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PAURA E DELIRIO A TORPIGNA |laboratorio teatrale di narrazioni oblique|Martedì 26 Settembre ore 20:30|

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MARTEDI 26 Settembre e  3 Ottobre ore 20:30 ( PROVE GRATUITE)

PAURA E DELIRIO A TORPIGNA

LABORATORIO TEATRALE DI NARRAZIONI OBLIQUE SUL QUARTIERE PIU SEXY DELLA CITTA’

Capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando.”

PHILIP ROTH

PAURA E DELIRIO ci pone su una prospettiva deforme. Il laboratorio teatrale non è solo una narrazione del quartiere attraverso interviste, incontri, scritture per la messa in scena di uno spettacolo, ma è un luogo di sperimentazione di possibilità che nascono dal racconto del reale, si nutre di esso per deformarla, per renderla visibile con uno sguardo nuovo

ma come nasce il nostro lavoro?

LE STORIE Da una parte c’è un desiderio. Raccontare storie. Un desiderio vecchio come e piu del teatro. Storia ascoltate, vissute, storie reali. Ma spesso quando andiamo a raccontarle veniamo superati dalla realtà. Non c’è niente da fare la realtà ci fotte.. Possiamo affrontarla solamente se andiamo a fondo. Senza pregiudizi. Shakespeare prendeva spesso delle storiacce di nera e le rendeva eterne. Proviamo a tracciare quella strada, proviamo a lavorare sull’umano

Se decidiamo di usare il teatro, o l’arte in genere, possiamo farlo solo creando una lingua. l’unico modo è sbagliare, sporcare, fare cazzate. Trasformare il reale come atto poetico, la vera possibilità del teatro e dell’arte in genere di incidere sulla realtà che ci circonda. Qua ce lo possiamo permettere, qua sta il nostro raggio di azione

LE INTERVISTE Quando una persona ti parla bisogna stare attenti a quello che veramente ti dice, a quello che c’è nascosto tra le parole. Il silenzio ed il rispetto della persona che hai davanti in quanto essere umano sono il presupposto della fiducia e quindi di una possibilità di relazione.

Nell’ottica del lavoro teatrale cerchiamo la parte nascosta, la ferita della persona che hai davanti. Coglierla ed elaborarla vuol dire rispecchiare qualcosa che la persona ha dentro ma che non sa vedere. Attraverso le interviste cercheremo di trovare un linguaggio che trasformi la realtà in qualcosa di più alto, più tragico, più comico, più poetico, più reale del reale .Trasformare tutto questo in drammaturgia ed in atto scenico significa cercare e restituire una verità che possa avvicinare il teatro alle persone e le persone al teatro

TORPIGNATTARA è un quartiere sexy per chi cerca storie da raccontare, il conflitto si respira agli angoli delle strade, come l’odore di kebab e cardamomo. Attrae e respinge. Questo può essere un vantaggio ma anche un trappola da evitare accuratamente. Ci interessa partire da ciò che ci sfugge, che sembra non essere così automatico, così evidente. Proveremo ad andare a fondo della questione. Ci faremo aiutare dalle interviste e dagli interventi scrittori, studiosi, giornalisti, da chi il quartiere lo conosce, lo vive. cercheremo la parte nascosta fuori dagli schematismi , dai pasolinismi di comodo, dalle visioni ideologiche, andremo a cercare la città invisibile, alla ricerca della meraviglia

 MARTEDI 26 Settembre e  3 Ottobre ore 20:30 ( PROVE GRATUITE)

Via Carlo della Rocca, 6

Info e prenotazioni 328 4004935 – 349 4356219

http://www.teatrostudiouno.com

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PILLOLE #29 Giugno

VIETATO PIANGERE

| di e con Gaia Magni | regia Clara Mori| musiche originali Filippo Borghi

Pu-pum. E’ un attimo. Una madre perde il suo bambino in un incidente stradale. Da quel momento i ricordi diventano una prigione, il senso di ingiustizia per la pena data all’assassino divora la mente, le notti passano insonni, i tentativi di entrare in contatto col figlio sono vani, la televisione lucra sulla sua tragedia e il telefono squilla continuamente. Mr Scoreggia è l’unico che ascolta senza giudicare. I giorni passano lenti e uguali, finché una telefonata inaspettata riaccende in lei il sorriso e le ricorda che esistono ancora dei motivi per vivere. Anche il suo bambino, apparso in sogno, la incoraggia: “Vietato piangere, mamma”. Per riprendere in mano la sua vita, però, ha bisogno di giustizia.


TOCOFOBIA

| di Tommaso Arati Di Maida e Pietro Marone | con Gabriele Ciccorelli, Lucia Lanzolla, Federica Valloni, Filippo Velardi

Ci troviamo in casa di Carmelo e Carla, una giovane coppia impossibilitata ad avere dei figli a causa della sterilità di lei. Proprio Carla, con l’aiuto di Fausto ed Elisa, amici stretti della coppia, decide di organizzare una cena per confessare la propria sterilità nascosta fino a quel momento al marito. La cena diviene quindi un pretesto per incominciare a discutere su temi non casuali (aborto, inseminazione artificiale, adozione), con lo scopo di rivelare a Carmelo la sterilità di sua moglie nella speranza di convincerlo ad adottare. Durante la serata, intervallata da momenti leggeri ed ironici, sarà invece Carmelo a sorprendere tutti con una sconvolgente rivelazione.


CUORI DI PIETRA, CUORI DI CARNE

| di Martina Procacci | con Eleonora Bruno, Grazia Imbastaro, Alessandro Gorgoni | regia Antonio Veneziano e Martina Procacci.

In una società ricca di eccessi, di falsi credi e di opinioni mendaci, dove l’identità dell’individuo non lascia spazio a nient’altro che al suo egocentrismo, al potere di se ed alla prevaricazione sull’altro, una famiglia “normale” costituita da un uomo ed una donna, dopo la scoperta di una gravidanza “voluta”, si trova inevitabilmente a considerare la questione dell’aborto. Nasce quindi una disputa “assurda” tra la donna, influenzata da un bene superiore ed amorevole che chiama Dio ed il marito che plagiato dai mass media considera la nascita del nuovo erede solo un peso. In questa lotta soprannaturale partecipano due personaggi molto importanti, da una parte la presenza della Mater che supporta, rincuora, fortifica e dà speranza alla donna e dall’altra parte prende vita un televisore che ipnotizza e convince chi non ha la forza di reagire. Il televisore sarà colui che metterà dinanzi alla verità condivisa ed universale l’uomo e che lo porterà a non accettare il figlio al tal punto dal dover commettere un infanticidio. Dio e società fanno quindi a gara per accaparrarsi il destino della famiglia. Chi vincerà?


