpretazione può esaurire la ricchezza di significati della tragedia di Sofocle. La figura di Antigone ancora oggi non smette di sollevare le eterne questioni del conflitto tra Oikos e Stato, tra donne e uomini e tra giovani e vecchi. La messa in scena, che si nutre del classico sofocleo, della versione novecentesca di Anouilh e di quella cinematografica della Cavani, si apre ai linguaggi della contemporaneità innestando nella trama riflessioni sui tempi che viviamo, amplificando così il valore politico dell’opera. Valore politico che è indubbiamente la sua caratteristica più precipua, una caratteristica che nei secoli ha conservato alto l’interesse sulla tragedia di Sofocle. Un atto d’accusa nei confronti della società contemporanea e di una classe politica che uccide i propri figli, così come fa Creonte. Lo spettacolo è ambientato in una vetrina, luogo dove la nostra società svende i propri figli, mentre l’immagine di Creonte che guarda continuamente una TV è il simbolo di una classe politica che ha perso i rapporti con la realtà. Ma questo set è anche un interno borghese dove si consuma una violenza domestica che è fisica e metaforica allo stesso tempo.

SALA TEATRO

7-17 GENNAIO #progetto speciale

Produzione Patas Arriba Teatro

LA CASTA MORTA

di Adriano Marenco, regia Simone Fraschetti con Raffaele Balzano, Marco Bilanzone, Valentina Conti, Francesca Romana Nascè, Mersia Valente, Marco Zordan, installazioni a cura di Pamela Adinolfi, Alessandra Caputo, Daniele Casolino, Lisa Rosamilia, Antonio Sinisi, musiche di Michele Sganga, soprano Nora Capozio, violinoLia Tiso, pianoforte Michele Sganga, riprese audio e sonorizzazioni Matteo de Rossi studio Sonicview – Roma

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

La “Classe morta” nel parlamento. Dove si annidano i vecchi bambini-deputati che giocano alla morte. I deputati sono una “classe” che ha usurato ogni forma di democrazia. Il personaggio di Kantor in scena diventa il Presidente della Repubblica Neoplasio, regista e demiurgo degli intrallazzi che regolano il potere. La “realtà del rango più basso” nelle più alte istituzioni. Nell’emiciclo parlamentare, vecchi scranni diroccati sono inframmezzati da moloch/orinatoi neri. Tutto verrà mostrato nell’agorà, anche i bisogni privati: quando i parlamentari si recano in questi moloch/orinatoi, vivono delle proustiane madeleines, svelando in piazza la loro vera natura. Senza il potere si muore.

SALA SPECCHI

7-10 GENNAIO

BEATS ME (BOH)

regia Gabriele Linari con Francesco Andolfi e Giulia Bisinella

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Beats Me è un’espressione idiomatica americana intraducibile, corrispondente – più o meno – al nostro “Boh”. Una formula rapida per dire “Non lo so”. Beats Me (Boh) è un viaggio tutto d’un fiato nell’universo della “comunicazione a due”, un viaggio di mutazioni genetiche spirituali nel rapido arco di trent’anni. Sei scene che esplorano come l’interazione sociale si sia modificata attraverso diversi periodi tecnologici, sei coppie che cercano di incontrarsi in un universo che cambia forma, utilizzando mezzi di comunicazione che separano quanto più diventano rapidi e semplici.

SALA SPECCHI

14-17 GENNAIO

Produzione Venti Chiavi Teatro

LADY OSCAR

regia Ferdinando Vaselli con Alessia Berardi e Riccardo Floris

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Un luogo fuori dalla città. Ai margini. Intorno erbacce e terra, terra ed erbacce. Sopra volano gli aerei. Atterrano e partono davanti a loro. Coso e Cosa stanno a guardare. Sono fidanzati i due. Sono tossici di coca. Tentano di muoversi, di scappare via ma sono bloccati. Stanno aspettando lo spacciatore. Stanno quasi aspettando di vivere. Ma non hanno nessuna voglia di decidere. O nessuna forza. Ragazzi ingabbiati che conoscono solo il consumo, come i manifestanti di Londra che rompono vetrine per prendere le Nike, l’Iphone, che gridano la loro rabbia sorda, ottusa, disperata per un oggetto. Un prodotto del mercato globale. Come la cocaina, collante della loro relazione, ma anche metafora del tempo presente. Una droga fatta per una società dove prevale il singolo che urla, che scalcia, che trasforma, parafrasando un libro di recente uscita, le colombe in falchi. O sei un falco o soccombi. Una droga per essere dentro e non per stare fuori. Prima la coca era la droga dei ricchi. Adesso è di tutti. La coca non ha colore politico. La coca è democratica.

