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OTELLO NON SI SA CHE FA|8-11 Novembre| Sala specchi

 

OTELLO NON SI SA CHE FA|

8-11 Novembre| Sala specchi

Otello locandina blanda

Troppo liberamente tratto dall’Otello di William Shakespeare adattamento e regia di Giovan Bartolo Botta con Claudia Salvatore e Giovan Bartolo Botta
progetto grafico: Leonardo Spina | costumi: SerigraFata di Francesca Renda
progetto scenografico: Fabio Liparulo Teatro Spazio 47
striscione Ultras Teatro: Fuori Registro di Nicola Micci

Non si sa che fa l’amore quando arriva. Non si sa che fa l’amore quando se ne va. Nella
Venezia di Shakespeare si ama parecchio. Piuttosto spesso. Le giornate sono oberate dai
doveri di guerra. Ma avanza tempo per riflettere sull’amore. Meglio ancora per viverlo a
fondo. Passarci attraverso. Farcisi divorare. Senza giudizio. Otello ama. Desdemona ama.
Iago ama. Cassio ama. Tutti amano qualcosa o meglio ancora qualcuno. C’è del
sommerso pronto ad esplodere. Se lo si trattiene si rischia il disagio psicosomatico. Se lo
si lascia andare a briglia sciolta ci si butta tra le braccia dell’ignoto. Il terreno sotto i piedi
sparisce. Il pensiero, l’azione cercano conforto nel cuore altrui. E forse fa bene benissimo
e forse fa male malissimo. Perché non si sa l’amore che fa quando arriva, non si sa
l’amore che fa quando se ne va.

Lo spettacolo “Otello non si sa che fa” è uno studio sull’amore senza giudizio. Quasi non
riflettuto. Ma vissuto unicamente attraverso il “conflitto di scena”, moto trainante dello
spettacolo. Gli attori/persone/personaggi evocano immagini attraverso i loro dialoghi. Tutto avviene in quel preciso istante. In quel luogo, a quell’ora. Tutto al presente.Tutto nel presente. Ora. La messa in scena è inoltre uno studio sul teatro dell’ascolto che si dà la possibilità di essere diverso ogni sera. Fanno tutto gli attori. Il lavoro sporco come quello pulito. Non ci sono scappatoie o vie di fuga. Conta solo portare a casa la serata.
No esigenze audio/video. Piazzato bianco su quintatura nera. Luci di sala accese.

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IL MEGA MAGO DEL MAGGIKISTAN|25-28 Ottobre| Sala Teatro

IL MEGA MAGO DEL MAGGIKISTAN|

25-28 Ottobre| Sala Teatro

MegaMago-StudioUno-WEB

Caro fans cleb e caro di tutto pubblico,
Da quando che io ha lasciato lontano Maggikistan è passato tanto di tempo. Decisione ha stata molto dificcile: prima Megapapà mi ha corcato di botte, poi abandonatto allevamento di vacche da latte di Maggikistan, poi Megapapà corcato di botte. So arivato qua in terra di pacchia – o come dice noi a Maggikistan – di “pakkia” pe insegui mio sogno in armadietto di diventà Mega Mago. E qui io ha conosciuto mia fedele asistente e concubina Felafel. Ma proprio quando io ha arrivato di apice di fama e ricchezza, ha capito che forse magia no è così igienica pe tutta umanità. Mò qua non può dire tutto pecché ha pochi caratteri e pecché sennò spoilo. Ma soprattutto pecché alle 7 c’ho eppi auar co mio amico Er Frappa.
Quindi tu viene di teatro.
Mega Mago da Maggikistan.

IL FIGLIO DI BAKUNIN | 18-21 Ottobre |Sala Teatro

IL FIGLIO DI BAKUNIN | 18-21 Ottobre| Sala Teatro43530814_251530478842373_2377426700855148544_nIl figlio di Bakunìn
Di Sergio Atzeni

Adattamento e regia
Marco Usai

Con
Marco Ceccotti. Tiziano Caputo, Piero Grant, Valeria Romanelli

Disegno luci Matteo Ziglio
Scenografia Giuseppe Grant

“Vai a Guspini, i guspinesi hanno buona memoria, era un loro compaesano, sanno tutto, se chiederai racconteranno. E scoprirai quel che resta di un uomo, dopo la sua morte, nella memoria delle parole altrui.”

Tutti conoscono Tullio Saba, noto nel suo paese come il figlio di Bakunìn. Tutti hanno condiviso con lui un pezzo della propria vita e si sentono, quindi, in diritto di parlarne, soprattutto se è un giornalista estraneo a chiedere di lui. Ma nei ricordi di ogni persona si aggiunge un dettaglio, una peculiarità sul carattere e sulla vita di Tullio Saba che arricchisce e contraddice l’intervista fatta precedentemente. Ogni narratore nel parlare del figlio di Bakunìn racconta anche una parte della propria vita, così che alla fine di ogni resoconto si aggiunge all’esperienza di Tullio quella di chi lo ha conosciuto.
Alla fine del viaggio, la storia di quest’uomo viene creata dalle testimonianze popolari, che attraverso i resoconti e la memoria diventa racconto e leggenda.

Sinossi
Tullio Saba è un uomo che vive nella memoria delle persone che ha conosciuto e rivive nei racconti di chi è chiamato a parlare. Un giornalista si aggira tra Guspini e Cagliari, chiedendo chi fosse il figlio di Antoni Saba, un calzolaio anarchico soprannominato Bakunìn; intervista ex colleghi di miniera, donne che lo hanno conosciuto da ragazzo o che lo hanno amato, avversari politici, giudici, carabinieri e gente del posto.
La sfortuna dei Saba, famiglia di commercianti, comincia con l’avvento del fascismo e Tullio si forma come ragazzo proprio nelle giornate passate in miniera a lavorare lontano da casa. Per alcuni era uno lavoratore mediocre, per altri un ragazzo onesto che contribuiva al sostentamento della famiglia portando i soldi alla madre, rimasta presto vedova. Nella fatica e nelle giornate buie si rafforza il rapporto con quei colleghi che presto diventeranno suoi stretti amici e compagni politici. L’omicidio del direttore della fabbrica, per cui Tullio Saba viene processato con altri colleghi e poi tutti assolti, e la seconda guerra mondiale portano Tullio lontano dalla Sardegna: c’è chi dice sia stato insignito dagli americani di una medaglia d’argento, chi invece afferma di averlo visto a Napoli fare traffici loschi con un camorrista di nome Gennaro. Al ritorno, la situazione politica non è cambiata, lo scontro tra padroni e sindacati si fa sempre più duro: vittorie parziali per i diritti dei lavoratori che spesso hanno il sapore della sconfitta. Passa poco tempo: Tullio Saba incontra e si unisce, questa volta, ad un complessino musicale che gira per il territorio della Marmilla tra feste e matrimoni. Per alcuni era un cantante mediocre con una voce insignificante, per altri un conoscitore della musica straniera portata in Italia dagli americani. Serenate, litigi per una donna promessa sposa finiti in rissa e ossa rotte. Quando però la maturità chiama Tullio al suo ingresso in politica, la distanza tra la rivoluzione immaginata e il lungo percorso di lotta che bisognava intraprendere per realizzarla finisce per demoralizzarlo, per farlo chiudere nei suoi ricordi. Per alcuni era un politico onesto che parlava con parole semplici alle masse, per altri uno sporco approfittatore delle situazioni più dure. Discendente di cavalieri sardi e capopopolo giusto, oppure politico cinico, ambizioso, pronto a sfruttare le disuguaglianze? Anarchico, minatore, uomo di lotta, folle, manipolatore, ladro? Ribelle, lavoratore, morto in patria o scappato all’estero con le proprie ricchezze. Le opinioni su Tullio Saba non consegnano al giornalista un ritratto uniforme e chiaro, ma delineano la figura di un uomo libero le cui sfumature si perdono nella memoria di chi lo ha conosciuto e diventano leggenda.