QUESTIONE DI CENTESIMI

| Massa a Fuoco | di e con Pasquale Faraco | regia Paolo Schena

Un operaio della FIAT di Pomigliano su uno sgabello nel suo turno di lavoro: da destra a sinistra e da sinistra a destra, preciso, misurato, contingentato; e intanto racconta, rievoca, convoca – anche con una certa dose di “arraggiata” ironia partenopea: il compagno di lavoro che ancora lotta, la moglie preoccupata per la crisi, la buonanima del padre anch’egli operaio, il caporeparto settentrionale, la compagna di lavoro che si è tolta la vita, la fabbrica che a poco a poco chiude. Ormai non più padrone del suo tempo (ma chi lo è davvero, oggi?): spesso in cassa integrazione o sottoposto a ritmi massacranti, sembra prigioniero consenziente di un fabbrica ormai deserta, facendo così emergere una contraddizione che tutti ci riguarda in questa epoca neoliberista. Finché il ricordo di un’estate al mare, al Villaggio Coppola, con suo padre…


UN CAPITANO

| di Amr Abuorezk |con Ivano Russo | regia Eleonora Gusmano

Nell’estate del 2006, durante i mondiali di calcio, Amr A., 21 anni, decide di tentare la traversata per mare dalla Libia all’Italia. Amr è un pescatore, conosce il mare fin da bambino. In Egitto guadagna poco e potrebbe solo pescare per tutta la vita, ma il suo spirito brillante e la sua voglia di scoprire il mondo lo spingono a cercare uno strappo nella rete della quotidianità. Il viaggio inizia e immediatamente Amr si rende conto che gli scafisti non sono adeguati a guidare la barca. Gli incidenti si sommano, la tensione cresce e il tempo è poco. Amr capisce che deve fare una scelta:l asciarsi andare come gli altri nelle mani di tre incapaci, o mettersi lui stesso alla guida della barca. Lui, che è sempre stato quello che gli ordini li prendeva. Lui, che è sempre stato secondo e mai capitano. Così respira, e sceglie di prendersi la responsabilità di 144 uomini, che da massa di sconosciuti diventano la sua ciurma.


IL FIORE E L’ACQUA

| Circomare Teatro | di e con Alessandra Cappuccini

In un tempo perso nella memoria, dal mare nasce una bambina che è sia bianca che nera. Cresce con una balia nera che le insegna rituali antichi . la bambina, diventata donna, sarà costretta a scappare dalla guerra, e in questa corsa troverà la sua vera identità e il significato di un mondo che non trova pace.

PILLOLE #30 Giugno


AMORE DI DONNA

| di e con Jessica Granato

Maria è una bimba senza sogni, nata a Milano il 29 agosto del 1935. È questo l’inizio di tutto, l’inizio di Maria e del suo amore di donna. -“Maria vieni su, dai! – Ma te ve no che i piè camminen no?!”- Dal Buio della sala una voce registrata pronuncia queste parole, è l’eco di un ricordo della sua prima gioia, Piero il suo fratello più piccolo che l’amava tanto. Ma scoppia la guerra e la famiglia intera è costretta a lasciare Milano e rifugiarsi a Saltrio vivendo all’interno del teatro del paese, la sala della musica la chiamavano. La vita di campagna le permetterà di vivere giornate scandite da latte di capra, caramelle di zucchero, qualche amichetta di scuola e una mamma che non le farà mancare mai nulla. Passa la guerra, e Maria non l’ha vissuta nella tragedia e nella sofferenza anzi, ma adesso è il momento di tornare a Milano e qui riprendere la vita di prima non è troppo facile. Si è fatta grande e ora non fa altro che aiutare la mamma in casa: Maria cuce e pulisce, esce di casa solo con la mamma per fare la spesa o con i fratelli più grandi. Le è proibito avere qualsiasi tipo di relazione con l’altro sesso. È chiusa in casa e come un uccello in gabbia canta, canta tutto il giorno. Fortunatamente ha un amico che le fa compagnia di nome Ciccio, è un cocorito giallo che l’aiuta a passare le giornate. Maria è bella, acqua e sapone, senza mai un filo di trucco. È timida e taciturna, senza pretese nei confronti della vita, in questo momento della sua vita fa quello che le viene detto di fare. Vive nel suo mondo incantato dove solo l’amore è protagonista, lo stesso amore che condannerà il suo dolore: Nunzio. L’unico uomo che lei abbia mai avuto senza sapere il perché. Maria partirà per un altro viaggio, l’ultimo della sua vita, quello per la Calabria, in cui è costretta a sposarsi e il suo sogno dell’amore corrisposto svanisce dopo poco tempo. Avrà cinque gravidanze senza sapere nemmeno come si fa, “Maria si sente vergine anche quando allatta”, e da qui in poi la sua vita si colora di una richiesta d’amore continua che da mamma e da nonna ha ricevuto ma di donna no.


TEMPO MACCHINA

| di Giuliano Tomassacci | con Anna German, Claudio Losavio, Paolo Parnasi, Fabio Gagliardi, Jessica Piccolo Valerani, Ilaria Serantoni| regia Giuliano Tomassacci| scenografia Cristiana Fasano | costumi Susanna Buffa| make up Giulia Stronati| musiche Stefano G. Falcone

Tarnee, una donna sulla cinquantina, effettua un viaggio transcontinentale su insistita richiesta di un giovane e sconosciuto analista, il Dottor Midle. Sebbene ancora diffidente e incapace di comprendere completamente la situazione e i suoi pregressi, dopo una prova inconfutabile prodotta dal dottore Tarnee accetta di sottoporsi ad una serie di sedute di ipnosi per rievocare alcune delle sue vite, passate e future. Un itinerario ancestrale e trasversale sulle ali della sua anima al fine di raggiungere un traguardo che coincide con una partenza: l’anima di un uomo che lei ha amato in una vita passata ha ingaggiato il Dottor Midle per chiedergli di aiutarlo a comprendere cosa non funzionò nella loro relazione sentimentale e a svelare quale ostacolo tutt’ora, vita dopo vita, secolo dopo secolo, impedisce ai due spiriti di liberarsi dalle loro esistenze carnali e di fondersi.