SALA SPECCHI

21-24 GENNAIO

VIVIAMOCI

di e con Giorgia Gigia Mazzuccato

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

“Viviamoci” è un monologo trasformista, un intreccio di storie che si colorano l’un l’altra esplorando le diverse atmosfere e sensazioni che oscillano in opposizione tra il comico e il tragico. In “Viviamoci” vi sono felicità, rabbia, disperazione, speranza, paura, nostalgia, sorpresa e rimorso. Il tutto in nome, non di uno sterile virtuosismo, ma di una viscerale confessione d’Amore verso la Vita. Lo spettacolo è un vero e proprio viaggio interno ed esterno ai tre diversi personaggi interpretati e ai loro mondi che si creano tra incontri e scontri: una giovane madre piange di gioia e poi di dolore, la piccola figlia, energica e felice, crea personaggi che prendono Vita nelle sue favole viaggiando nella fantasia con i suoi giochi di parole e l’amato peluche, un giovane meccanico veneto cresce con un duro lavoro, tra soddisfazione ed errori fatali. Le storie, all’inizio apparentemente distinte, passo dopo passo, arrivano ad un incontro che chiuderà il cerchio.

SALA TEATRO

28 GENNAIO – 7 FEBBRAIO #residenza temporanea

TRILOGIA – White Room, Le lacrime di Giulietta, Kabala –

di e con Caterina Gramaglia,

28-31 Gennaio White Room e Le Lacrime di Giulietta; 4-7 Febbraio Kabala

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Una trilogia dedicata alla figura di Giulietta Masina e ispirata dalla poetica Felliniana attraverso tre atti unici che dialogando tra loro tracciano un percorso in cui l’artista e performer Caterina Gramaglia racconta se stessa. In “The white room” la surreale scatola magica diventa espressione dell’inconscia volontà di raccontare e raccontarsi evolvendosi e cristallizzandosi ne “Le lacrime di Giulietta”come omaggio all’attrice che più la ha ispirata, in “Kabala”, la furia espressiva torna, evolvendosi nel Non Sense linguistico che gioca con la ‘parola non parola’ materializzandosi con il riferimento a Cathy Berberian, cantante lirica comica che utilizzava la voce in modo del tutto originale, una sorta di cantante futurista alla Marinetti.

SALA SPECCHI

28-31 GENNAIO

STORIA DI UNA CAPINERA

di e con Rosy Bonfiglio

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

La forma epistolare del romanzo si traduce qui in un “delirio post mortem”, un eterno ritorno di parole destinate a perdersi nella propria gabbia/prigione/inferno personali, destinate a consumarsi tra le pareti della mente e a rendere inesorabilmente viva e presente la tragedia. La musica e l’apporto sonoro intervengono come in dialogo e risposta al testo, come una parallela voce della coscienza, talvolta come un presagio. Il recitato si alterna alla voce off su tracce registrate, nell’ottica di una distorsione percettiva onirica, in cui anche il suono e le stesse parole sembrano assumere. La luce definisce le differenti “stanze” dell’anima, in un’alternanza cromatica e in un disegno di geometrie varianti, tese a dare maggiore o minore possibilità di movimento al personaggio, costringendolo e liberandolo di volta n volta. La sala diventa quindi la mente e l’anima del personaggio, che il pubblico entrando sembra violare, partecipando ad un delirio inesorabile ed inesauribile.

SALA SPECCHI

4-7 FEBBRAIO

Produzione Compagnia Matroos

CHORISIA

di e con Lisa Rosamilia, musiche Giada Bernardini

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Un essere impolverato,silente, con gli occhi bendati dai propri capelli,fatica a respirare. Richiamato da un suono inizia lentamente ad esplorare il terreno di unluogo dimenticato. All’improvviso viene catturato da un magma nero, il canale che lo porta a superare il confine per addentrarsi nel mondo interiore. Lo spazio dell’inconscio è confinato da un reticolo di finestre, che simboleggiano il passaggio ma anche la gabbia,la possibilità di vedere dentro qualcosa o di nascondersi dietro. In una danza corpo-finestre sul confine che separa dal reale, attorcigliandosi, arrampicandosi, creando forme e figure corpo-struttura, il movimento si carica di domande in cerca di risposte per giungere all’istante in cui appare la ferita interiore, la visione dello strato sepolto che porta alla consapevolezza di sé. Guardare la propria ferita consente la fioritura, ricucirla porta all’evoluzione, ad una nuova forma grazie a cui si può fluire nel mondo. Nel ritorno in superficie avviene l’incontro con l’albero (Chorisia), simbolo archetipo dell’individuazione. L’albero, come la donna, ha le sue stagioni e le sue fasi di crescita, i suoi semi continueranno a vivere, le sue radici rinvigoriscono.

SALA TEATRO

11-14 FEBBRAIO

CALAPRANZI

regia Giuseppe Mortelliti con Giuseppe Mortelliti e Sergio Brenna, musiche Francesco Leineri, scene Simone Martino

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Una messa in scena essenziale e post apocalittica sottilinea un ambiente desolato e claustrofobico, una stanza piena di oggetti rotti o incompiuti, tentativi, carte da decifrare che prima ha verosimilmente vissuto momenti di attività e potere. Ben e Gus sono due umanità incapaci di gestie la loro solitudine nell’attesa spasmodica di un segnale da un mondo esterno che forse non c’è più o forse non c’è mai stato. Due satelliti che girano intorno a se stessi destinati inevitabilmente alla collisione.