L’adattamento e lo spettacolo hanno come obiettivo quello di rimanere fedeli alla struttura del romanzo di Sergio Atzeni in cui prendono la parola un gruppo eterogeneo di voci collegate dall’interesse comune per la figura di Tullio Saba. Nella trasposizione scenica si mantiene saldo il rapporto tra i personaggi e i luoghi che fanno da sfondo ad una storia che diventa leggenda e, in quanto tale, universale.
La porta della memoria viene realizzata scenograficamente e divide lo spazio in due ambiti: quello in cui i ricordi sono appena richiamati e quello dove vengono realizzati con chiarezza tramite il filtro del giudizio che ogni personaggio utilizza. Due panche al centro della scena rappresentano la piazza del paese e contemporaneamente gli strumenti del gioco del racconto, mentre una cassapanca sullo sfondo fornisce abiti e piccoli strumenti centrali nelle narrazioni.
Le possibilità di adattamento dell’opera di Atzeni sono molteplici e diverse tra loro; in questa occasione si è scelto di soffermarsi sulla storia delle persone che prendono la parola collegata agli avvenimenti nazionali, raccontata attraverso le voci della provincia, tra gli anni ’20 e ’50 del secolo scorso in cui la società subisce e si fa complice, allo stesso tempo, di epocali cambiamenti politici, economici e culturali. Lo strumento della messa in scena è la narrazione, attraverso cui i personaggi richiamano, oltre la figura di Tullio Saba, i fatti più importanti dell’epoca, come le visite di Mussolini nelle province, gli accordi sindacali, i comizi ai contadini e ai proletari che avevano preso coscienza di classe, l’arrivo della musica straniera, il desiderio di costruire un avvenire migliore per liberarsi da una realtà triste e deludente. La storia mondiale e quella personale sono fortemente legate tra loro e i brevi richiami, che ogni personaggio fa risaltare durante la propria intervista/monologo, danno la possibilità di contestualizzare il particolare nell’universale. Il figlio di Bakunìn è un breve viaggio che dura trent’anni, durante i quali verità e finzione contribuiscono a sviluppare la leggenda di Tullio Saba, e a creare la Storia nella memoria collettiva.

Teatro Studio Uno – Via Carlo della Rocca, 6

349 4356219 – 329 8027943 | info.teatrostudiounogmail.com

Prenotazioni: https://bit.ly/1mljBde

LA VERA STORIA DI CAPPUCCETTO ROSSO| Sab 20 ott e dom 21 ott|

Cappuccetto 1studio

LA VERA STORIA DI CAPPUCCETTO ROSSO

  • Sabato 20 ore 17
  •  Domenica 21 ore 11

Ingresso 6€ – tessera associativa gratuita

Dai 4 anni in su.

CAPPUCCETTO ROSSO
Il classico Narratore viene detronizzato da un nuovo Narratore inesperto che
si lascerà pian piano sopraffare dei personaggi della favola e dalle loro
richieste.
In primis: la mamma di Cappuccetto Rosso, che rivendica la propria
importanza, mai abbastanza riconosciuta, e che magicamente farà entrare
nel piccolo cestino destinato alla povera nonna malata, ogni ben di Dio.
Cappuccetto Rosso, troppo chiacchierona e canterina, mentre è alla ricerca
del suo Principe Azzurro, si scontra con il cattivo… che no, non è il lupo, ma il
Narratore.
Il lupo, in preda a crisi di identità a proposito della sua cattiveria, riuscirà a
mangiare Cappuccetto Rosso e la frizzante nonna ballerina diventata nel
frattempo sua alleata e compagna di sventura?
L’arrivo di Salvatore, il cacciatore, riuscirà a riportare ordine in questa favola?
Mah! In bocca al lupo!

Teatro Studio Uno – Via Carlo della Rocca, 6

349 4356219 – 329 8027943 | info.teatrostudiounogmail.com

Prenotazioni: https://bit.ly/1mljBde

L’ARTE DELL’AZIONE |Workshop di Paolo Antonio Simioni

La via italiana al sistema Stanislavskij

workshop

ROMA, 1-5 novembre 2018
presso Teatro Studio Uno

L’ARTE DELL’AZIONE

Seminario di
COSTRUZIONE DEL PERSONAGGIO e ANALISI DEL TESTO

condotto da
PAOLO ANTONIO SIMIONI

per attori, registi e performer
a partire dall’analisi di opere drammatiche, poetiche o partiture

“Le parole sono azioni mentali, che si innestano su azioni fisiche, nate a loro volta da azioni interne, generate da desideri, che le parole occultano o rivelano.”

“Il personaggio è le sue azioni.”