ERA MEGLIO SE FACEVO L’ATTORE

| Virgolatreperiodico | di e con Andrea Onori

L’intenzione è quella di affidarsi alla struttura – allo scheletro – della troppo, troppo solida opera come punto di appoggio per puntare gli occhi altrove. Spostare lo sguardo dalla nebbia che abbiamo davanti e intorno e farlo sedere sul palcoscenico. Sopra vi sono Andrea, attore, e Amleto, aspirante tale. I due si studiano, ma non si riconoscono.  Sanno di avere un problema, forse anche più di uno. Non sanno da dove iniziare e erciò non lo fanno. Aspettano. Il fatto è che la Danimarca oggi non è il luogo ideale per fare progetti. Non tanto per la guerra, ma perché nessuno sembra prendere le cose sul serio. I servi e i padroni non combattono più, anzi vanno a banchetto insieme e si scambiano risate in televisione. Ai meritevoli è detto di farsi da parte, mentre gli assassini e i bugiardi siedono sullo scanno più alto. E chi a fatica riesce a conquistarsi il suo guscio d’uovo lo fa a scapito e danno dell’altro, e passa il tempo a volersi difendere, guardando chiunque si avvicini con sospetto e terrore. Solo a Teatro le cose sembrano andare bene. Per questo tutti vogliono fare gli attori.


NAVICELLA

| di Pier Lorenzo Pisano | con Gianvincenzo Pugliese

Un alieno si affaccia su un pianeta sconosciuto: il nostro.
Cosa vedono occhi nuovi?
E quanto a lungo possono restare immacolati, immersi fino alla gola nel nostro mondo?

MARYSOL Y CIELO

| di Piera Saladino|con Piera Saladino, Emanuela Bitondo, Dario Di Pietro

Marysol y Cielo,è la storia di una donna vivace e malinconica al tempo stesso, che decide di trasferirsi in Spagna grazie all’incontro con un uomo di Madrid. Marysol Y Cielo de NavalLicanteVoltudo, (pluricognome acquisito), è peròancheAssunta Maria Concetta Capuano o Assunta ‘a ballerina: unaragazza napoletana che accantona, dopo una lunga battaglia interiore, i sogni e gli ideali. E’ uno spettacolo che da voce a un personaggio legato alla sua terra, che ne conserva i tratti, le caratteristiche e che prova ad assumere forme diverse, ma la sua sostanza non cambia. I risvolti sociali e psicologici che accompagnano i cambiamenti nella vita della protagonista sono il nodo centrale del testo.


L’UNICA COSA POSSIBILE

| di Iris Basilicata, Eleonora Gusmano | con Iris Basilicata, Eleonora Gusmano | regia Francesco Prudente, Giulia Aleandri

Nella famosa favola di Esopo della cicala e della formica ci viene insegnato che chi nulla fa nulla ottiene e chi compie determinate azioni viene poi ripagato nel giusto modo. Ma quale? Cosa avviene quando l’unica cosa possibile da fare in una situazione di pericolo è un omicidio? Questa la domanda attorno alla quale si intrecciano le vicende dei tre protagonisti di L’unica cosa possibile. Anna e Barbara vivono la loro morbosa relazione tra arte, cibo, pittura, dipendenze, scrittura, l’amore incondizionato per Julian e citazioni artistiche di Giacomo Puccini. Il perfetto quadro di una vita bohémienne che si tingerà sempre più di rosso vede coinvolte due attrici e tre personaggi, cinque entità in tutto in cui lo spettatore può riconoscersi o meno. Pezzi di vita quotidiana, elementi preziosi per la ricostruzione della vicenda sanguinosa, vengono ricostruiti in scene alternate da bui in cui il prima e il dopo vengono fusi in un tempo indefinito. Lo spettacolo si sviluppa in un flusso di coscienza confuso e disperato che ci confessa lucide e complicate verità. Gli incontri, le vicende, attimi di vita quotidiana di Anna, Barbara e Julian si susseguono in uno schema a flusso. I ruoli sono volutamente lasciati indefiniti, i protagonisti perdono la loro identità perdendosi continuamente l’uno nella personalità dell’altro: sono uno, sono tre, sono cinque, per poi tornare a non essere nessuno.

INGRESSO 5€
INFO 349 4356219 – 329 8027943
www.teatrostudiouno.com
info@teatrostudiouno@gmail.com

PILLOLE #1 Luglio

CANTO DELLA ROSA BIANCA

| Indole Teatro | di Maurizio Donadoni | con Gianluca Ariemma, Antonio Bandiera, Nicasio Catanese, Federica Cavallaro, Eleonora De Luca, Maddalena Serratore, Claudia Zàppia

Questa storia narra la nascita di Adolf Hitler fino alla sua ascesa a
Fuhrer svelando curiosità e aneddoti. Lo spettacolo si basa sull’utilizzo di documenti e attraverso il racconto brechtiano si trasforma in un racconto quasi favolistico sull’origine del male. La vicenda si snoda nella Germania degli anni trenta fornendo uno spaccato degli effetti del regime nazionalsocialista sul popolo per approdare alla nascita della Weisse Rose, la Rosa Bianca, il primo movimento studentesco cristiano universitario a Monaco. Non è un finale patetico ma una forte testimonianza di partecipazione civile e politica. Canto della Rosa Bianca è un ode non celebrativa a una delle esperienze più significative di resistenza al nazismo.


WAITING FOR MACBETH |

di e con Maria Grazia Torbidoni

Waiting for Macbèth è uno studio sulla figura di Lady Macbeth. Il suo rapporto con la icenda, il suo punto di vista. Un punto di vista che mette in luce l’ambizione che la contraddistingue, ma soprattutto ciò che dietro quell’ambizione si nasconde, ciò che ne è il motore. La fragilità celata dietro la fredda calcolatrice lucidità, l’insoddisfazione dietro l’amore per il compagno, i capricci infantili dietro l’ambizione, il desiderio di maternità dietro la sete di potere. E la macchia indelebile con cui tutto ha inizio, il peccato originale. Quella macchia che non è il senso di colpa per un omicidio, ma l’impossibilità di raggiungere la propria felicità e di mantenerla. Quella macchia è il fallimento dei desideri. È il perpetuo ricordo del fallimento.


YUKONSTYLE

| BiT Quartet | di Sarah Berthiaume|con Marianna Arbia, Gabriele Paupini, Benedetta Rustici| regia Gabriele Paupini| aiuto regia Francesca Zerilli

Nello spazio immenso e misterioso dello Yukon, regione a nord del Canada, sul confine con l’Alaska, si incontrano le vite solitarie di tre personaggi: Yuko, giapponese in esilio, Garin, meticcio autoctono della zona e Kate, ragazzina canadese che attraversa lo stato in un road trip senza meta vestita alla moda Harajuko. Tre personaggi sradicati, tre outsider che si ritrovano a condividere uno spazio e un tempo che li spingerà a stringere delle relazione gli uni con gli altri e ad appoggiarsi agli altri per superare le proprie paure e trovare una via d’uscita dall’ isolamento in cui si trovano.