SALA SPECCHI

11-14 FEBBRAIO

Produzione Rapsodie

AVREI VOLUTO ESSERE PANTANI

regia Francesca Rizzi con Davide Tassi

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Lo spettacolo, scritto in forma di monologo, è un vero e proprio atto di denuncia nei confronti del doping e del sistema che da anni lo protegge. Un sistema fatto da medici sportivi, allenatori, politica, Istituzioni come CONI e UCI, multinazionali farmaceutiche e sponsor che usa il doping e l’atleta per i propri interessi. Marco Pantani è la vittima eccellente di questo sistema, un eroe tragico che, dopo essere stato trovato positivo nel 1999 a Madonna di Campiglio, non riesce più ad andare avanti, non riesce a ritrovare se stesso come uomo prima che come atleta. Un declino inesorabile, chiuso dentro il tunnel della cocaina, che lo porterà a morire in un hotel 2004, ancora giovanissimo.

SALA TEATRO

18-28 FEBBRAIO #residenza temporanea

Produzione Compagnia Cavalieri mascherati

PETER PAN BEGINS

di e con Alessandro De Feo, Matteo Cirillo, Tiziano Caputo

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

“Essere vecchi un pomeriggio di sole, concedere ad ogni movimento il tempo..” Se la gioventù èspesso bruciata, anche la serena vecchiaia è ormai un’ utopia. Chi ha la possibilità di concedere tempo al movimento, al pensiero? “La vita umana è come un ventilatore a tre velocità” (E. D’Angelo): 1- vecchiaia 2- infanzia 3- età adulta. Vecchiaia lenta, età adulta frenetica. L’ unico ritmo sano, dal quale è possibile cavare qualcosa di buono, resta quello dell’ infanzia. Lo studio gioca sul parallelismo tra le tre età, cercando di sviscerare i momenti chiave nella vita di un archetipo di uomo moderno, percorrendo le sue tappe, dall’energia potenziale dell’infanzia a quella cinetica dell’età adulta, fino alla fine. Chi ci riesce, invecchia. Per la società egli rimane un prodotto sul banco di prova, Che sia un cane del quale va esaminato il pedigree, o un pugile, costretto a dimenarsi sul ring mentre altri scommettono su di lui. E il segreto, si sa, non è tanto di riuscire a vincere ma saper incassare i colpi e rialzarsi. Tra pesi welter e massimi quasi cinquanta chili di differenza, ma la sostanza è la stessa: arrivare fino alla fine dell’ incontro.

SALA SPECCHI

18-21 FEBBRAIO

KIRKOS KIRKES KIRKE

di e con Rosaria Iovine

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Kirkos Kirkes Kirke è uno spettacolo di danza-teatro che racchiude in sé quelli che sono i miei interessi, ovvero questioni che riguardano le donne, gli stereotipi, la solitudine, le relazioni, il potere…e così via. In questo lavoro sto cercando di amalgamare il più possibile la parola e il movimento, nel senso che cerco di sfuggire all’alternanza voce/musica e parola/movimento valorizzando il silenzio e il semplice “stare”, cercando di assumermi innanzitutto la responsabilità di stare (in un momento in cui vi è una tendenza a fare e strafare, ma questa magari è solo una mia impressione). Il lavoro si ispira alla Circe/Fango di Margaret Atwood, pubblicata nel 1974 in You are Happy, una sequenza di 24 quadri dove l’incontro con l’altro, già avvenuto, si è rivelato incapace di instaurare una comunicazione profonda. L’isolamento non è risolto, Circe parla a se stessa .

SALA SPECCHI

25-28 FEBBRAIO

UN TRANQUILLO WEEK-END DI COMPLOTTO

di e con Daniele Fabbri

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Cosa accade se a raccontare le proprie disavventure del fine settimana è un giovane, moderno, sedicente e autodidatta teorico del complotto? Uno che osserva e racconta il mondo con gli occhi del controllo politico globale, della manipolazione sociale, che vede l’intrigo in ogni situazione quotidiana e la riporta secondo la sua interpretazione fatalista, uno che a forza di esagerare perde la credibilità nei confronti del prossimo e non è più in grado di comunicare la verità neanche quando la possiede. In “Un Tranquillo Weekend di Complotto” è il protagonista a raccontare in prima persona la sua particolare disavventura in cui, a seguito di alcune oincidenze totalmente casuali, si ritrova a trascorrere un weekend da imbucato tra i gangli dell’ “altro potere”, dalle segrete del Vaticano ai palazzi della politica internazionale, rivisti in chiave di commedia satirica.

SALA TEATRO

3-20 MARZO #progetto speciale

Produzione Kyo art

IL COLLOQUIO

di Serge Da Silva, regia Virginia Acqua con Tommaso Arnaldi, Luca Basile, Ermenegildo Marciante

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

La storia è semplice e attualissima: tre uomini, diversissimi fra loro, un laureato in economia e commercio con diversi anni di esperienza vestito con l’ultimo modello di Hugo Boss, un modesto impiegato dagli abiti fuori moda e ce dai modi goffi e impacciati e un esaltato dello sport che si presenta con un abito di seta dai colori sgargianti sono in affannosa ricerca di lavoro e una prestigiosa banca li convoca per un colloquio per lo stesso giorno alla stessa ora. La scena si svolge tutta nella sala d’aspetto della banca, dove si sviluppano dialoghi, situazioni e colpi di scena che rendono la commedia divertentissima e corrosiva.

