MY GENERATION – 17-20 Marzo

 

Dal 17 al 20 Marzo al Teatro Studio Uno – Roma

Semintesta_Teatro

MY GENERATION – un’epopea moderna

per una evoluzione della specie

primo studio

Emanuele Capecelatro

Patrizia Ciabatta

Silvio Impegnoso

Armando Sanna

progetto a cura di Matteo Davide

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Il progetto

My Generation rappresenta la prima fase di un progetto drammaturgico ben più ampio dal titolo L’evoluzione della specie, un trattato scientifico-teatrale sul genere umano. Il progetto si divide in due parti: presente e futuro. Questa prima fase, dal titolo My Generation, fa parte del tempo presente. Un ritratto generazionale, una radiografia dei giorni d’oggi, una grande storia a capitoli del genere umano, una analisi scientifica delle dinamiche umane rapportate alla contemporaneità.

Il progetto drammaturgico trae ispirazione dagli scritti di Darwin sull’evoluzione delle specie animali ne L’origine della specie, dove la sopravvivenza (e la conseguente evoluzione) di un essere vivente vengono correlati per la prima volta nella storia a temi come la fertilità, la dimensione della popolazione, e la varietà derivata dalla riproduzione sessuale. Una teoria che non concepisce perfezione e che ha consentito di analizzare numerosi aspetti evolutivi, sino ai più recenti studi sull’essere umano. Verranno presi in esame alcuni “casi umani” e studiati in tutta la loro fase evolutiva e, come in un trattato scientifico, raccontati e classificati nei vari capitoli che compongono l’opera. Non una applicazione del darwinismo verso le dinamiche della società umana, ma una società proiettata verso i presupposti del darwinismo, al contrario quindi delle tesi che erano alla base del “darwinismo sociale”, divenute poi linee guida dell’eugenetica e di altri fanatismi del nostro secolo.

Casi umani dunque, esemplari, modelli di una società moderna, sempre più vittime della “dittatura del presente”, analizzati e studiati nel proprio ecosistema. Il progetto ha l’obiettivo, mediante l’unione di più scene seriali appartenenti a una macro-storia, di ritrarre un dipinto del nostro presente, proiettando dei personaggi-modello in uno schema evolutivo che li conduca dal presente, dalla contemporaneità fino a un futuro, inteso come rappresentazione delle loro stesse sfocate aspettative. Con una finta pretesa scientifica, L’evoluzione della specie è la creazione di una tela dove poter disegnare i sentimenti di questa generazione: l’angoscia, la speranza, l’ansia, la voglia di riproduzione, il senso di impotenza, l’arrivismo. Un progetto di drammaturgia epica con al suo interno più storie e personaggi intrecciati tra loro e con un’evoluzione seriale delle loro vicende.

My Generation

Un uomo corre nel parco pubblico della sua città, cercando di migliorare costantemente i propri obiettivi giornalieri. Contemporaneamente, nella stessa città, un uomo e una donna programmano la nascita del figlio, senza tralasciare nessun particolare. In un altro luogo, in un ufficio, un altro uomo e un’altra donna iniziano a conoscersi. Ma per poter capire, hanno poco tempo e poche parole da spendere. Un ritratto di una generazione che invecchia lentamente senza accorgersene, restando nel suo piccolo ancora troppo giovane per potersi definire.

In questa prima parte viene raccontato il presente. Un presente impossibile da fotografare in un momento storico ben preciso. Un presente che cambia, che muta e che, talvolta, sembra molto più lontano del futuro che immaginiamo.

Una grande storia umana che racchiude al suo interno più storie unite tra di loro in un unico filo rosso che le attraversa. Tutte accomunate da un senso di irrequietezza, dove ognuno è fermamente proiettato verso le proprie ambizioni e i propri obiettivi. In un mondo in costante mutazione e rivoluzione, l’aspetto fondamentale per sopravvivere è stare al passo, adattarsi ai dettami della vita moderna. Nessuno sembra essere artefice del proprio destino. Nonostante il tentativo di programmare e di controllare la propria vita, sembra essere impossibile sfuggire alla casualità. In questo ecosistema urbano, la volontà di pianificare si scontra con l’imprevedibilità. Da questa realtà oggettivata e apparentemente fredda e razionale, emerge tuttavia una vitalità, un desiderio di far valere la propria identità, un senso di appartenenza. Non una non-comunicazione ma un tentativo di comunicazione, il cui esito viene affidato alla contingenza del momento. Le sensazioni del presente, le paure, l’ansia, il disagio sono percepite da altre realtà, sono lette, osservate in video, raccontate per mano di altri. Le azioni, d’altro canto vengono più simulate che vissute, come ad esempio la sessualità, intesa sia come volontà di riproduzione che come raffigurazione pornografica.

E in questo grande gioco dell’evoluzione, ognuno costruisce piano piano il proprio futuro, ciascuno a suo modo. C’è chi trascende la propria umanità, chi cerca di programmare in maniera estenuante e chi, invece, preferisce attendere il tragico esito di una selezione.

Un dramma moderno a forma di epopea dove sopravvivere sembra essere rimasta l’unica opzione possibile.

Teatro Studio Uno Via Carlo Della Rocca, 6 (TORPIGNATTARA)

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
INFO: 349 4356219 – 329 8027943 . info.teatrostudiouno@gmail.com

Ingresso 10€ – Tessera Associativa Gratuita

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