RUKELIE |

di Peppe Millanta | con Antonio De Nitto

Il monologo narra la storia del pugile sinti Johann Trollmann, una delle vittime dimenticate del porajmos, il genocidio degli zingari durante la seconda guerra mondiale. Dopo essere stato campione di boxe in Germania, viene sterilizzato e mandato in un campo di sterminio, dove morirà dopo un ultimo incontro di pugilato per la vendetta di un Kapò, riuscendo però ad infondere coraggio e speranza agli altri detenuti sinti che erano con lui.


COSMO LIFE

| di e con Andrea Bonfanti, Irene Buosi, Nicola Piffer

L’evoluzione sulla terra sta procedendo lenta e inesorabile, dall’acqua già alcune specie di pesci si stanno avventurando sulle terre emerse. Qui Qfwfq vive con la sua famiglia, dispersa nei vari continenti, e se non fosse per lo zio Nba Nga i legami con l’acqua si sarebbero interrotti da ormai molto tempo. Lo zio è molto critico nei confronti delle nuove generazioni e non vuole saperne di lasciare l’acqua. Qfwfq si innamora di LLL, nata da uova sulla terra ferma e che non conosce il mondo acquatico. Un giorno Qfwfq porta LLL ad incontrare lo zio Nba Nga. Dopo un primo momento di imbarazzo, LLL rimane affascinata dallo zio, che non smette più di elogiare la vita sott’acqua e la sua integrità. Questo provoca in LLL una serie di interrogativi sul proprio status quo che la fa allontanare da Qfwfq. Dopo vari tentativi di riconquistare la fiducia di LLL, Qfwfq capisce che non c’è più nulla da fare:lo zio Nba Nga e LLL cominciano una relazione nello sconfinato mare,  mentre Qfwfq continua il suo cammino di vita ed evoluzione


IL GIOVANE RICCARDO

| Les Moustaches | di Alberto Fumagalli

“Il giovane Riccardo” è un progetto liberamente tratto dall’opera shakespeariana “Riccardo III” Riccardo, figlio deforme e poco amato dalla propria famiglia, attraverserà la sua giovinezza condannato dalla sua vera natura e dal rifiuto della società.

Scuola, amici, amori, sport, niente riuscirà ad accettare il primo genito della casata degli York. Storpio, timido e inadatto, Riccardo proverà amore, paure, gioie e desideri, come ogni giovane ragazzo. Il continuo e violento rifiuto muterà il carattere di Riccardo. Il suo silenzioso e pacato carisma, la sua mai riconosciuta intelligenza, si muteranno in muta violenza, studiata vendetta e insaziabile ambizione.


L’ULTIMA MADRE

| Nervitesi  | di e con Carla Rizzu

Lo spettacolo è un viaggio in una Sardegna antica ma non troppo, intrisa di tradizioni e  scaramanzie, popolata da comunità spesso solo al femminile. Fra queste, una donna apparentemente come le altre, veniva investita del grave compito di aiutare i moribondi al trapasso.

PILLOLE #2 Luglio

MACBETH PUPPETS SOLO

| Pescatori di Poesia | di e con Simone Fraschetti

Medioevo, Scozia. Al termine di una furiosa battaglia campale, Macbeth e Banquo, generali di Re Duncan, sconfiggono i capi degli eserciti di Irlanda e Norvegia. I due, sulla via del ritorno, incontrano una strega che predice loro il futuro: Macbeth sarà re di Scozia, mentre Banquo sarà capostipite di una stirpe di re.  Macbeth in una lettera ne informa la moglie. La stessa sera, Lady Macbeth escogita un piano per uccidere re Duncan e assicurare il trono di Scozia al marito. Dopo il regicidio Macbeth viene infatti proclamato re. Inizia il regno del terrore dell’usurpatore e di sua moglie. In una spirale di follia Macbeth fa uccidere tutti i suoi possibili nemici, e mentre questi si manifestano all’assassino in forma di incubi, la strega torna con le sue ambigue profezie. Tutto precipita verso l’unico finale possibile. Una domanda resta. Chi è stato il vero artefice della vicenda? Chi è burattinaio che ha mosso sin dall’inizio i fili del Fato?


CIAK!

| The Ghepards | di Francesco Colombo | con Riccardo Marotta, Jessica Granato | regia Riccardo Marotta

Dopo aver perso tutto, Ciak è costretto su una panchina a vivere di elemosine. Trascorre le sue giornate imprecando contro la società crudele, a cui addosso la colpa della sua condizione. La sua unica compagnia è Tommy, il suo fedele cane di pezza. Il rimpianto è attenuato grazie alla fantasia, che permette a Ciak di ornare la sua miseria di lussi e piaceri ormai lontani. Sarà poi l’incontro con la  prostituta, Priscilla,  a rendere più idilliaca la situazione di Ciak e Tommy. Priscilla è alla ricerca di approvazione, di una vita diversa, è alla ricerca di una storia con il “ vissero tutti  felici e contenti”. L’immaginazione di questi personaggi crea così il loro mondo di  verità. Lo stesso Tommy sarà veramente un cane di pezza? O la coscienza di Ciak?


HOTLINE

| Talia’s Machine | di Lady Babushka | con Marta Chiara Amabile, Rossella Fava, Serena Ferraiuolo, Viola Lucio, Zoe Pernici, Chiara Tomei

Marcella, neolaureata in attesa di una proposta di lavoro allettante, si imbatte in Hotline un callcenter erotico  dove le donne sono professioniste della simulazione per far godere chi attende dall’altro capo della cornetta. Scandisce il tempo la legge del profitto, riempie lo spazio una moltitudine di suoni, intorpidisce la volontà l’attesa di un lavoro qualificante,  di un amore ricambiato o di una vita più gratificante. Cercano tutte un’identità nella società imperante dell’alienazione consumistica, o forse solo un posto e allora  Hotline diventa il luogo dove urlare tra un gemito e un sospiro: ” Siamo in attesa , dateci un sogno!”