E’ una commedia brillante e garbata, che permettere di ridere con ironia e leggerezza anche del più grande incubo dei nostri tempi: un colloquio di lavoro.

SALA SPECCHI

3-6 MARZO

STORIA DI UNA CAPINERA

di e con Rosy Bonfiglio

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

La forma epistolare del romanzo si traduce qui in un “delirio post mortem”, un eterno ritorno di parole destinate a perdersi nella propria gabbia/prigione/inferno personali, destinate a consumarsi tra le pareti della mente e a rendere inesorabilmente viva e presente la tragedia. La musica e l’apporto sonoro intervengono come in dialogo e risposta al testo, come una parallela voce della coscienza, talvolta come un presagio. Il recitato si alterna alla voce off su tracce registrate, nell’ottica di una distorsione percettiva onirica, in cui anche il suono e le stesse parole sembrano assumere. La luce definisce le differenti “stanze” dell’anima, in un’alternanza cromatica e in un disegno di geometrie varianti, tese a dare maggiore o minore possibilità di movimento al personaggio, costringendolo e liberandolo di volta n volta. La sala diventa quindi la mente e l’anima del personaggio, che il pubblico entrando sembra violare, partecipando ad un delirio inesorabile ed inesauribile.

SALA SPECCHI

10-13 MARZO

Produzione Blu Teatro

TOY BOY

regia Massimo Odierna

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Marito e moglie decidono di “fittare” un toy boy per una sera e di sfogare su di esso le loro fantasie più represse. Dapprincipio la coppia che si mostra esuberante, goliardica e sui generis, instaura un clima amichevole e fa di tutto per mettere a proprio agio il giovane ragazzo. Tutto questo mentre nell’altra stanza dorme la loro figlia di appena sei mesi. Ma la facciata narcisistica della coppia naif è destinata a frantumarsi di li a poco. L’adrenalina iniziale si trasformerà in tensione ed una seria di dinamiche perverse metteranno in luce la vera natura della coppia: una natura infelice e insoddisfatta. Il giovane toy boy sarà dunque la cartina tornasole di una coppia in crisi che fugge dall’horror vacui e che si ritira nelle sue zone più perverse perché incapace di gestire la routine e la normalità.

SALA SPECCHI

17-20 MARZO

Produzione Semintesta Teatro

MY GENERATION

di e con Matteo Davide

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

My generation rappresenta la prima fase di un progetto di ricerca drammaturgica sulla generazione che va dai 30 ai 40 anni. Una generazione che vive non solo l’angoscia e l’apprensione verso un presente sempre più incerto, ma che gradualmente ha perso la prospettiva verso il futuro, non riuscendo più nemmeno ad immaginarlo. Il progetto complessivo vuole ritrarre un dipinto del nostro presente proiettando dei personaggi-modello in uno schema evolutivo che li conduca dal presente, dalla contemporaneità fino a un futuro, inteso come rappresentazione delle loro stesse sfocate aspettative. Con una finta pretesa scientifica, L’evoluzione della specie è la creazione di un dipinto dove poter disegnare i sentimenti di questa generazione: l’angoscia, la speranza, l’ansia, la voglia di riproduzione, il senso di impotenza, l’arrivismo. Un progetto di drammaturgia epica con al suo interno più storie e personaggi intrecciati tra loro e con un’evoluzione seriale delle loro vicende.

SALA TEATRO

31 MARZO-3 APRILE

SONORITER|ARMONIKEM|MELODIKES|RITMIKEN|FORMATIKON

di e con Francesco Leineri

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Sonòriter | Armònikem | Melòdikes | Rìtmiken | Formàtikon sono i cinque pilastri dell’arena pentagonale entro la quale i gladiatori danno scena della loro grande disfatta. Un muto rassegnatosi all’impossibilità di parlare, un imperatore capriccioso caduto dal trono e un professore ingabbiato dalle sue stesse inutili congetture si svelano sul palcoscenico grazie ad un gesto performativo volutamente frammentario e scomponibile, orientato dai cinque punti cardinali della grande bussola musicale: suono, armonia, melodia, ritmo e forma. Quattro sconfitte, cinque punti cardinali – un pentagono – e un’unica grande preghiera si fondono in un solo concertinspettacolo che non pretende di comunicare qualche assurda verità o svelare chissà quale segreto di guerra, ma anzi riflettere sul vuoto che è già insito nel perseguimento di ogni nostro obbiettivo. I