*da annotazioni di Paolo Antonio Simioni

La via italiana al sistema Stanislavskij

Il sistema di lavoro proposto da Paolo Antonio Simioni si sviluppa sul solco diretto della tradizione stanislavskijana, la stessa che nacque, più di un secolo fa, dal Maestro Stanislavskij per ispirazione da due grandi interpreti italiani: Tommaso Salvini ed Eleonora Duse.
Da allora il metodo ha avuto una diffusione capillare in tutto il mondo, in un flusso e riflusso continuo tra Europa e America in cui spesso artisti italiani, ebrei e russi, hanno avuto una rilevanza assoluta nel continuo rinnovamento del sistema originario.
Negli Stati Uniti i pionieri furono Stella Adler, Harold Clurman e Lee Strasberg del Group Theatre, i cui differenti approcci pedagogici confluiscono nell’insegnamento di una delle più grandi coach americane viventi: Susan Batson.
Paolo Antonio ha cominciato a studiare con Susan all’età di quindici anni e da allora, nell’arco di 25 anni, ha elaborato una propria visione del metodo che non prescinde dalla grande tradizione italiana del dopoguerra di cui fu protagonista il Maestro Orazio Costa e interpreti quali Marcello Mastroianni, Gian Maria Volonté, Anna Magnani e registi come Luchino Visconti.
Il risultato è un sistema che si fonda sull’approccio estremamente tecnico e scientifico della scuola americana, ma ripulito delle componenti culturali tipiche statunitensi. Eliminando il lavoro sul personale dell’attore e ricollegandosi al più tecnico lavoro sulle “azioni fisiche”, che caratterizzò la fase finale della ricerca di Stanislavskij (e di altri sui derivati europei come Grotowski).
Un metodo adatto a ogni tipo di esigenza: teatro classico o sperimentale, cinema o televisione, ma estensibile anche all’arte di danzatori e performer attivi nell’ambito dell’arte contemporanea.

INFORMAZIONI TECNICHE SULLO SVOLGIMENTO DEL LAVORO

Analisi dell’opera:
1. APPROCCIO SOGGETTIVO
2. APPROCCIO OGGETTIVO: MACROSTRUTTURA
3. ARCHI DI SENSO E CICLI ENERGETICI DESCRITTI DAL TESTO O DALLA PARTITURA
4. MICROSTRUTTURA
5. OBIETTIVI, TEMI E SEGMENTI

Individuazione dei blocchi dell’attore, del regista e del performer

Step specifici

OBIETTIVI DEGLI ARTISTI PARTECIPANTI

per gli Attori:
Potenziare gli strumenti tecnici attoriali per un approccio cosciente al testo drammatico
Sviluppare una capacità scientifica di analisi del testo
Ampliare il proprio spettro di possibilità creative, conoscendo il proprio specifico carisma
Imparare ad interagire col regista in un’attiva collaborazione creativa

per i Registi:
Sviluppo delle capacità di analisi del testo
Imparare a mediare tra ciò che oggettivamente il testo dice e la sua idea creativa di messa in scena
Sviluppo della capacità di comprensione del carisma del singolo attore, perché possa metterlo a disposizione dell’idea creativa, per una migliore resa nella messa in scena
Conoscenza delle possibilità di sblocco del suo performer e di comunicazione tecnica allo scopo di ottenere quello che si desidera

INFO GENERALI
Il workshop ha una durata minima di 5 giorni di lavoro intensivo, a numero limitato, per garantire uno studio e una ricerca approfondita e specifica volta a soddisfare le esigenze individuali di ognuno dei partecipanti.

Il lavoro si svolge dalla mattina alla sera, tendenzialmente ad orario indeterminato.

Il sistema di lavoro è adatto ad attori e registi di ogni età e di qualsiasi tipo di formazione o percorso professionale.

*I registi partecipanti avrebbero la possibilità di collaborare sulle scene con gli attori o i performers presenti, coadiuvati dal preparatore.

*Lo step/audizione, proposto nell’ultimo giorno di seminario, può essere ripreso da telecamera, per chi volesse materiale video da riutilizzare per motivazioni personali.

MODALITà DI PARTECIPAZIONE:
Le richieste di partecipazione al seminario, obbligatoriamente accompagnate dal curriculum e da almeno una foto
(facoltativi showreel e/o selftape della durata massima di 5 minuti),
dovranno pervenire via email a “info.euact@gmail.com”
entro il 15 ottobre.
Invitiamo, in ogni caso, a contattarci telefonicamente al numero sotto indicato,per ulteriori importanti dettagli.
Paolo Antonio Simioni esaminerà le richieste pervenute.
La valutazione di IDONEITA’ sarà comunicata tramite email.

PER ULTERIORI INFO:
3495366981
info.euact@gmail.com
http://www.paoloantoniosimioni.com/coaching.html

SPETTACOLI STAGIONE 2018/19

11-14 Ottobre | Sala Teatro

PAURA E DELIRIO| di 20 Chiavi Teatro, con Alessia Berardi e Ferdinando Vaselli

Un lavoro di anni fatto di interviste nei i quartieri della capitale, nel tentativo impervio di raccontare un’identità in trasformazione. Un lavoro che assume i toni di una commedia acida e sporca, una storia semplice e violenta, divertente e truce, con un linguaggio a volte arcaico a volte sincopato, a volte secco a volte barocco un dialetto distorto i nostri fratelli annaspano in una realtà che si fa pulviscolo e che genera insicurezza, paura, solitudini, follie si ride di personaggi, di situazioni che in alcuni casi ci sembrano mostruosi ma umanamente comprensibili, e se a volte possono sembrare aberranti entrano nelle nostre coscienze come familiari perché in fondo parlano di noi.

 

18-21 Ottobre | Sala Teatro

IL FIGLIO DI BAKUNIN| di Sergio Atzeni, regia Marco Usai, con Marco Ceccotti, Tiziano Caputo, Piero Grant, Valeria Romanelli

Tullio Saba è un uomo che vive nella memoria delle persone che ha conosciuto e rivive nei racconti di chi è chiamato a parlare.
La sfortuna dei Saba, famiglia di commercianti, comincia con l’avvento del fascismo e Tullio si forma come ragazzo proprio nelle giornate passate in miniera a lavorare lontano da casa.  Nella fatica e nelle giornate buie si rafforza il rapporto con quei colleghi che presto diventeranno suoi stretti amici e compagni politici. L’omicidio del direttore della fabbrica, per cui Tullio Saba viene processato con altri colleghi e poi tutti assolti, e la seconda guerra mondiale portano Tullio lontano dalla Sardegna: c’è chi dice sia stato insignito dagli americani di una medaglia d’argento, chi invece afferma di averlo visto a Napoli fare traffici loschi con un camorrista di nome Gennaro.  Per alcuni era un politico onesto che parlava con parole semplici alle masse, per altri uno sporco approfittatore delle situazioni più dure. Discendente di cavalieri sardi e capopopolo giusto, oppure politico cinico, ambizioso, pronto a sfruttare le disuguaglianze? Anarchico, minatore, uomo di lotta, folle, manipolatore, ladro? Ribelle, lavoratore, morto in patria o scappato all’estero con le proprie ricchezze. Le opinioni su Tullio Saba non consegnano al giornalista un ritratto uniforme e chiaro, ma delineano la figura di un uomo libero le cui sfumature si perdono nella memoria di chi lo ha conosciuto e diventano leggenda.