SUPERFICIE IN R4

| di Federica Gravaglia | con Irene Curto | regia Enrico Maria Carraro Moda

Superficie in R4 nasce con uno scopo chiaro e “impossibile”. Impossibile per i canoni ufficiali di quello che la collettività stabilisce essere possibile – o comprovato – o ufficialmente accettato, quindi normale. L’ impossibile, in questo spazio di ricerca performativa, si veste della necessità di unire più linguaggi artistici ( musica, poesia, performance e video ) invocando e creando un’identità collettiva e personale astratta, espansa. Superficie in R4 è un rito, un inno sonoro dove il ritmo della parola, dell’immagine e del video si uniscono in un armonia che chiama e pretende che l’invisibile si manifesti


OPERA

| di Agnese Petturiti| con Caterina Fiocchetti

Opera è un testo originale liberamente ispirato al saggio “Agnese”, scritto da Harold Garfinkel  nel 1967. Uno tra i primi studi sociologici sul passaggio di genere che, nonostante il tempo, continua a offrire interessanti spunti di riflessione grazie a un’analisi incredibilmente moderna. “Opera” è la storia di una persona imprigionata. Una donna che sta conquistando il suo diritto alla femminilità attraverso una struggente e ossessiva ricostruzione di sé. Nello spazio di un utero immaginario sono nascoste le bugie e le verità di una creatura che è arrivata a manipolare tutti, compresa se stessa, per entrare finalmente nella casella della normalità. “Opera” è una storia d’amore, una tragedia anatomica, un travaglio e poi una nascita. Una lotta folle, piena di umanissime contraddizioni, in cui la società interpreta il ruolo di madre e insieme mostro. Ma dentro il dolore c’è tutto il coraggio di ricongiungersi alla propria identità totale. Per essere felici.
RADIO NOSTALGIA
| di Claudia Balsamo | con Angela Rosa D’Auria, Antonio Torino

 Lei avanza e lui arretra, lui incalza,lei si  trattiene, lui desidera, lei non più e gli stessi ricordi che sono per lui fonte di vita, sono per lei occasione di remissione. Però si amano. Si amano come dimostra la parola “Amore”,pronunciata ormai con troppo  automatismo,parte della sintassi quotidiana. Si amano a tal punto da non guardarsi nemmeno più negli occhi quando lo dicono.Ma essere innamorati ,significa saper aspettare,imparare la pazienza sopra ogni cosa,accettare l’altro per quello che è senza però annullarsi per amore. Un viaggio nei ricordi  quello di Lucienne e Pierre,si,perché avvolte basta una vecchio radio e delle canzoni già ascoltate per tornare ad emozionarsi ,come bambini,come prima.Ricordi che ci hanno strappato una lacrima o un sorriso e proprio in quei ricordi ,ci si ritrova,riconoscendosi come necessità reciproca. Uno spettacolo che decide di far luce con una chiave comica  sui rapporti di coppia,sui problemi che spesso non siamo in grado di affrontare senza farne prima una tragedia ,uno spettacolo che ci fa capire che spesso litigare in amore può essere utile a levare un po’ di polvere accumulatasi e che in realtà “la persona perfetta” non esiste perché noi stessi siamo imperfetti e non si dovrebbe amare qualcuno  per quello che si vorrebbe ma per quello che è.


IL CAPPOTTO

| di e con Oriana Fiumicino | musiche di Roberto Pentassuglia
Il cappotto si ispira alla vera storia di Nicola Azoti segretario della Camera del Lavoro a Baucina, provincia di Palermo, impegnato attivamente per l’applicazione della riforma agraria voluta dall’allora ministro dell’agricoltura Fausto Gullo. Il 21 dicembre 1946, pochi giorni prima del Natale, Nicola Azoti viene assassinato da due mafiosi mentre torna a casa. Il sindacalista morirà il 23 dicembre, avrà dunque due giorni per raccontare alla moglie e alle forze dell’ordine chi gli ha sparato cinque colpi alle spalle. I responsabili dell’omicidio non vengono arrestati subito, avranno infatti tutto il tempo di costruirsi un alibi che gli permetterà di essere assolti al processo. A raccontarci gli ultimi istanti di vita di Nicola è la figlia Antonina, di quattro anni, che da poche ore ha scoperto cosa le porterà in dono la Vecchia Natala, la Befana: un cappottino di lana rosso.
INGRESSO 5€
www.teatrostudiouno.com
INFO 349 4356219 – 329 8027943 | info.teatrostudiouno@gmail.com
PRENOTAZIONI bit.do/prenotastudiouno

STRANIAMENTI TEATRALI

STRANIAMENTI TEATRALI IL WORKSHOP ANNUALE AL TEATRO STUDIO UNO CONDOTTO DA ANTONIO SINISI.

STRANIAMENTI TEATRALI nasce dai laboratori nati al Teatro Studio Uno: BRECHTDANCE e BRechtEXIT che hanno prodotto entrambi due messe in scene: BRECHTDANCE / un’opera da 5 euro che debuttato l’11 giugno 2016 e un’altra in scena il 24 e 25 giugno 2017MOTEL.

OPEN-NIGHT LAB
MERCOLEDÌ 20 E 27 SETTEMBRE 2017
AL TEATRO STUDIO UNO DALLE 20:30 ALLE 23:00.

PRENOTAZIONI ALL’OPEN-NIGHT LAB BIT.LY/STRANIAMENTITEATRALI

STRANIAMENTITEATRALI_loc3STRANIAMENTI TEATRALI è un workshop teatrale da ottobre 2017 a giugno 2018 aperto a tutti/e che si rivolge a chi vuole perfezionare il proprio “stare in scena” ma anche a chi non ha mai fatto teatro. Il workshop è un luogo d’incontro che nel suo primo anno di vita ha utilizzato come pretesto il teatro di Bertolt Brecht e le sue tematiche: il teatro epico, la parabola in prosa e in particolare l’effetto straniamento (da qui il nome del percorso). Nel secondo si è lavorato sulla parola “violenta” di Harold Pinter.

Il lavoro del workshop, che inizierà a metà settembre 2017, si basa sull’ascolto e sull’osservazione in scena, sul testo, sull’azione individuale e l’azione collettiva e soprattutto sul lavoro di gruppo e sulla creazione comune della scena.

Il tema del percorso nel 2017-2018 sarà quello di mettere insieme uno o più testi classici con la fantascienza. 

PROGRAMMA DETTAGLIATO

  • CREAZIONE INDIVIDUALE
  • CREAZIONE COLLETTIVA
  • GESTO
  • STRANIAMENTO
  • MOVIMENTO SCENICO
  • INCHIESTA SCENICA
  • LINGUAGGI DEI GESTI
  • COSTRIZIONI DI STILE
  • MESSA IN SCENA

INFORMAZIONI

QUANDO ☆ ogni mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
PERIODO ☆ da settembre 2017 a giugno 2018
DOVE ☆ TEATRO STUDIO UNO | via Carlo della Rocca, 6 (zona Tor Pignattara)
PREZZO ☆ € 50,00 mensili
N° MINIMO PARTECIPANTI ☆ 7

PILLOLE| #22 Giugno

22 Giugno

Programma della serata

UNA STANZA DA RIFARE|Laboratori Permanenti|di Alessandro Stella|con Andrea Bianchi|RegiaCaterina Casini

#unastanzadarifare è un dramma provocatorio che analizza la discesa di un giovane uomo nel delirio di una mente fratturata.Una storia di solitudine e isolamento che offre uno sguardo struggente su come il confine tra reale e virtuale possa divenire talmente labile da fondersi e confondersi in un mondo governato dai social media, dove la regola è: costantemente connessi. Ivan, il protagonista, rifugge la realtà tanto da restare intrappolato nella rete virtuale che si è creato. Ingabbiato nei suoi tormenti, Ivan esplode in una serie di monologhi tragici e spaventosi. La casa è tutto il suo mondo, dalla casa non esce mai. Il tempo dello spettacolo è un tempo claustrofobico, tutto tra le mura domestiche: dove tutto può accadere … Dedicato ai giovani per l’apertura di un dialogo sull’ “eternamente connessi”.