SALA SPECCHI

31 MARZO-3 APRILE

L’ORGASMO DI CRISTO

di e con Simone Castano

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Un uomo in trappola e l’impossibilità di uscirne, nonostante la via di fuga sia lì a portata di mano. Ma l’uomo non la vede, non la vuole vedere. Cos’è che ci porta ad essere infelici? Perché l’uomo da sempre preferisce sognare, sperare, affidarsi ad altro invece che a se stesso, piuttosto che vivere la propria vita? Nel secolo scorso, uno scienziato austriaco di nome Wilhelm Reich, fondatore della moderna bioenergetica, provò a rispondere a queste domande. “Quando nasce, un bambino esce da un utero caldo, a 37 gradi centigradi, per trovarsi in un ambiente a 18-20 gradi. Potrebbe sopravvivere a tutto questo, ma come esce viene preso per le gambe e picchiato sul sedere. Il primo saluto è uno schiaffo. Il secondo saluto: viene tolto dalla madre”. E questa è solo la prima delle tante cause che costruiscono nel tempo quella che Reich definisce la “corazza caratteriale”, che impedisce l’ uscita dell’energia vitale presente in ogni essere umano. L’uomo impara a reprimere i propri impulsi e a perpetuare la stessa repressione sugli altri, uccidendo ogni giorno ciò che di bello e vitale è intorno a lui. Ma grazie ai suoi studi che partivano dalla funzione dell’orgasmo, Reich arrivò a costruire una macchina in grado di alimentare le cellule vitali all’interno del sangue, trovando perfino la cura definitiva al cancro.

SALA TEATRO

7-17 APRILE #residenza temporanea

Produzione Compagnia LABit

NESSUNO CI PERDONERA’

regia Gabriele Linari con Guglielmo Poggi, Alessandro Porcu, Matteo Quinzi

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Nessuno ci perdonerà, prende spunto da uno straordinario romanzo: Tre croci di Federigo Tozzi, di cui rispecchia la trama e alcune fosche atmosfere. Interno giorno, che sa di notte. Un negozio di libri, ricolmo di volumi per lo più in disordine e discatole ancora da disfare. Tre fratelli lavorano in questo negozio: Niccolò (il maggiore), Guido e Enrico (il più piccolo). Capiamo ben presto che l’esercizio no va granché bene, che i fratelli sono pieni di debiti e che stanno falsificando firme per ottenere qualche proroga nei prestiti bancari. Osserviamo le loro vite deteriorarsi in un’atmosfera intrisa di fallimento (economico e morale), in un requiem lento ma inesorabile, verso la sconfitta di tre generazioni molto ravvicinate ma con caratteristiche molto differenti. Tra guizzi da commedia grottesca e momenti di poetica riflessione, verso l’inesorabile, tragica soluzione di questo stallo.

SALA SPECCHI

7-10 APRILE

L’UNA DELL’ALTRA

regia Valentina D’Andrea con Valentina D’Andrea e Flavia Germana De Lipsis

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Due trentenni s’incontrano in una discoteca odierna: l’una balla composta, l’altra si muove disinibita. E’ l’alba. Le due si ritrovano alla fermata di un autobus e, mentre gli uccellini si svegliano, iniziano un dialogo crudo, onirico e ironico sulle loro vite. L’una è una tabella divisa in colonne dove ha trascritto al dettaglio le regole da seguire per vivere bene; nella sua borsa, tante parole non dette e gli istinti di una vagina delusa che ha chiuso la lampo. E’ un gabbiano che ha spiccato il volo e ha nidificato sul punto più alto della terra, per non sentire i rumori degli uomini e la loro puzza. L’altra è un vulcano di parole, che caccia dalla borsa per colpire il cuore di chi incontra; è una gatta con la lampo abbassata, che si struscia al mondo, cercando con le unghie ditrattenere le persone. E se ogni tanto i gabbiani, attratti dall’immondizia, scendono a terra, i gatti, nell’ultima delle sette vite, vorrebbero staccarsi e volare. Perché l’una vorrebbe essere l’altra? Perché pur essendo opposte soffrono lo stesso male? Sono entrambe figlie del “vorrei ma non posso”, cresciute con sogni di gloria, si ritrovano alla periferia della speranza, a desiderare d’essere qualcos’altro, e a un soffio dall’esplosione: è il PANICO.

SALA SPECCHI

14-17 APRILE

IN FOLLE

regia Lorenzo Misuraca con Ermenegildo Marciante

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Antonio è un istruttore di scuola guida. Trentacinque anni, emigrato dal Sud,vive a Roma da quando ne aveva 18. Antonio è una persona brillante, ci sa fare con le persone, riesce a guidare i suoi praticanti nel traffico con parole dirette e molta ironia. Antonio però è in folle, non sa che direzione far prendere alla sua stessa vita. Il lavoro non gli dà più stimoli, la città gli toglie energie, e la vita sentimentale va a rotoli. Lo vediamo mentre sulla macchina della scuola guida spiega il parcheggio in retromarcia a una diciottenne distratta dallo smartphone, o a una praticante sessantenne. Il protagonista alterna le guide a momenti solitari, quando, a lavoro finito, si parcheggia sotto la finestra di Chiara e mette su una canzone precisa, sperando che lei si decida a scendere e andare via con lui. Antonio pensa di lasciare tutto e tornare a casa dai suoi, nel Meridione da cui è partito. Antonio fa la somma dei pro e dei contro, e perde il conto tutte le volte. Antonio gira a vuoto, rimpiange la prima marcia, si chiede se sia possibile ripartire direttamente in seconda. Antonio capisce che forse sì, forse può.