 

25-28 Ottobre | Sala Teatro

IL MEGAMAGO| di Luca Laviano, regia Riccardo Maggi con Luca Laviano, Elisabetta Girodo Angelin, Dimitri D’Urbano

Questo assurdo personaggio, sempre accompagnato dalla sua fedele e turbolenta
assistente Felafel, è impegnato in un’incredibile tournée mondiale la cui tappa odierna è quella di un teatro di Roma. Partendo dal travagliato rapporto con il padre, imprenditore di successo alquanto eccentrico dal passato indefinito che non approva, per oscure e misteriose ragioni, la passione del figlio; passando per la sua fuga dal Maggikistan ed il suo arrivo in Italia (la terra delle opportunità e del Sogno Americano); fino ad arrivare al fortunato incontro con colei che diverrà la sua compagna di vita, di palco e di mille avventure. Tra un teletrasporto ed una spada invisibile, tra una lettura della parola ed una misteriosa scatola chiusa vuota ripercorreremo le tappe fondamentali del percorso artistico e umano di questo straordinario personaggio.

 

8-11 Novembre| Sala Specchi

OTELLO NON SI SA CHE FA| di Giovan Bartolo Botta, con Giovan Bartolo Botta e Claudia Salvatore, costumi SerigraFata di Francesca Renda, progetto scenografico Fabio Liparulo Teatro Spazio 47

Non si sa che fa l’amore quando arriva.  Non si sa che fa l’amore quando se ne va. Nella Venezia si Shakespeare si ama parecchio. Le giornate sono oberate dai doveri di guerra, ma avanza tempo per riflettere sull’amore. Meglio ancora per viverlo a fondo. Passarci attraverso. Farcisi divorare. Senza giudizio. Otello ama. Desdemona ama. Cassio ama. Tutti amano qualcosa o meglio ancora qualcuno. C’è del sommerso pronto ad esplodere. Se lo si trattiene si richia il disagio psicosomatico. Se lo si lascia andare a briglia sciolta ci si butta tra le braccia dell’ignoto. Il terreno sotto i piedi sparisce. Il pensiero, l’azione cercano conforto nel cuore altrui. E forse fa benissimo e forse fa male malissimo. Perchè non si sa l’amore che fa quando arriva, non si sa l’amore che fa quando se ne va.

 

16-18 Novembre | Sala Teatro

SCIABOLETTA| di e con Alessandro Blasioli

“9 settembre ’43, 5.30 del mattino: una colonna di 40 auto nere sta valicando gli Appennini lungo via Tiburtina, direzione Abruzzo; in testa alla colonna una Fiat 2800 torpedo grigio-verde con i vetri oscurati e le bandierine italiane poste sopra i fanali anteriori”. Inizia così la fuga di Re Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia, a seguito della dichiarazione di armistizio proclamata dal generale americano Eisenhower. Districandosi nella notte fra i selvaggi paesaggi abruzzesi, Re Vittorio Emanuele III troverà non pochi problemi lungo la via per la salvezza: i presidi tedeschi, le bande di paese e l’ombra di Mussolini, che oscura la figura sovrana al punto da farla andare in escandescenza in una invettiva antifascista quanto mai attuale. La storia è nota: il vecchio re settantaquattrenne fugge verso la salvezza. Un comportamento più “reale” da parte dell’anziano sovrano avrebbe potuto evitare la disfatta? Con ironia, un linguaggio derivato dalla commedia dell’arte e una scenografia scarna, “Sciaboletta” tira fendenti e pone domande ad una società che pare stia entrando – ancora una volta – in un’epoca nazionalista e di malcelato odio del diverso.

 

22-25 Novembre | Sala Teatro

I TRE BARBA| di Lorenzo De Liberato|con Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo

L’opera lirica viene spesso tenuta a distanza, soprattutto da noi giovani, vuoi per motivi puramente economici, vuoi perché è una forma d’arte-spettacolo che sembra non appartenerci più; in verità la lirica rappresenta un mondo eccezionale, fondamentale per la nostra tradizione artistica, che spesso non solo viene sottovalutata, ma il più delle volte viene pensata inaccessibile, noiosa e addirittura superata. Il nostro intento è quello di purificarla: recitando i grandi libretti delle opere di Mozart e Rossini, il nostro scopo è quello di far conoscere ad un pubblico popolare delle storie che altrimenti rimarrebbero sconosciute o soltanto sommariamente apprezzate dai più.

 

29 Novembre-2 Dicembre | Sala Specchi

PRESS| di Lisa Rosamilia, con Alessandra Battaglia, Ludovica D’Erasmo, Miriam Frosoni, Claudia Latini

Spettacolo di TeatroDanza ispirato alla carta, e alle varie possibilità di forma e suono
prodotto dalla carta stessa, “Press” porta l’attenzione alla parola e alla comunicazione,
processo dinamico che avviene tra un emittente e un ricevente, e mezzo d’interazione
necessario alla costruzione del senso d’identità. Dalla carta al segno, dal segno al
messaggio, la parola stampata diviene informazione che si infittisce e si confonde, tratto
indecifrabile che imprime la necessità di un ritorno al bianco, spazio neutro in cui
ridisegnare la propria impronta e narrazione.

 

29 Novembre-2 Dicembre | Sala Specchi

TERZO MILLENIO| di Fabio Massimo Franceschelli, con Francesco Guercio, Claudio Di Loreto, Alessandro Margari

La pièce rappresenta un luogo surreale non specificato (potrebbe essere un’isola, un deserto, una città, una stanza) ove tre personaggi altrettanto surreali – la Donna, il Maiale, il Pescatore – si impegnano in un dialogo serrato, sincopato, carico contemporaneamente di aspetti drammatici e di forte umorismo. Il tutto è concepito come un crescendo di tensione e di attesa, che nei momenti finali raggiunge il parossismo sino ad esplodere per il sopraggiungere fulmineo di un EVENTO particolare, più volte annunciato nei dialoghi che lo precedono. Immersi in un assurdo molto familiare, Maiale, Donna e Pescatore affrontano il mistero della loro esistenza, alla ricerca disperata di un senso che non si riduca al ridicolo che loro malgrado incarnano.