NERABILE|Urc|di e con Maria Luisa Usai, Roberto Repele|Maria Elena Curzi

L’umore nero dilaga come il caffè quando si rovescia sulla tovaglia. Un uomo e due donne vivono nello stessa casa condividendo, loro malgrado, il proprio stato d’animo. La loro routine è cadenzata da rituali che inevitabilmente vanno fatti per ammazzare il tempo e il continuo senso di inquietudine. C’è chi si lamenta, chi si astiene da ogni autoanalisi, chi si aliena in mondi lontani, chi si nasconde mimetizzandosi, chi disperatamente si espone, chi balla. La relazione tra i tre è ambigua: ogni tanto si sostengono, altre volte si tirano giù a vicenda scavando dei profondi crateri nel pavimento e nell’umore. Si alternano così picchi emotivi che oscillano dall’alto al basso, in un costante disequilibrio. Tutto avviene nello spazio di una camera: i sogni, le passeggiate, l’attività fisica, il cabaret. I tre non escono mai, rimangono sempre chiusi in casa, dove ogni tanto manca la luce e sono così costretti a brancolare nel buio, nell’attesa che finisca il blackout.

PARTO| di e con Eva Gaudenzi

Dopo anni di tentativi falliti, una coppia rinuncia definitivamente all’idea di avere un bambino. “Si vede che non era destino”, dice lei finalmente libera dallo stress. Finché un giorno, nel bel mezzo di una spensierata e disinibita vita a due, ecco piombare come un macigno un test di gravidanza fatto quasi per caso, tanto per togliersi il dubbio. Un test spietatamente positivo. Nel cuore di lei, un sentimento d’angoscia misto a felicità. Si parte, non c’è altra scelta. Il tempo passa velocemente, il feto cresce ed il corpo cambia. E per quanto si faccia, sembra sempre che al parto non si arrivi mai abbastanza preparate. Ed è così infatti. Perché è solo quando si rompono le acque che inizia la vera avventura, un viaggio di sola andata verso mari sconosciuti.

ME |Franca Battaglia Teatro|di e con Ilaria migliaccio

Me è il racconto di un corpo. Me dice: “Io sono Pripyat, la città abbandonata 31 anni fa,  dove oggi crescono piante e animali radiaottivi, sono la natura che nasconde  la ferita.” Ci sono volute 500 rose per costruire gli organi del corpo che viene raccontato qui, e forse ce ne vorrebbero ancora. Mentre le costruivo mi chiedevo perché così ante, poi ho trovato la risposta. Dovevano raccontare quello che è nascosto in ognuno di noi, quello che sta dentro e che spesso fa anche un pò ribrezzo, ma io volevo raccontarne la bellezza. I fluidi, il sangue, la carne, la connessione delle parti, il dentro e il fuori, in una macchina perfetta, che resiste, nonostante tutto. Parto dalla morte, per approdare alla sete di vita e questo è un viaggio a ritroso, un’azione psicomagica per sconfiggere la paura di morire.

ALLENARSI A LEVARSI|di e con| Giuseppe Mortelliti

Quali sono le cose, le idee, le anime a cui siamo più legati?
La nostra storia parla di un allievo e di un Maestro. L’insoddisfazione porterà il Novizio a chiedere consiglio al proprio Mentore: come fare per raggiungere la leggerezza?
Il Maestro suggerirà al giovane un percorso per abbandonare ogni fonte di sofferenza.
Inizierà così un viaggio attraverso paesi diversi, e ad ogni tappa incontrerà altri Maestri che lo metteranno di fronte alle proprie paure, invitandolo a distaccarsi dai punti saldi della propria esistenza. Ad ogni tappa il protagonista abbandonerà qualcosa di vitale, attraverso un percorso per raggiungere una verità che possa essere slegata da affetti, passioni, doveri, fedi, esistenze, corpi. Cosa c’è oltre?

INGRESSO 5€
www.teatrostudiouno.com
INFO 349 4356219 – 329 8027943 | info.teatrostudiouno@gmail.com
PRENOTAZIONI bit.do/prenotastudiouno

PILLOLE|#23 Giugno

23 Giugno

Programma della serata

FRITTO MISTICO|di Alessandra Caputo| con Francesca R. Nascè, Valentina Conti, Alessandra Caputo|Musiche Rodolfo V. Puccio, Daniele Casolino

Tre mistiche, tre stregone, tre sante sciamane, tre donne Roman(accia) Martire, Berenice al Portico, Santa Passera. La prima è una reliquia che si risveglia dopo secoli di digiuno, murata in un eremo, con un’incredibile fame, benedirà il suo ritorno in vita con un’abbondante pasta e ceci, la seconda è una mercatara sciamana che vende le segrete essenze della frutta e verdura al mercato, spiegando che il pomodoro è un cuore, la noce un cervello, il carciofo uno scettro magico e bisogna sapere bene cosa si mangia, infine una santa accattona che con la figlia anormale al seguito, mendica cibo per tutto il suo albero genealogico, morto di fame. Tre ricerche sulla spiritualità concreta del corpo affamato e sacro che processa le ombre nutrendo lo spirito con la materia per trovare l’anima.

IL PECCATO|Anonima Sette| di Giacomo Sette|con Sarah Nicolucci

Gli evangelici sono uno dei pilastri della vittoria di Trump negli U.S.A. Sono trasversali, l’ala destra del metodismo americano. Guerrafondai, ultracapitalisti e protezionisti insieme. Antiabortisti, creazionisti, sessisti e in parte xenofobi, da decenni seducono e plasmano una grande fetta della popolazione americana e una porzione non indifferente di investitori, politici e “lupi di Wall Street”. Ci riescono con un messaggio cristiano tra i più aggressivi mai generati -l’oltranzismo nazionalista- e, sopratutto, con una raffinatissima tecnica di predicazione: tecnica di una teatralità spaventosamente efficace e padroneggiata con destrezza dal Pastore protagonista del nostro spettacolo. Donna a metà fra “uomo d’affari” ed angelica figura bianco-vestita, il Pastore affronta la sua lotta contro un mondo dominato da ateismo, islamismo e pornografia, da pronta addestratrice di bambini: le loro menti sono infatti il campo di battaglia più fertile a cui la nostra attrice-sacerdotessa possa aspirare -e costituiscono la materia prima ideale perché i futuri, aspiranti predicatori annidati in platea imparino ad esercitare la loro missione con sempre più orrida efficacia