SALA TEATRO

21-24 APRILE

Produzione Un rigo si e uno no

CON LA BOCCA PIENA DI SPILLE

di Martina Tiberi, regia Raffaele Balzano con Marco Zordan

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Con la bocca piena di spille, investiga con leggerezza il rapporto tra disintegrazione sociale e liberazione umana. Tramite i racconti di un barbone incuriosito dai resti che scova ogni giorno nei cassonetti , entriamo nel diario di Leda, una giovane donna apparentemente appagata dalla propria vita. Man mano che il tempo passa, Leda fa i conti con la propria frustrazione e la tensione dei pensieri della donna, viene portata alle estreme conseguenze da un gioco di paradossi e travestimenti, fino alla liberazione e al colpo di scena finale.

SALA SPECCHI

21-24 APRILE

Produzione Quattro quinte

3 NOVEMBRE

di Maria Teresa Berardelli, regia Camilla Brison, con Irene Lamponi

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

3 Novembre, pur usando nomi e date fittizie e inventando un nuovo mondo, parla di una storia vera, traendo spunto dal saggio di Haruki Murakami, Underground. Racconto a più voci dell’attentato alla metropolitana di Tokyo. L’attentato alla metropolitana di Tokyo fu un attacco terroristico avvenuto il 20 marzo del 1995, compiuto dalla setta religiosa dell’Aum Shinrikyo su ispirazione del fondatore Shoko Asahara. Cinque membri dell’Aum Shinrikyo si mischiarono fra i pendolari della metropolitana, nascondendo un gas nervino sotto forma liquida in sacchetti di plastica, avvolti da giornali. Giunti in alcune stazioni prestabilite, i cinque membri lasciarono i sacchetti sul pavimento dei vagoni o delle stazioni, forandoli con la punta di alcuni ombrelli che avevano portato con loro. I cinque membri colpirono alcune fra le linee più frequentate di Tokyo e i vari attacchi si svolsero quasi contemporaneamente. L’attentato provocò 12 morti e oltre 6000 intossicati. Furono impiegate ben trecento ambulanze. 3 Novembre cerca di parlare innanzitutto di un attentato di cui molti, oggi in Italia, si sono dimenticati. Lo fa per dare una voce a coloro che in quell’attentato hanno perso la vita, e a coloro iquali ancora oggi portano i segni di quello che è stato. Non si tratta di un testo di inchiesta. Non si tratta di cronaca. E’ una possibilità di far parlare due donne che, in modo assolutamente opposto, sono state coinvolte nell’attentato.

SALA TEATRO

28 APRILE-8 MAGGIO #residenza temporanea

Produzione Il Carro dell’orsa

DECLINAZIONI D’AMORE

di Alessandra Fallucchi

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Cos’e’ l’amore? Come amiamo oggi? Sappiamo e vogliamo amare? Come ci incontriamo? Come ci scegliamo? Cosa manca ai nostri incontri? Come ci influenza oggi la società e la sua tecnologia? Quantita’ o Qualita’ dei rapporti? Di cosa abbiamo paura? E perché? Conosciamo il tempo dell’attesa? Il senso del mistero? Il Sacrifico in amore e’ davvero così terribile e insensato? Siamo più liberi o solo più infelici? Cos’e’ per noi la felicita’? In un epoca che il grande sociologo Bauman definisce liquida il rapporto con l’altro, erotico/sentimentale/emozionale diventa un modo di concepire la vita e la morte e di rispondere nel quotidiano a questi temi. L’intento dello spettacolo è quello di formulare un’autentica domanda aperta al pubblico su temi che chiunque si e’ trovato o si trova o si troverà ad affrontare durante l’arco delle sua esistenza.

SALA SPECCHI

28 APRILE-1 MAGGIO

Progetto Btside – Produzione Bluteatro

DONNE D’ACQUA DOLCE

di e con Viviana Alteri e Elisabetta Mandalari

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Le due attrici, attraverso monologhi, sketch e personaggi ispirati ai Monty Python e alla drammaturgia contemporanea americana, sul palco con ironia e sorriso mostreranno più modi di essere donna. I loro complici saranno trucchi, parrucche, tacchi, e paillettes. Due amiche partono per le vacanze; le quattro scene di cui sono protagoniste sono intervallate dall’ingresso di altri personaggi femminili, personaggi metateatrali che appartengono al mondo delle due amiche in vacanza ( e da questo emergono ) ma allo stesso tempo rompono la quarta parete e sono in dialogo aperto con lo spettatore che in alcuni casi viene coinvolto direttamente. I cinque monolghi/interruzioni sono liberamente tratti da “Accessories” di Gloria Calderòn Kellett e interpretati con una forte caratterizzazione quasi cabarettistica (la donna delle pulizie /centralinista erotica barese, la sposa in viaggio di nozze spoletina, la cacciatrice di uomini napoletana, Eva fiorentina e infine l’insegnante di corteggiamento brasiliana).

SALA SPECCHI

5-8 MAGGIO

RADIO LOVE TEST

di Andrea Ciommiento, Enoch Marrella, Anna Elena Pepe

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Radio Love Test racconta la storia di due ragazze che scoprono il loro legame in una grande città del Nord. Claudia, la più giovane, insegna in una scuola pubblica di uno dei quartieri periferici sognando il riscatto sociale dei suoi allievi. Sara lavora come speaker radiofonica tra feste mondane e salotti di cultura. Le due ragazze si incontrano quasi per caso e iniziano un’amicizia che si trasformerà in attrazione fino alla scoperta di un fatto indicibile. Questo spettacolo racconta due parole indicibili: l’amore e la violenza. Sono parole che non si dicono spesso. Ciò che non si dice non viene visto, riconosciuto o ricordato. Ciò che non diciamo diventa un segreto; e i segreti spesso creano vergogna e paura. Questo spettacolo nasce perché un giorno o l’altro vorremmo sentirci a nostro agio a raccontare “storie d’amore, di qualsiasi amore” senza vergogna e sensi di colpa. Queste, come altre storie del genere.