6-9 Dicembre | Sala Specchi

CESIRA| di e con Giusy Iannone

Cesira è una donna che interpreta per un ipotetico o reale pubblico le verità della sua esistenza. I suoi baffi che la connotano in questo mondo diventano il punto di partenza per delle narrazioni a metà tra il surreale e il fantastico. Il testo ha portato a chiedermi cosa sia in fondo la realtà e quanto soprattutto di questi tempi siamo spinti dalla necessità (giusta o sbagliata) di autorappresentarci e raccontarci. Cesira parte dall’assioma base del teatro: una donna/attrice che racconta e un pubblico che ascolta. Non ha la pretesa di raccontare una sola verità perché, come si sa, la verità non è mai solo una! Il pubblico è chiamato a scegliere se rimanere ad ascoltare, andar via , scegliere quale verità preferisce o se ne preferisce più di una o nessuna.

 

13-16 Dicembre | Sala Teatro

MEGLIO ACCOMPAGNATI|di Alessandro De Feo, con Alessandro De Feo e Gioele Rotili

Un viaggio attraverso testi di differenti autori, suddivisi in tre principali argomenti
– L’ infanzia- La solitudine- L’ amore
Ad ogni punto della narrazione verrà poi associata una stagione diversa, nella
quale idealmente si svolge la storia. Due personaggi e un chitarrista si alternano nelle narrazioni, tratte da fantasiosi e surreali scritti di John Lennon, Rodrigo Garcia, Woody Allen, Guido Catalano, Italo Calvino, cercando un viaggio assieme allo spettatore in una ricerca comica personale e intima

 

3-13 Gennaio | Sala Teatro

IL CAMALEONTE| con Francesco Buccolieri, Diego Tricarico, Giovanni Nasta, Niccolò D’Ottavio, Veronica Benassi, Gabriele Berti, Andrea Amato

Il Camaleonte è un testo tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto.
“Il 13 giugno 1993 Nicholas Barclay scomparve, all’età di 12 anni, dalla città di San Antonio, Texas. Stava giocando a basket con i suoi amici, chiamò a casa chiedendo di essere andato a prendere. Nessuno ha potuto raggiungerlo. Fu un grave errore, Nicholas non è più tornato a casa.  Quattro anni dopo, la svolta. Nell’ottobre 1997 il National Center for Missing and Exploited Children in Virginia ricevette una chiamata da una persona che si trovava a Linares, in Spagna. Si trattava del responsabile di una struttura di accoglienza per minori, secondo il quale un ragazzo americano dell’apparente età di 16 anni si era presentato al rifugio, affermando di essere sfuggito a un traffico di
prostituzione minorile. Il responsabile della struttura ebbe una strana sensazione, e dopo aver cercato in internet le foto di minori scomparsi, riconobbe nel ragazzino che si era presentato al centro proprio il ragazzo americano scomparso quattro anni prima, Nicholas Barclay.

 

17-20 Gennaio | Sala Teatro

LE SERVE|regia di Michele Eburnea e Caterina Dazzi, con Michele Eburnea, Sara Mafodda, Mersila Sokoli

Girone primo-Due serve si litigano una calza velata- Suona una sveglia, la Signora sta per rincasare- Ma questa volta l’hanno in pugno-Le avveleneranno il thè- Hanno denunciato l’amante della padrona e, dopo il rilascio di lui, rischiano di essere scoperte- Girone secondo – La signora è rientrata, ma altri non è che Claire-Corto circuito-Girone terzo
Due serve si litigano una calza velata Suona il telefono, hanno rilasciato il Signore
Cazzo – Girone quarto-La signora è rientrata, ma altri non è che Solange
La signora indosserà l’abito bianco stasera- Nell’armadio c’è un corpo-Corto circuito-

 

17-20 Gennaio | Sala Teatro

84 GRADINI|di e con Giuseppe Mortelliti

84 gradini è la storia di un uomo che ha vissuto la sua vita sempre di corsa.
Nasce in campagna e viene a vivere in città. Qui trova lavoro, si fa grande, costruisce una famiglia, amicizie, vive il dolore di una perdita, continua a lavorare…
Nasce e cresce, come tutti. Alcune persone gli lasciano molto, altre gli passano accanto senza segni apparenti. Con i suoi genitori ha un rapporto che si distacca sempre più con gli anni. Conosce l’amore, vive la chiamata ad essere padre. Pensa, ragiona sulle sue azioni. Assapora il lutto, che necessariamente fa parte della vita; e nel salire i suoi gradini, non rallenta mai la sua scalata. Questa sua vita è una scalata verso cosa?
“84 Gradini” è la corsa di chi è in fuga perenne senza vivere una vita spericolata.

 

24-27 Gennaio | Sala Specchi

LUIGI| di I cani Sciolti, con Luca Pastore

Tenco. Un uomo. Forse due. Perché Luca e Luigi sono nomi simili.
Non uguali, ma simili. Tanto simili da far assottigliare lo spazio e il tempo e da far sovrapporre le immagini. Da far combaciare gli occhi, quelle fessure da cui scrutare il mondo. Come facevi da bambino. Quegli occhi così stanchi e pieni di vita che a volte ma solo a volte fanno paura a chi ti sta vicino.
Sono pensieri e vite che si intersecano, punti di contatto visibili quasi palpabili .
È vero io sono uno che odia la gente. Ma non riesco a capire come farne a meno.
Il parallelismo tra due persone che non si sono mai incontrate. Raccontare Tenco per raccontare se stessi. Raccontare Luca per raccontare Tenco.

 

24-27 Gennaio | Sala Teatro

STUDIO PER UNO SPETTACOLO DIVERTENTE SULL’ANORESSIA| di e con Carlotta Piraino e Sonia Scialanca

Lo spettacolo nasce dal bisogno dell’autrice di indagare un’esperienza autobiografica per capirla a fondo: molti anni dopo quel vissuto inizia un viaggio alla ricerca del “perchè è successo”. Cos’ è, per te, l’anoressia? Perchè questa “cosa” non è facile da capire, è qualcosa che insieme salva e distrugge, una improduttiva identità di resistenza.
l’autobiografia dell’autrice si mescola allora e si confonde alle storie delle altre, mantenendo la forma sospesa di uno spettacolo che si presenta come uno studio,
come una domanda aperta a cui è impossibile far seguire un’unica risposta. Restano le storie, raccontate a tu per tu nel clima dell’incontro tra amiche, restano le confessioni e i confronti, insieme a quello, durissimo, dello sguardo su stessi e su ciò che di noi non
riusciamo ad accettare. La musica è un potente canale per raccontare la polifonia delle storie, conducendoci per mano da un frammento all’altro di questo viaggio tra le canzoni e i racconti, in una sorta di “two women show” dalle sonorità un pò rock, in cui
un’attrice e una musicista, dialogando tra di loro, trovano insieme l’unica possibile
risposta…se tante sono le strade, se difficile è trovare la via e ogni tanto ci si perde, c’è sempre la possibilità di andare…in un’altra direzione.