PUNKABATTISTA| ARTre Produzioni|di Gabriel Granito| con Gabriele Granito e Emanuele Maria Basso

Viene raccontata la vita di uno dei fool più interessanti della Bibbia: Giovanni Battista. Descritto come un giovane borghese che scappa dalle cene sociali per trovare gente che “voglia tornare ad essere buona”. Trova il suo deserto in una grande città, precisamente  tra i piloni di un’imponente sopraelevata, alla cui base vi è il letto di un fiume di olii di scarico: il fiume zozzo. Qui è accolto e istruito da un gruppo di vecchi hippie che vivono in pace e spiritualità, gli Essaios (Esseni), che lo ribattezzano Punkabattista. Predica la conversione al semaforo, durante il rosso, facendo il clown e pulendo i fari delle auto, senza volere monetine in cambio ma solo ascolto e fiducia. Si scontra con l’indifferenza, la diffidenza e la povertà d’animo dei nostri contemporanei. Riuscirà nel suo intento solo rubando loro gli smartphone e costringendoli a seguirlo, fino al giorno in cui il suo compito, ostacolato dalla costante presenza coercitiva e violenta del premier Erode, sarà finalmente finito. Il giorno in cui dovrà dare il cambio a suo cugino Gesù, il bro’ Salvatore.

POLLINI| di Alessia Giovanna Matriusciano|con Elisabetta Girodo Angelin e Fedele Tullo

Lei pensa di non avere “le mele” che tutti gli uomini vogliono, le cerca disperatamente in se stessa ma non le trova, vuole farle nascere e non nascono, e perciò non riesce a sentirsi donna. Lui sente in lei il profumo delle mele, prova per esso attrazione e ansia, prova paura inettitudine avversione ribellione e in questa frustrazione non riesce a sentirsi uomo. Lei non ama i gatti come molte altre donne, infatti tiene dieci topi dentro casa. La notte li libera e se li sente passeggiare sul corpo, e fa di quei pensieri indecenti che in verità fanno sorridere; sogna delle mani che la tocchino come una bambina sogna gli unicorni. Lui tiene sempre in tasca un ritaglio da un giornaletto di provincia nel quale un giorno è comparsa la sua foto; lo mostra a tutte le donne e racconta loro una notizia inventata, col solo effetto e forse scopo di farla fuggire. Sono due personaggi androgini, infantili, disadattati, che vogliono mostrarci come è buffo ed emozionante vivere in un’età fuori tempo massimo l’esperienza del primo amore.

IN QUALUNQUE POSTO MI TROVI| di Eleonora Cicconi e Noemi Radice|con Eleonora Cicconi|regiaNoemi Radice

“In qualunque posto mi trovi” racconta di Gaia, una quindicenne alla ricerca della propria identità e delle proprie passioni. Durante i pomeriggi nella sua cameretta si rifugia nel mondo di Youtube, un posto libero in cui ognuno può esprimere se stesso e condividere le proprie esperienze e interessi con migliaia di persone. Qui trova la sua youtuber preferita, che diventa per lei un’amica che la fa stare bene nei momenti difficili e la diverte nei momenti di serenità: un vero modello di vita. Ma la difficoltà per Gaia sarà mettere in comunicazione il mondo ideale di Youtube con il mondo reale delle sue giornate, lottando con l’ambiente familiare e con la propria sensazione di inadeguatezza.

MERCE NON IN VENDITA|di e con Giulia Fratini, Federica Iacobelli, Silvia Rizzi

Tre giovani donne a confronto e un obiettivo comune: raggiungere la perfezione. L’immagine distorta trasmessa dai media le porterà ad affrontare interventi invasivi, colloqui, test e bizzarri esami ai quali saranno sottoposte fino a trasfigurare la natura stessa della propria persona. In un’atmosfera che assurge al grottesco, in cui realtà e
finzione si fondono fino a diventare indistinguibili; “Merce Non In Vendita” mette in scena con ironia e amarezza le ansie e le paure di una generazione che deve fare i conti con i propri sogni, le proprie aspettative e le delusioni che ne derivano.

INGRESSO 5€
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INFO 349 4356219 – 329 8027943 | info.teatrostudiouno@gmail.com
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PILLOLE| #24 Giugno

24 Giugno

Programma della serata

QUASAR|Controtempo|con Danilo Franti|regia Lilith Petillo

“Quasar” parla di tutti e di nessuno. E’ un viaggio attraverso mille luoghi racchiusi in un unico invisibile spazio. E’ corsa e immobilità, tempesta e cielo stellato. Tra le ferite, la rabbia e i pianti si ergeva un muro tra cervello e cuore, un muro invisibile ma molto solido, ci si abitua ad averlo e si continua a sopravvivere. Forse la vita, ogni tanto, ti da una possibilità, una sola, per guardarti dentro e vederti per come sei, e a quel punto? Che farai?

MIND THE GAP- ATTENZIONE AL VUOTO| Albali Teatro|di Chiara Matera|con Leonardo D’Angelo e Chiara Matera|regia Francesco Prudente, Chiara Matera

Due persone, una stanza, oggetti del passato, registrazioni della metropolitana. Una relazione stretta, come le dita di un anziano del paese seduto al fresco che, per sapere chi sei, ti guarda fisso negli occhi e chiede: “A chi appartieni tu?”. L’appartenenza alla famiglia: premessa dell’esistenza e  presupposto per la costruzione dell’identità personale della protagonista. L’intreccio della relazione è indissolubile come quello di sangue o come quello che si ha con una parte di sé. I due personaggi hanno un unico obiettivo: restituire i ricordi di un amore finito a chi quell’amore oggi lo rinnega. La protagonista dialoga con le “voci di dentro” che curano, attaccano, distruggono, salvano, ti spingono a vedere chi sei e, alla fine, a fare i conti sopratutto con i morti. Tu l’avresti mai detto che il riflesso di se stessi sul binario della metropolitana potesse essere così simile a quello di Ofelia nel fiume?

