L’UNA DELL’ALTRA | 4-7 Aprile

 

L'Una dell'Altra_7-10 aprile 2016_Teatro Studio Uno_loc

L’Una dell’Altra

scritto e diretto da Valentina D’Andrea

con Flavia Germana de Lipsis e Valentina D’Andrea

Luci Pietro Frascaro

SINOSSI

Due donne s’incontrano all’uscita di una discoteca.
E aspettando il notturno,ripercorrono oniricamente le loro vite,svuotando le rispettive borse di parole non dette.
L’Una è un gabbiano che ha spiccato il volo per non sentire la puzza degli uomini.
L’Altra,una gatta che si struscia al mondo.
E se ogni tanto i gabbiani,attratti dall’immondizia,scendono a terra,i gatti vorrebbero staccarsi e volare.
Pur essendo opposte,soffrono lo stesso male.
Cresciute con sogni di gloria,si ritrovano alla periferia della speranza,a desiderare d’essere qualcos’Altro,e a un soffio dall’esplosione.

PRESENTAZIONE/NOTE REGIA

Lo spettacolo indaga cosa succede dentro,quando persone con grandi lacune affettive incontrano una società fatta di apparenze,aspettative disumane e non rispetto dei propri limiti.
Parla di una generazione cresciuta a pane e sogni di gloria,in attesa di una fama che non arriva.Il testo nasce da studi di bioenergetica-branca della psicologia che tenta di integrare mente e corpo attraverso il respiro,per sciogliere i blocchi che risalgono a piccole o grandi frustrazioni emotive,subite nell’infanzia,che influenzano fortemente il nostro modo di vivere le relazioni-dall’amicizia,al lavoro,all’amore.
Lucy e Pina rappresentano le forme estreme del disagio psicologico più frequente oggi, il narcisismo-overt (Lucy) e covert (Pina).
Lo strusciarsi al mondo di Lucy,il prendere le distanze da Tutto di Pina sono atteggiamenti opposti che parlano di bambine che non hanno avuto amore incondizionato e che si sono inventate modi assurdi e faticosi per richiederlo,l’una stando al centro della pista,l’altra ai margini.
Mamma e papà sono le gambe nelle quali il bambino trova sostegno per affrontare il mondo da solo.
Se i nostri genitori non hanno saputo Amarci, noi non possiamo Amarci, Amare né Essere Amati.
Questo bisogno/assenza d’Amore si passa di padre in figlio,come in una staffetta.
La sessualità,tema forte dello spettacolo,è una forma di seduzione con cui si elemosinano attenzioni,solo per quell’universale bisogno d’amore,che se non si trova dentro di sé-perché non ce l’hanno dato-si cerca,con le unghie e con i denti,negli altri.

Lucy e Pina vorrebbero essere l’una,l’altra e viceversa,perché non sono state amate per quello che erano e sono state educate ad essere di più. Rappresentano una generazione che ha vissuto rincorrendo un’immagine che non esiste nella realtà e che si ritrova a trenta/quarant’anni a non sapere chi E’.Una lunga sopravvivenza al servizio degli altri fino a perdere completamente il contatto con sé.Panico!
Bisognerebbe spegnere i fari che ci mettono sotto osservazione e ascoltare il respiro, per riscoprire la voce di dentro,l’unica in grado di farci Vivere.
La notte in cui aspettano il notturno-come si aspetta un Dio che non si vede,un lavoro che non arriva,un amore che pare non esista-le due sentiranno l’eco del BIANCO,il colore nel quale Tutto,all’inizio,è avvolto.Anche loro da bambine erano bianche, come il mare quando sbatte sugli scogli.

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Tor Pignattara).
Ingr. 10 euro.Tessera associativa gratuita
gio/ven/sab ore 21.00, dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://bit.do/prenotastudiouno

Per info:  34943562193298027943
www.teatrostudiouno.com |info.teatrostudiouno@gmail.com