31 Gennaio- 3 Febbraio | Sala Teatro

DELLA VERGOGNA|di e con Giulia Vannozzi

Posso fare quello che voglio e domani giurare di non averlo fatto.
Posso essere erotica. Eccessiva. Sporca. Perché ognuno con il suo corpo fa quello che vuole. Ma se qualcuno mi vedesse mentre lo sono, rivendicherei la mia libertà o me ne pentirei? C’è un video di me, da qualche parte. Intimo. Come il video della storia che sto raccontando. Il video di una ragazza che era bella bella e ora non lo è più.

 

9-10 Febbraio | Sala Teatro

UN PALLIDO PUNTINO AZZURRO|Produzione Teatro dei Limoni |di e con Roberto Galano

“H3+ è lo ione triatomico di idrogeno, ed è l’elemento chimico alla base dell’Universo.
Tutto nasce da questa molecola: le stelle, le galassie, l’acqua. La vita.
Esplorare l’Universo, quindi, significa esplorare una parte di se stessi.
Nel suo viaggio spaziale verso Giove e Saturno, il Maggiore Franchino Accatagliato scopre così il proprio mondo: un pianeta che, in effetti, aveva sempre s-conosciuto”

 

14-24 Febbraio | Sala Specchi

BIBBIIDI BOBBIDI BOU|di e con con Chiara Capitani, regia Alessandro D’Ambrosi

Una donna, una camera d’albergo, un vestito da sposa appeso ad un armadio. Qualche ora per riflettere su una scelta. Restare o andare. Tra sogno e realtà, delirio e
lucidità, risate e occhi lucidi, Ella, elabora una sua teoria sulle regole imposte dalla società e sul valore che l’essere umano ha nel mondo.

 

14-17 Febbraio | Sala Teatro

RADIO GHETTO| di Radio Ghetto, con Francesca Farcomeni

«Questo ghetto non esiste, ma tutte queste storie sono esistite nel tempo e nello spazio dei ghetti d’Italia. Interventi, testimonianze, dialoghi, musiche e pensieri sono il frutto delle varie programmazioni e improvvisazioni di Radio Ghetto. Questi documenti non sono stati prodotti per questo spettacolo, ma al contrario questo spettacolo nasce dall’esigenza di condividere l’archivio della radio».
Capitalismo, migrazioni, sfruttamento. Ma cos’è, in fondo, un ghetto? Esiste davvero? Chi ci vive? Cosa sognano i suoi abitanti, cosa vedono, che musica ascoltano, cosa mangiano,
cosa significa e perché vivere in una baracca in mezzo alle campagne nell’Italia del 2018?

 

28 Febbraio – 3 Marzo | Sala Teatro

BERNARDA | di Produzioni Nostrane, con Isabella Carle, Krzysztof Bulzacki Bogucki, Mariagrazia Torbidoni, Flavia Germana De Lipsis e Giovan Bartolo Botta

Bernarda Alba ha un problema. Ha molti problemi. È solo un problema. Le sue figlie sono un problema. Assettate di vita. Vita vissuta. Pretendono il motorino, il piercing, il tatuaggio, la libera uscita senza coprifuoco, il superalcolico, l’esperienza psichedelica e la giusta dose di sentimentalismo compulsivo. I compiti li scopiazzano, l’andamento scolastico è pessimo, ingollano junk food, non fanno attività fisica, disprezzano le generazioni precedenti, non credono in Dio, non credono nel caso, non credono e basta. L’assistente sociale alza bandiera bianca, il terapeuta si suicida, il confessore si inginocchia sui ceci. Tutto pur di non aver a che fare con loro. La loro storia non interessa a nessuno. Piace giusto a noi attori che dobbiamo lavorare per mangiare. E ci tocca farci carico dei problemi dei personaggi come se non ne avessimo già abbastanza noi come persone.

7-10 Marzo | Sala Teatro

GIORGIO | di Garofoli/Nexus, regia Laura Garofoli con Giuseppe Gatti

Lo spettacolo racconta il rapporto dell’autore con suo padre fra if 1984 e il 2008. A partire da un testo inedito Giorgio si serve di un linguaggio ibrido fatto di teatro di parola, performance e installazione per raccontare l’iniziazione alla vita adulta e l’ingresso della societò italiana nel nuovo millennio. Questa narrazione “epica” si sviluppa attraverso diversi quadri tematici, ognuno dei quali mette in scena conflitti personali e collettivi: f’iniziazione al cinema e ai video game della generazione anni ottanta, i mutamenti avvenuti a Terni, cittò natale dell’autore, fa passione per if volo e la montagna del padre, fino allo scontro con la malattia e la morte. Il testo indaga con tono brillante if ruolo della funzione paterna, ricostruendo avvenimenti passati, interrogando archivi privati e ipotizzando trame controfattuali e di finzione.

 

14-31 Marzo | Sala Teatro

I MILLE PEZZI| di Marco Andreoli, con Gabriele Linari, Alessandro Porcu

Massimo Cantera aveva una vita serena, un lavoro, un futuro da progettare. Solo che un
giorno sua moglie l’ha lasciato. Per sempre. E quello stesso giorno lui è esploso, è
scoppiato, s’è frantumato in mille pezzi, come fosse un vaso caduto a terra. Così adesso,
nella casa di Cantera, ci vivono tutte e mille le sue parti: “Provi lei a dividere 80 metri
quadri per quasi mille individui! Non sappiamo più dove metterci…”

 

4-7 Aprile | Sala Teatro

GIACOMINA|scritto e diretto da Salvatore Cannova, con Eletta Del Castillo, Marica Matromarino

È la storia di Giacomina, della sua depressione e della sua amica Cettina, che
negli anni ha fatto di tutto per aiutarla.
Dai primi amori, alle crisi non comprese; dai giochi adolescenziali, alle balere
carnevalesche; dalla mancanza del marito, alla scelta estrema di farla finita. Un
dialogo che ripercorre un’amicizia lunga una vita, fatta di memoria, sogni,
pianti, sacrifici.