PERLEi| Cerbero Teatro|di Cristel Checca | con Alessandro Balestrieri, Cristel Checca

“E’tutto nero, cupo e grigio. É la crisi, non si vede via di scampo. Poi, d’un tratto dal tunnel filtra una luce; la luce della speranza” A volte la vita riserva dei colpi bassi e tutto sembra perduto per sempre. Questa è la realtà con la quale Viviana purtroppo è costretta ad imbattersi. Il tema del ricordo e della memoria per affrontare e superare un presente rotto inquieto e incerto. Un carillon, un abito da sposa, due sedie dorate, fanno da scenografia alle peripezie di Maria Grazia, storie buffe, divertenti,  ocambolesche che hanno come sfondo uno dei periodi più controversi della storia d’Italia: Il fascismo. Il periodo storico fa solo da cornice, senza giudizio, visto attraverso gli occhi di una bambina, semplicemente attraversato come l’infanzia della nostra protagonista. La forza dell’onestà e la luce della verità semplice e sincera di queste storie che tornano in mente a Viviana, come piccole luci in un sentiero in penombra, la aiutano a ritrovare la strada. Perla dopo perla, come le briciole di pollicino, fanno da mezzo per ricomporre il filo della collana spezzata e nel finale tutto è pronto per ricominciare!

BUNKER| I Cani Sciolti|di Roberto Nugnes|regia Luca Pastore

Lo spettacolo racconta di due uomini, due “terroristi” degli anni di piombo in Italia negli anni ‘70, che per sfuggire alla polizia si rinchiudono in un minuscolo appartamento completamente isolato dal mondo proprio come un Bunker. Qui la storia vera dei due assume un contorno di mistero, una donna li rifornisce di viveri e beni di prima necessità, con cadenza sempre più rarefatta e il tempo prima scandito dai caffè diventa sempre più ciclico fino a una atmosfera onirico -folle quando le pulsioni di uno dei due esplodono in modo violento.

INGRESSO 5€
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PILLOLE| #25 Giugno

25 Giugno

Programma della serata

LO SCIUSCIA’| di e con Marica Pace

Inizi del Novecento: Leonardo è un ragazzo di diciotto anni. Ama la sua terra, il caloroso Sud, sua madre Antonia e nonna Rosa… ma al tempo stesso sente che il suo futuro è altrove, oltreoceano. Incoraggiato dal suo amico Gigi, parte alla volta della “Merica”. Il viaggio, l’arrivo e la permanenza a New York cambieranno molto il giovane ragazzo partito pieno di speranze da un’Italia affamata e povera… non troppo dissimile da scenari quotidiani di migranti in arrivo nel nostro paese. L’Italia è oggi l’America di una volta. Emigranti di ieri… e oggi? Di fronte ad un’Europa che chiude le barriere, qual è il ruolo del nostro paese? Un’Europa che distribuisce queste persone come fossero granelli di sabbia… E se invece fosse la sabbia a decidere dove andare? Persone prima delle frontiere

LO STRANIERO| di Lorenzo De Liberato|con Tiziano Caputo, Marco Usai|Agnese Fallongo, Mario Russo

La madre del signor Meursault è morta poco lontano da Algeri ma durante il viaggio e il soggiorno per il funerale, non sembra per niente coinvolto nel piangere la sua perdita. Il giorno seguente, incontra al mare una donna di nome Marie, con cui inizia una relazione senza provare un vero sentimento amoroso. La conoscenza col vicino di casa Raymond compromette il protagonista che in una giornata particolarmente assolata, e senza un reale scopo, uccide in spiaggia un arabo, scaricandogli addosso quattro colpi. Meursault viene arrestato e processato ma non si mostrerà mai pentito del suo gesto, neanche nel giorno dell’esecuzione.

200 DECIBEL | Matuta Teatro|di e con Elena Alfonsi, Alessandro Balestrieri, Andrea Zaccheo

Dei bambini come tanti giocano a fare i soldati. D’improvviso qualcosa cambia: il gioco si fa vero, diventano veri soldati. Un grottesco presidente dichiara guerra al regime nemico. Iniziano così i bombardamenti. Si cambia registro. Cambiano per sempre le vite dei tre protagonisti. Il primo, un ragazzo di 15 anni, perde il suo migliore amico in seguito all’esplosione di una mina antiuomo. Il secondo, un padre di famiglia, perde sua figlia durante un bombardamento. La terza, una ragazza appassionata di fotografia, viene rinchiusa in una casa con altre donne e stuprata dai soldati
nemici. Sono tre personaggi nati e vissuti in tempi e luoghi diversi che vediamo insieme, in questo non luogo, voci senza tempo di un’umanità che trova il modo di resistere, di combattere. Il ragazzo diventa un medico in un ospedale da campo; il padre diventa un clown in una città martoriata per far ridere i bambini; la ragazza diventa una fotoreporter per denunciare le atrocità della guerra. Le
tre storie si fondono, entrano l’una nell’altra, fino ad arrivare al finale in cui i tre personaggi sembrano incontrarsi. E in effetti l’incontro c’è. È l’incontro del pensiero di tutte le persone che hanno, o hanno avuto , il coraggio di alzare la voce, di non scappare, di affrontare con la bellezza di piccoli gesti, gli orrori di ogni guerra.

DODICI ORE NELLA VITA DI IO|di Daniele Casolino|con Giorgia Frisardi, Rodolfo V. Puccio|regia Francesco Ferrieri

Dodici ore nella vita di io” è un monologo per licantropo, tratto da un racconto di Daniele Casolino. Nella stesura scenica prevede l’accompagnamento musicale live di altri due musicisti/attori oltre all’io narrante. La scena è fredda, come il bagno di una stazione. Una luce al neon illumina fredda, a pioggia il soggetto. Un corpo nudo e abbandonato a sé stesso in un sottobosco metropolitano popolato di antieroi epici, tanto più umani quanto lontani dall’accettazione sociale. Il testo prende come luogo di azione la stazione Termini e i portici di via Marsala, tra clochard e cercatori parvenu di accettazione sociale. Chi entra e chi esce, come attraverso i tornelli di una stazione in cui nulla mai si ferma. Solo le luci al neon e gli orologi che dettano i passaggi, ancorati ai pilastri di marmo restano fissi.

ESERCIZIO A 5 DITA| Kumpania|di Eliseo Pantone|con Eustachio Vincenzo Guida, Angelo Loffredi, Teresa Nardi, Marica Pace, Eliseo Pantone

Dramma borghese scritto da Peter Shaffer, si svolge tra cinque personaggi (le cinque dita dell’esercizio del piano): marito, moglie, figlio, figlia, cui si aggiunge un tutore tedesco, involontario detonatore alle tensioni e degli odi reciproci. Si tratta di un riferimento intelligente e simbolico ad un esercizio pianistico per pianisti. La
commedia ha cinque caratteri che devono “esorcizzare” i loro conflitti, e la musica del
pianoforte viene utilizzata in tutto lo spettacolo per sottolineare e punteggiare momenti drammaticamente allargati. Walter agisce come un catalizzatore per la famiglia nel portare i risentimenti celati alla luce. Shaffer ha ammesso la natura autobiografica della commedia, affermando che “ha espresso molte delle tensioni della propria famiglia e anche una disperata necessità di smettere di sentirsi invisibili”.

 

INGRESSO 5€
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