PILLOLE #14 Luglio

14 LUGLIO

 

SENZA TITOLO – ALESSIA MATRISCIANO   UNDER 25

Il progetto che proponiamo vuole esplorare, in modo volutamente frammentario, il problema del conflitto tra l’unicità dell’individuo e la costrizione, data dalla società, a coincidere con uno stampo preformato, un’immagine di sé in cui proiettarsi. Collegato a ciò è il tema della dipendenza, che sotto diverse forme (dipendenza dal fumo, dal cibo, dalle persone) tortura i protagonisti, rendendoli incapaci di vivere senza quella “stampella” che coincide con la loro immagine pubblica. La ragazza, prima di essere se stessa, è una nicotinomane; legge riviste di salute e fitness e, con il tentativo di smettere di fumare, desidera forse cambiare stampino per diventare come una di quelle bellissime icone da palestra. Il ragazzo dovrebbe mettersi a dieta per diventare desiderabile, per conquistare i

favori della ragazza e diventare così l’uomo che sogna di essere: oscilla tra la dipendenza dai dolci e la dipendenza da lei, legge riviste maschili e non si raccapezza su cosa sia un vero uomo. Vivono dentro uno spazio nettamente diviso, senza potersi toccare, come se fossero in una specie di campo da gioco: e a un gioco si accenna, anche se le regole sono misteriose e non si sa bene chi è l’arbitro.

QUALSIASI COSA MAI – STAGIONE

di Fiora Blasi

liberamente ispirato ad un racconto di HarukiMurakami

con: Fiora Blasi e Luca Venitucci

Lo spettacolo è liberamente ispirato ad un breve racconto di HarukiMurakami: la vita di una certa ‘X’, scandita da tempi molto regolari e al sicuro da imprevisti, viene ad un tratto scombussolata da una vicenda apparentemente insignificante e senza un immediato legame con le sue abitudini: ‘Y’ scompare dalla città.

‘X’ è Susanna, una donna che condivide con il pubblico, in modo quasi cabarettisco, l’enigma della scomparsa misteriosa che l’ha sconvolta. ‘Y’ non è subito svelato. Solo dopo alcuni quadri si scopre che ad essere scomparso è un elefante, adottato un anno prima da una cittadina indefinita, ma agiata. Lo zoo della cittadina aveva dovuto chiudere perché venisse aperto un nuovo centro commerciale, tutti gli animali erano stati trasportati negli zoo più vicini, rimaneva il problema di quest’unico elefante troppo vecchio e malandato per essere trasportato. Dopo lunghe discussioni la cittadina decide di adottarlo ma a distanza di un anno dalla cerimonia di adozione, l’elefante scompare con il guardiano incaricato di occuparsene, senza lasciare traccia… Da quel momento la vita di Susanna non sarà più la stessa.

 

GIORGIO– GAROFOLI/NEXUS RESIDENZA TEATRALE

di Garofoli Nexus

Lo spettacolo racconta il rapporto dell’autore con il padre. Giorgio si serve di un linguaggio ibrido fatto di teatro di parola, performance e installazione per raccontare l’iniziazione alla vita adulta e l’ingresso della società italiana nel nuovo millennio. Questa narrazione si sviluppa su diversi quadri tematici ognuno dei quali mette in risalto conflitti personali e collettivi. Il testo indaga il ruolo della figura paterna ricostruendo eventi passati interrogando archivi privati, ipotizzando trame contra fattuali e di finzione.

 

TOMMASO UN MAFIOSO IN PROVA STAGIONE/RESIDENZA

Di Fabrizio Maffeo, Regia Aglaia Mora

Con Giorgia Ferrara, Luca Forte, Fabrizio Mazzeo

 

“Tommaso – un mafioso in prova” è una commedia brillante inedita che alterna momenti comici a momenti più amari e drammatici. È un atto unico che racconta, con un linguaggio paradossale e umoristico, il fenomeno mafioso. L’intento è di presentare in chiave ironica non solo la violenza di alcuni fatti di mafia (come il pizzo o il sequestro di persona), ma soprattutto gli aspetti di una cultura che giustifica il furbo a discapito dell’onesto che invece è visto come elemento debole della società. I personaggi sono tre: “Napoleone” (il boss del quartiere), Tommaso (il nuovo affiliatoalla mafia) e Paola (proprietaria di un atelier fotografico). L’ambientazione è contemporanea e la scenografia molto semplice ed essenziale.