SALA TEATRO

12-15 MAGGIO #Under 25

TI STAVO ASPETTANDO

regia Laura Nardinocchi con Chiara De Concilio, Claudia Guidi, Ilaria Orlando, Leonardo Bianchi, Livio Berardi, Nicole Petruzza

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Il progetto nasce traendo ispirazione dalla suite per piano di Musorgskij “Quadri da un’esposizione”. Tale opera prende vita dopo la morte del noto pittore Hartmann, grande artista e amico del compositore russo. In quell’occasione, tutti i suoi quadri vennero esposti in una mostra, la quale, per l’appunto, ispirò Musorgskij nella creazione dell’opera. 15 quadri, 15 movimenti. Il dipinto, dal quale il progetto ha preso ispirazione è “La capanna sulle zampe di gallina”. L’amicizia tra Musorgskij e Hartmann è stata l’ispirazione per la scelta delle tematiche dello spettacolo. L’incapacità dell’uomo di rimaner solo e di riuscire a sentir scorrere dentro di se l’esistenza solamente se vicino ad un altro. Il collegamento diviene quindi immediato, portando la mente a riflettere sul tema della solitudine umana. Ognuno di noi la sperimenta nel corso dell’esistenza: veniamo alla luce da soli e in solitudine poniamo fine alle nostre vite. I personaggi principali dello spettacolo quindi, anche se molto diversi tra loro, sperimentano le sofferenze della solitudine: la vecchia, disprezzata per il suo aspetto, viene allontanata da tutti rimanendo irrimediabilmente sola, e il protagonista, proiezione stessa dell’essere umano, abbandonato dalla madre e successivamente dagli amici, finirà per trovar conforto nella compagnia di un oggetto inanimato, l’unico che non può rifiutarlo.

SALA SPECCHI

12-15 MAGGIO #Under 25

SORELLE

di e con Lucia Rea e Marta Salandri

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Traendo ispirazione dai lavori di Tennesse Williams “La ragazza di vetro” “Auto da fè”, “Saluti da Bertha” e “Lettera d’amore di Lord Byron” è iniziata un’esplorazione e una riscrittura drammaturgica che racconta di come due sorelle, Alva e Bertha, riescano a rimanere unite, nonostante il susseguirsi incessante di vicende amare nella loro vita. Ciò che le caratterizza è il loro rapporto che risulta divertente e a tratti folle, attraverso i loro battibecchi e scontri quotidiani: Alva soffre di manie di persecuzione e crede che tutti stenografino ogni cosa che dice, mentre Bertha parla con dei ninnoli di vetro convinta che siano i suoi migliori ed unici amici. Perciò con un passaggio temporale, che è raccontato da una parallela drammaturgia musicale che va da Jhon Steel a Elvis Presley fino ad arrivare alle Spice Girls (si parte dagli anni ’40 fino alla fine dei ‘90), viene ripercorsa la vita di queste prima bambine, poi donne sempre più adulte, fino alla loro vecchiaia.

SALA TEATRO

19-22 MAGGIO #Under 25

Produzione Patrie Verticali

IO, L’UNA

di e con Luisa Banfi, Clara Morlino, Giuditta Pascucci, Giulia Sucapane

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Il testo teatrale IO, L’UNA è costituito da cinque monologhi di donne che si raccontano attraverso una seduta psichiatrica. La successione dei flussi di coscienza delinea le personalità disturbate attraverso linguaggio, gesti e narrazioni della propria quotidianità. Cinque monologhi che non si limitano alla comicità ma propongono un viaggio, assente di ogni giudizio, nella mente di cinque donne che diventano paradigma della vulnerabilità della loro psiche. “L’una” è chiaro il riferimento ad una molteplicità, quella delle cinque donne che il pubblico vedrà o quella dei disturbi di personalità che le contraddistinguono.

SALA SPECCHI

19-22 MAGGIO #Under 25

OPZIONE SMART

di Carlo Galiero

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Opzione Smart è il racconto paradossale di una compravendita. Protagonisti sono un cliente e un venditore, e il bene da acquisire è la donna dei sogni del consumatore, prefabbricata in modo corrispondente alle esigenze del fruitore. É una commedia che ironizza e denuncia la retorica del linguaggio pubblicitario, e che apre degli squarci inquietanti sulla società contemporanea. Se la nostra è una società dello spettacolo come sostenne Guy Debord il consumo non è consumo materiale, ma ideale. Il cittadino è un consumatore solitario di illusioni. Il mondo di Opzione Smart è un mondo in cui la donna si fa oggetto, non fisico, ma ideale al servizio dell’uomo alienato in solitudine, un individuo che è ridotto a terminale di informazione, e non pretende altro dalla vita se non un prodotto che sia conforme alle proprie esigenze. Un passivo nell’appiattirsi sulle esigenze che una fabbrica di illusioni promette di poter soddisfare.

