RUN|6-9 Aprile|Sala Specchi

RUN

|6-9 Aprile| Sala Specchi

|con Claudia Salvatore| regia Barbara Caridi|

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“La terra girò per renderci più vicini, girò sul suo asse e su di noi finché finalmente ci ricongiunse in questo sogno. Lascia che ti ami fino a quando girerà la terra E gli astri inchinino i loro crani azzurri Sulla rosa dei venti…”

Eugenio Montejo

Run si traduce come un imperativo categorico: corri.

Spesso si usa questa espressione, nel gergo quotidiano, per dichiarare un' urgenza: corri aprendere il latte…run baby run, corri che Marco è rimasto chiuso fuori, è tardi corri…corri… corri che mancano cinque minuti all’inizio della lezione, ti stanno portando via la macchina corri giù…corri qui… corri da me… corri.

Dunque cosa accade al nostro personaggio?

Benedetta Ceccarelli
Helsinki (Finlandia) 11-08-2005 Campionati del Mondo di Atletica 400 m ostacoli Benedetta Ceccarelli (Ita) Foto Omega/Colombo##Helsinhi (Finland) 11-08-2005 IAAF World Championships in Athletics 400 m hurdels Benedetta Ceccarelli (Ita)

Lui/lei corre diretto verso uno scopo, a volte ben preciso: la latteria, il carro attrezzi del vigile urbano, oppure a volte non corre verso, ma corre via, lontano da, corre per allontanarsi;

la corsa in questo caso assomiglia più ad una fuga. Chi corre, se corra verso o corra via, si sia per raggiungere, per affermare, o per allontanare, per rispettare una distanza o per imporla, in tutti i casi chi corre sta cercando qualcosa. La ricerca di una sensazione, di un' emozione, di uno stato di grazia, o semplicemente della velocità di esecuzione di un gesto, che porta sempre e comunque ad un qualche raggiungimento.

RUN racconta la ricerca, il senso di una ricerca, che passa per urgenze, campanelli d'allarme, start, finish line, desideri, visioni, delusioni, ma soprattutto Desideri. La passione che genera l' urgenza e il desiderio di “vivere per sempre”. In questo correre apparentemente insensato, inutile e vano, accade l' impensabile. Accade di  incontrare se stessi. Stop. Ricalcolo.

In questo correre apparentemente insensato, inutile, vano, accade l’ imprevedibile. L’incontro con… stop. Ricalcolo.

Insomma, in questo correre verso la latteria a prendere il latte, può accadere che il latte non sia più il vero oggetto del desiderio, no, ma qualcos’ altro per cui valga la pena di correre oltre il negozio, oltre l’isolato, piu in là del raccordo, lungo la tangenziale, fino al Terminillo, giù giù lungo la valle del Brenta, salite e discese, km km km km km e km oltre quel banco frigo al quale potevamo forse essere destinati.

Semplice, dal controllare la scadenza di tetrapak verdi e bianchi, siamo passati direttamente alla scansione in 3d di una geografia più complessa.

È cosi che in questo correre si spalancano gli occhi oltre lì orizzonte, e tutto ciò che include il nostro campo visivo e anche ciò che esclude, diventa il nostro territorio di caccia.

La posta in gioco è alta, quello che cerchi sei TU. E dunque corri per incontrarti, corri per dimenticarti, corri per restare a galla finché la tempesta perfetta non ti riporti violentemente sul fondo. Corri per non toccare il fondo. Corri per toccarlo, ma per risalire velocemente. La velocità di risalita è 30” più lenta di quella in discesa, in picchiata.

Boom.

Corri per venire da me, corri e toccami le spalle, fammi girare all'improvviso, fammi ricordare chi sono solo per un attimo sufficiente a dimenticare quello che credevo di essere e che non sarò mai più. Corri e lasciami andare. Io sono chi?

 

RUN | 6-9 aprile 2016 | Sala Specchi

dal giovedì al sabato h 21:00 | domenica h 18:00
Ingresso € 10 [tessera associativa gratuita]


Teatro Studio Uno |  via Carlo Della Rocca, 6

INFO 349 4356219329 8027943 info.teatrostudiouno@gmail.com
PRENOTAZIONI bit.do/prenotastudiouno