Sorridente, truccata e sempre con un vestito diverso: così ricordo mia nonna
Giacoma. Una donna dall’aspetto sempre curato capace di nascondere, ai molti,
il suo profondo malessere: il “mal di vivere”, come avrebbe detto Montale.
L’origine della sua depressione fu sempre un mistero, come la ragione per cui
decise di farla finita; sono tante, quindi, le ipotesi rimaste senza certezze.
Giorni come quello in cui si tolse la vita, lanciandosi nel vuoto dal balcone di
casa, rimangono indelebili nella memoria e ricordano la natura imprevedibile
degli eventi che, come fulmini a ciel sereno, stravolgono il nostro vivere.
In questo lavoro viene raccontata la storia di un’amicizia circondata dalla nera,
non compresa e spesso latente “malattia del secolo”, come oggi viene definita la
depressione. Una riflessione che non condanna né giudica la malattia o le scelte
estreme a lei connesse, bensì ne riporta i fatti soffermandosi su chi sta intorno:
su chi le inventa tutte pur di far allontanare i cattivi pensieri. Una riflessione
che vuole sensibilizzare su una condizione che oggi, senza limiti di età, segna
molte vite. Una riflessione sull’uomo, sulla vita e sul loro rapporto
semplicemente complesso.

 

11-14 Aprile | Sala Teatro

I MIEI SOLDI|di Adriano Saleri, con Mario Migliucci, Licia Amendola, Stefano Fregni, Laura Rovetti

Questa è la storia di uno sceneggiatore, un po’ ingenuo, al quale un produttore molto meno ingenuo dovrebbe un assegno di diecimila euro. Passano le settimane e i mesi, e ogni scusa sarà buona per non onorare il debito. Ogni deviazione dal dovere di pagare il giovane scrittore sarà gestita dal produttore e dalla sua segretaria con un aplomb che va di pari passo solo con la passività del suo creditore. Si tratta di una storia grottesca e insieme molto realistica che è una metafora della fragilità dell’arte nell’epoca della crisi.
La tragicomica lotta quotidiana di un lavoratore dello spettacolo, perennemente in bilico tra slancio creativo, orgoglio professionale e debolezza di fronte alla burocrazia e al potere. Ma questa storia non parla solo di soldi e follie burocratiche bancarie.
Parla anche del rapporto tra arte e denaro e tra cinema e denaro ai nostri giorni. E’ un atto d’amore verso il cinema e la scrittura ed è una riflessione condivisa insieme al pubblico su come scrivere storie.

11-14 Aprile | Sala Specchi

NARCISO | Alessia Giovanna Matrisciano, con Emanuela Cappello, Giacomo De Rose, Ilaria Giorgi, Elisabetta Girodo Angelin, Jacopo Neri

Narciso è un’indagine sull’amore frustrato, l’amore impossibile, l’amore mitizzato – non poteva che essere tratto da un mito, anche se il mito stesso ne esce stravolto. Narciso non è presente, non parla, è già trasformato in fiore e tutto è già successo, il corpo che egli ha negato a tutti coloro che sono stati presi dal suo fascino già non è più vivo. Non chiamiamolo quindi dramma, ma postdramma. Cinque personaggi quasi completamente monologanti raccontano il loro legame con Narciso: Tiresia (reincarnato in Salvador Dalì, che è anche insegnante e preside di un’immaginaria scuola superiore), la madre di Narciso, Aminia, Eco, una prostituta. Tutte vittime grottesche e sofferenti ma – e qui si aprono le domande – questo Narciso che ha portato molti sull’orlo della pazzia è davvero una figura demoniaca? O non è piuttosto egli stesso vittima del loro sguardo? Faremo scontrare, faremo dialogare visioni diverse dell’amore a partire da Narciso, che è la sua negazione, nonché il vaso di Pandora in cui tutti gli altri seppelliscono a forza i loro desideri.

 

25-28 Aprile | Sala Specchi

EDIPO CRONACA| di Produzioni Nostrane, con Giovan Bartolo Botta

Edipo Cronaca è una rivisitazione moderna del dramma di Edipo. Mescola venature comiche e tragiche. Lo spettacolo è retto unicamente dall’interazione degli attori, non esiste testo, ma ascolto, situazione, e improvvisazione. Ergo lo spettacolo è diverso di sera in sera.

 

25-28 Aprile | Sala Teatro

MONDO GAGIO|di Anomalia Teatro, con Debora Benincasa, Amedeo Anfuso, Matteo Gottardello, Alberto Ierardi, Giorgio Vierda

In un piccola cittadina di periferia viene istituito un campo nomadi. La reazione di protesta della popolazione è immediata: un presidio permanente di fronte al campo per convincere le autorità a spostare i rom da qualche altra parte, qualunque purché lontana. Tra i presidianti si parla di legalità e difesa del proprio territorio, mai di razzismo in modo esplicito. Per quanto il presidio manifesti una certa violenza
(cori ed episodi al limite dell’attacco fisico) al suo interno il clima sembra molto disteso e pacifico, anzi, per i cittadini diventa un luogo di ritrovo e di incontro, dove crescere insieme agli altri. L’accanimento contro il campo nomadi permette la creazione di una
piccola comunità solidale.

MAGGIO 2019 | I giorni della comune

(spettacoli in definizione)

SPETTACOLI CON DATE DA DEFINIRE

AMORE | di Matteo Gatta, con Matteo Principi, Viola Marietti, Livia Rossi

LEI e LUI, due individui dal carattere opposto, non riescono a fare a meno di ridefinire
continuamente i connotati della propria relazione per far sì che il loro amore possa essere lo specchio fedele dell’identità che a fatica si stanno costruendo. Non sono disposti ad abbandonare le proprie sicurezze e per questo si rifugiano nelle definizioni inoffensive –perché non mettono in discussione ciò che loro sanno di se stessi– che emergono nel rapporto pacificante con famiglia, amici, amanti di passaggio con cui non c’è niente da condividere.

LA SPOSA PRIGIONIERA| di Gianni Spezzano, con Emilia Francesconi, Francesco Porro, Armando De Giulio, Nunzia Pace, Lisa Imperatore, Raffaella Nocerino,
Cristel Checca.

Isabella ha sposato Fabio 6 anni fa. Dopo appena un anno di matrimonio, Fabio viene arrestato e la pena da scontare è di 5 anni. In quei 5 anni i due vivono divisi, Fabio non permette a sua moglie di recarsi ai colloqui, non vuole che lo veda in quel modo, non gli piace che lei possa guardarlo con occhi diversi, come un criminale in gabbia, un poco di buono, animo sporco e senza dignità. Isabella resta ad aspettarlo nella sua bellissima casa, dalla quale però non esce mai. Isabella non è del posto, si è trasferita nella stessa città di Fabio per amore. Non conosce nessuno. E’ sola. Sola nel sistema.