SALA TEATRO

26-29 MAGGIO #Under 25

GUARDATE IL PAZZO

regia Luca Pastore

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

In scena un uomo rinchiuso in un manicomio dice di essere Gesù e racconta la sua storia facendola vivere al pubblico oltre che con le sue parole anche grazie alla presenza di altri uomini che di volta in volta impersonano i vari personaggi con cui interagirà: Maria e Giuseppe; Pietro, Giuda e Maria Maddalena; Ponzio Pilato, Erode e il Fustigatore. La storia trova le sue radici in ciò che si conosce nell’antico testamento della Bibbia, tutto il percorso però viene riletto, integrato con ciò che è scritto in alcuni dei vangeli apocrifi e dove ciò è stato utile o necessario è stato inventato nella parte drammaturgica della scrittura dello spettacolo. Una ricerca su quello che poteva essere Gesù Cristo uomo, con i difetti e le debolezze di un essere umano.

SALA SPECCHI

26-29 MAGGIO #Under 25

FIN.

di e con Alessandro Businaro e Barbara Venturato

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

“FIN.” non è soltanto una conclusione, un punto d’arrivo da cui non v’è più partenza. E’ precisamente il momento che lo precede. E’ un combattimento faccia a faccia, uno scontro all’ultimo sangue in cui le parole divengono come vere e proprie lame affilatissime che trafiggono senza pietà il corpo avversario. Un uomo e una donna, una luce glaciale e il palco vuoto che da anni li ha visti condividere tutto, anche la stessa professione di attori. Tra di loro però qualcosa è cambiato, e cambierà, profondamente. Niente mezze misure o eufemismi nel rispettivo flusso di considerazioni e accuse, che invece viene lasciato scorrere a ruota libera, trasformandosi in una terribile tempesta che stravolge e spazza via le sicurezze prima dell’uno e poi dell’altro, ogni volta impotente nel reagire rispondendo all’istante. Il fascino e il dramma di come un uomo e una donna, “lui” e “lei”, non possano inevitabilmente essere più gli stessi quando si giunge alla “cesura di un amore”.

SALA TEATRO

2-5 GIUGNO

Produzione Brema81

GLI SCARTI DEL CANARO – Tranci di teatro

di e con Adriano Marenco, Raffaele Balzano, Valentina Conti, Francesca Romana Nascè, Daniele Casolino, Alessandra Caputo, Marco Bilanzone, Flora Contoli, Rodolfo Valentino Puccio

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Pietanze teatrali, cibo immaginato e immaginario, cibo reale da condividere, quando possibile. Ovviamente alcool, che “scioglie i dubbi”, zenzero “che è un antisettico… Non si sa mai”, tentacoli di Polpa che sono “roba da leccarsi i baffi”. Brema81 è un po’ “il tuo uomo che adesso esce e si procura tutto per la tua salute e per la cena”. Quattro corti, quattro portate teatrali ispirate al cibo in senso lato e in senso reale. Una serata di teatro a portata di mano e anche di bocca, possibilmente schizzinosa.

SALA SPECCHI

2-5 GIUGNO

Produzione Terre Vivaci

DIA-RIO ELETTORALE

di e con Mario Migliucci

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Lei e lui, ore e ore dietro a un banco, scambiandosi giusto qualche parola. Poi tutto finisce, in attesa della prossima occasione: un referendum, le comunali, le politiche, le europee, un ballottaggio, le regionali, ogni urna potrebbe essere quella buona per rivedere Lei. In mezzo scorre la vita, scritta, raccontata, immaginata. Nel mondo, fuori dal mondo. Legati da un filo invisibile, lanciato da lui senza che Lei, l’eletta, nemmeno lo sappia.

SALA SPECCHI

9-12 GIUGNO

Produzione Odysseia Teatro

TI MALEDICO

di e con Paola Tarantino

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Una donna tenta di farla finita buttandosi in una vasca piena di vetro. Un uomo la raccoglie e si chiude con lei dentro un magazzino buio di cemento vivo. Sono due sconosciuti che si incontrano, si annusano, si osservano, si chiedono se è meglio vivere o morire, fare un figlio oppure no. Sono un uomo e una donna che senza volerlo si sono salvati la vita a vicenda. Ma quest’isola buia di salvezza murata, lontana dal tempo e dagli altri, in cui i due scoprono di possedere entrambi un paio di pantaloni argento, si rivela essere una trappola. Lei si nutre di un’ossessione omicida che prima o poi esploderà. Lui aspetta in silenzio che il loro destino si compia. Intanto… L’amore? E se così fosse, potrebbe accadere che la fine di due solitudini sancisca l’inizio di una nuova vita? Ti Maledico è un monologo. O l’arrogante tentativo di creare un lampo nel buio. E’ il lamento di una donna con le mani insanguinate. E’ la lama di un coltello da affilare e affondare nel cuore di un uomo che non parla ma che sa ascoltare. O molto più semplicemente: è la vicenda di una donna, che voleva fondersi con il vetro e invece s’innamora di un uomo con gli occhi che sanno di vento.

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