 

KORA – MAURY INCEN RESIDENZA

di e con Maury Incen e Michela Barone

In un futuro non troppo lontano, sarà possibile acquistare androidi detti “biocompatibili”, programmati per essere mogli, mariti, figli, nipoti, amici. Non sarà più necessario investire nei rapporti umani, basterà pagare. Ed è quello che fa l’anziano Professore, convinto dalla sua giovane assistente Rania a mettersi in casa, dopo un’esistenza votata alla solitudine, una moglie bionica. KORA è perfetta, ma ben presto il Professore si rende conto di non poterla amare… è troppo perfetta. L’androide si rende conto di non poter adempiere alla sua Direttiva, ma come comportarsi quando amare qualcuno è insito nella propria natura? A nulla valgono nemmeno i consigli di Aglo, il suo programmatore umano ma dal cervello cibernetico, uomo-macchina che protegge le proprie creature ma odia il sistema che lo obbliga a crearli. Sullo sfondo, un “coro” di androidi in disuso fa emergere l’anima carnale della storia, l’ultimo disperato grido di umanità in un mondo ormai di plastica bianca.

A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE – A.BLASIOLI UNDER 25

con Alessandro Blasioli

Non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene”, diceva Diderot. A Vostra completa disposizione! racconta in maniera irriverente, mediante la tecnica del Teatro di narrazione, la sventurata storia vissuta da una famiglia aquilana – i Solfanelli – in seguito al terremoto abruzzese del 6 Aprile 2009: la famiglia è “costretta in vacanza” presso uno dei lussuosi Hotel della costa abruzzese, grazie alla convenzione che la Protezione Civile ha stipulato per l’occasione; la situazione, però, degenera velocemente, finché Rocco, il capofamiglia, non prende che l’unica decisione possibile: ritornare a casa. A Vostra completa disposizione! ,attraverso una storia nuova, non raccontata dai Media e quindi sconosciuta ai più, avvicina il pubblico alla realtà aquilana, che porta ancor oggi i segni dell’inefficienza della macchina statale, quello passivo dei Mass Media.

 

A TEMPO DI SCIMMIA – DODESKADEN –RESIDENZA

Di Marco Bilanzone

Con Claudia Salvatore e Mersia Valente

Regia Marco Bilanzone e Francesca Romana Nascè

Coreografia, costumi e scenografia Lisa Rosamilia

Musiche Daniele Casolino

In una giungla senza sentieri e senza luce, non esistono più emozioni a piede libero, ogni stato d’animo è braccato, compreso e compresso in pillole monouso. Una donna divisa in due ombre, è alla ricerca della propria identità attraverso lo stimolo delle emozioni, che si procura artificialmente ingerendone in dosi controllate. In questa giungla le due ombre rimangono imbrigliate nel falso valore identitario di emozioni che non le descrivono, ma servono solo a mantenerle in vita. Insieme si sorreggono per evitare di crollare nell’atarassìa, dove l’assenza di emozioni è anche l’assenza di sé, in un disperato equilibrio tra l’abuso e l’abbandono, in conflitto sia col vuoto, l’anestesia e il sonno, sia con l’emotività bulimica.

 

 

L’ORA DELL’ALT – ITALO FLAMINIO – RESIDENZA/STAGIONE

 Di Emanuele Marchetti e Sacha Piersanti con Emanuele Marchetti, Flavia Passigli,

Ludovica Bove, Maria Lucia Bianchi, Andrea Colangelo, Andrea Monno, Pierfrancesco Naccae Sacha Piersanti, Musiche originali di Flavia Passigli e Francesco de Chicchis, Testi di Giorgio Caproni e Sacha Piersanti

Un io nella notte, solo, che recupera pian piano i propri ricordi. Una città di mare, un porto, la luce, gli odori del mercato. Un’altra città, perché non esiste umano senza viaggio. E poi l’irruzione della Storia: l’esplosione d’una guerra. Il perdere tutto. Il non avere più appigli. Né alibi. Lo scoprirsi però vivo. Il tentativo di dare un senso al caos del mondo. Ridare speranza al distrutto, con la scrittura. Ritrovarsi artefice d’un’alternativa umana alle follie degli uomini. Aver dato tutto. Quindi partire e lasciare come unica testimonianza di sé la propria voce. “L’ora dell’alt” raccoglie la voce di Giorgio Caproni, amplificandone il tono e ampliandone la portata grazie allo strumento teatrale, che non vuole sostituirsi alla poesia, anzi esserne naturale conseguenza: perché la parola è un fatto, un gesto. E ascoltare, a volte, può voler dire vedere.