CADUTI SOPRA AL FIENO|di Giuseppe Maria Martino, con Francesca Somma

Autunno romano. Valeria è scappata di casa perché ha un segreto che non riesce a
svelare ai suoi genitori. Non si è ancora fatta sera e non sapendo dove andare ha deciso
di vagare per la città. Ha provato a parlare con Fabio, il fidanzato, ma poi hanno litigato
prima che lei potesse confessare. Ora è alla fermata del 3, attende ma non sai il perché.
Deve dirlo a sua madre e comincia a registrare messaggi vocali che poi non invia. Al
quinto tentativo le sembra di aver trovato il modo giusto di dire a sua madre che non
tornerà. Poi si riascolta, due volte.

 

 

 

PAURA E DELIRIO | 11-14 Ottobre |Sala Teatro

PAURA E DELIRIO
di e con Alessia Berardi e Ferdinando Vaselliprod. 20 Chiavi Teatro

paura e delirio1
musiche Sebastiano Forte
aiuto regia Marianna Arbia
foto Valeria Luongo
comunicazione Paolo Turla

Note di regia

Le nostre storie nascono dalla realtà

Un lavoro di anni fatto di interviste nei i quartieri della capitale, nel tentativo impervio di raccontare un’identità in trasformazione. Più ci si avvicina più si diventa ciechi direbbe qualcuno. insomma qua la situazione si complica. Ma c’era nella nostra ricerca una linea comune, nelle interviste usciva spesso fuori un senso di smarrimento, una nostalgia di un passato spesso inventato, idealizzato, vagheggiato, in contrapposizione ad un presente dove domina la preoccupazione, la paura, l’impotenza, la difficoltà delle relazioni ed un futuro quasi apocalittico così il nostro lavoro comincia a prendere forma. Al solito passa tramite un‘immagine, anzi una serie di immagini. Cominciamo a scrivere, a scrivere e ad improvvisare.

Cominciamo a guardarli dallo spioncino della serranda i nostri personaggi sono fotografie, istantanee sono un fratello ed una sorella ed una strana piccola magica creatura è tempo di paura questo. è tempo di deliri

il nostro lavoro assume i toni di una commedia acida e sporca, una storia semplice e violenta, divertente e truce, con un linguaggio a volte arcaico a volte sincopato, a volte secco a volte barocco un dialetto distorto i nostri fratelli annaspano in una realtà che si fa pulviscolo e che genera insicurezza, paura, solitudini, follie si ride di personaggi, di situazioni che in alcuni casi ci sembrano mostruosi ma umanamente comprensibili, e se a volte possono sembrare aberranti entrano nelle nostre coscienze come familiari perché in fondo parlano di noi.

Teatro Studio Uno – Via Carlo della Rocca, 6

349 4356219 – 329 8027943 | info.teatrostudiounogmail.com

Prenotazioni: https://bit.ly/1mljBde

TUTTI SUL PALCO LAB|laboratorio bimbi 5-10 anni|lunedi 1 ottobre|ore 17|prova gratuita

loc bimbi

L’importanza che la disciplina teatrale riveste è ben nota e risiede nel fatto di essere una disciplina completa: attraverso il gioco, lingua primaria del bambino, vengono sollecitati ed attivati contemporaneamente tutti i canali di comunicazione di cui egli dispone, e cioè il linguaggio, la gestualità e la componente emotiva: ciò la rende una disciplina perfettamente adeguata a qualsiasi individuo fin dalla più tenera età.

La finalità del laboratorio teatrale che si propone è quella di sollecitare la fantasia dell’allievo, sviluppare le sue capacità espressive, fargli scoprire nuovi canali di comunicazione, fargli acquistare sicurezza nei movimenti e nel rapporto con gli altri coinvolgendo aspetti riguardanti la sfera affettiva e sociale, all’interno di un lavoro che richiede di volta in volta un impegno individuale ma anche collettivo: una volta “attore” ed una volta “pubblico”, l’allievo è chiamato a mettersi in gioco, a sperimentarsi, a dare prova di sé e delle sue capacità, senza timidezze o inibizioni.

DAL 1 ottobre, tutti i Lunedì alle ore 17

costo mensile 25€ | iscrizione gratuita

PRIMA LEZIONE GRATUITA

info e prenotazioni 349 4356219 – 329 8027943

BERARDI/VASELLI LAB|Miracolo a Torpigna|Martedì 2 Ottobre| ore 20:30|Prova gratuita

BERARDI/VASELLI LAB|Miracolo a Torpigna|

Martedì 2 Ottobre| ore 20:30|Prova gratuita

Miracolo a torpigna.jpg

 

Miracolo a Torpigna . Miracolo!

Cerchiamo di trovarne le tracce scovarne gli anfratti, come degli antropologi in mezzo alla merda Miracolo! Basta stupirsi . Come ogni volta che ci guardiamo dopo aver messo in scena un laboratorio teatrale. Ci guardiamo meravigliati, come se fosse successo un miracolo Ci guardiamo meravigliati come quando ascoltiamo le persone che intervistiamo, come quando assistiamo alle improvvisazioni degli attori, alle storie che scriviamo che ci vengono fuori così, a volte  come un miracolo

Lasciarsi stupire, guardare, senza paraocchi, senza ideologie, alla ricerca del Sacro, di quello che ci fa elevare, che ci rende belli, commoventi, sorprendenti Come Torpignattara. Una terra miracolosa fatta di Santi Santoni e Madonne, una Varanasi de Noantri, una Mecca cacio e pepe, una Terra promessa fatta di miracoli e miracolati. Torpigna. Il nostro luogo dell’anima.

Martedi 2 Ottobre ore 20:30

INFO: 349 4356219 – 329 8027943

STUDIOUNO LAB| Elogio della semplicità|Lunedì 1 Ottobre| Ore 20:30|Prova gratuita

studiounolab

STUDIOUNO Lab

Dal 1 Ottobre Ore 20:30

Primo Incontro Gratuito

Ogni Lunedi dalle 20:30 alle 23

Laboratorio di Teatro Artigianale per scoprire la bellezza del teatro nella sua semplicità, lavoreremo sulle tecniche di base del Teatro, attraverso esercizi, improvvisazioni, studio sui testi dei più grandi drammaturghi della storia del Teatro, per scoprire un Teatro Nostro, che parli alle persone, che ci insegni a riscoprire le nostre peculiarità, i nostri picchi espressivi, per riconoscere le nostre forze e fragilità, per portare alla luce la bellezza nascosta in fondo alle sovrastrutture che imbrigliano la nostra vera natura, per riscoprire un Noi stessi unico, vivo, semplice.

Vi aspettiamo dal 1 Ottobre alle ore 20:30.

PRIMA LEZIONE GRATUITA

Costo 40€ |Iscrizione gratuita

INFO: 349 4356219| 329 8027943