3-6 Dicembre “Délire”di Antonio Sinisi e “Finalmente sola” di Paola Giglio

DÉLIRE

Délire_martozloc24x48

con Eleonora Turco e Alessandro Di Somma
scena disegnata Martoz
messa in scena Antonio Sinisi
produzione Teatro Studio Uno | natacha von braun

:: SINOSSI
La tartaruga e la chiocciola sono la stessa bestia? Questo è l’enigma che una donna e un uomo in una stanza devono risolvere. I due sono interamente presi dal loro delirante litigio. Avvolti nel loro microcosmo non si accorgono che fuori, nel cosmo, infuria una battaglia. Due conflitti contemporaneamente: uno per le strade, in un’ipotetica città del mondo spettatrice di un’insurrezione, l’altro fra le pareti domestiche di un’anonima casa di un’anonima città.

:: NOTE DI LAVORO
Délire è un’anticommedia tratta da “Delirio a Due”, datata 1962, di Eugène Ionesco. Délire è una sfida per questi tempi che vale la pena rischiare. I due amanti nella stanza ci mostrano che cosa “guardare” dunque diviene una necessità quella di esplorare il passato e di esplorarci, di guardare un po’ più in là e di riscoprire un testo, considerato minore, come quello di Ionesco. In scena un gioco. Nulla di più. Un gioco, senza una trama fitta e complessa, che parte dalle parole per poi scavare fino al suono. Parole. Voce. Suoni. Variazioni continue soprattutto di frequenza, di intensità, di velocità. Le due figure in scena, a volte ripetitive e meccaniche, a volte fluide sembrano attraversare la storia del genere umano con tutte (o quasi!) le sue sfumature.
Non solo un lavoro fatto di solo testo ma composto dal gioco di azione-reazione dei due corpi sulla scena palesemente “finta”, addirittura disegnata, avvolta da suoni futuristici.
Délire è una sfida alla ricerca della realtà che facciamo finta di non vedere proprio perché è sotto i nostri occhi.

:: ACQUISTO BIGLIETTI http://bit.ly/ticketdélire
:: PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

:: INFO

349.4356219 – 329.8027943
info.teatrostudiouno@gmail.com
www.teatrostudiouno.com

FINALMENTE SOLA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Locandina_FinalmenteSola

Di e con Paola Giglio

Regia Marcella Favilla

Tecnica luci e fonica Francesco Bàrbera

‘’Quando tu giuri che sei sua, / Con brividi e sospiri, / E lui giura che la sua passione è / Infinita, immortale – / Signora, segnatelo: / Uno di voi mente’’.

‘’Ogni amore è l’amore di prima / In un vestito meno attraente’’.

‘’Alcuni uomini ti spezzano il cuore, / Altri blandiscono e lusingano, / Alcuni uomini neppure ti guardano; / E questo esaurisce la questione’’.

”Amo i Martini, ma due al massimo. Tre, e sono sotto il tavolo. Quattro, e sono sotto il cameriere.”

Dorothy Parker.

P. è sempre stata fidanzata, sempre, dall’età di 5 anni. Nella sua vita è saltata da una storia all’altra senza soluzione di continuità, schiava dell’amore e di uomini che, non si sa perché, appena conosciuti si sono innamorati di lei, anche quando lei puntava ad un semplice rapporto occasionale. Il problema di P. è che non sa dire di no: come si fa a rifiutare un uomo che si è innamorato di te e che alla luce di ciò sembra possedere un innegabile buongusto? Senza contare poi che fin dall’infanzia, se sei femmina, tutto il mondo intorno non fa altro che ripeterti che nella vita devi trovare l’uomo giusto e sistemarti. Ma anche un uomo a caso e sistemarti. Basta che non resti sola insomma, non sia mai. Le relazioni di P. non durano comunque mai più di un anno, un anno e mezzo al massimo, poi via, avanti il prossimo. Ora però qualcosa è cambiato. Ora è rimasta sola, finalmente, faccia a faccia con sé stessa, senza nessun’altro cui rivolgersi, da cui farsi consolare. Ora è il momento che P. stia. Sola. Del resto non ne poteva più dell’eterna spirale amorosa nella quale era incastrata da sempre, fatta di dinamiche ripetute all’infinito con uomini sempre banalmente diversi: cambiavano i bisogni, ma lo schema era sempre lo stesso. Una volta finita la passione del primo innamoramento, P. ricercava la stessa intensità dei primi mesi in un altro uomo. Finchè non è rimasta sola, finalmente. M., R., S., G., A., D., U., (citiamo solo quelli più importanti)… poi è arrivato F. Che ha sparigliato le carte, ha sconvolto ogni schema e l’ha portata di peso dove si trova adesso. Ora che è sola, finalmente, P. ripercorre con ironia e sarcasmo il suo passato sentimentale, prendendosi gioco con leggerezza e una invidiabile capacità di analisi, certo acquisita attraverso la grande esperienza, delle dinamiche di coppia, dei meccanismi che scattano nella mente degli uomini e delle donne quando sono innamorati. Ora che è sola, P. da libero sfogo a tutto il suo sentire, parla, canta, ride. Solo di F. non riesce a ridere. Su F. c’è poco da scherzare. Ha fatto sì che lei affrontasse il suo problema con gli uomini e l’ha mandata dov’è ora. Dove puo’ riflettere sul suo comportamento. In effetti lì si sta meglio, è un non luogo riposante, dove P. non deve rendere conto a nessuno della sua condotta, dove non deve fare attenzione alle buone maniere, dove non si sente giudicata, come spesso la faceva sentire F., che, diciamolo, ogni tanto era un po’ troppo severo. Critico. Un vero rompicoglioni. No, no, diciamo, diciamo che aveva le sue ragioni, certo lei non era perfetta e meritava ogni rimprovero, ma lui aveva un atteggiamento a dir poco irritante e presuntuoso. No, no, lui la amava più di ogni altro, perché tutti gli altri erano stati solo degli stronzi che non l’avevano saputa amare, lui era il migliore di tutti e lei lo doveva ringraziare per averla salvata, e pulisci meglio lì che c’è una macchia. E vaffanculo, fallo te, ha detto un giorno P. E così è arrivata dove si trova ora. Dove è riuscita a fare un passo avanti nella consapevolezza di sé: non c’è bisogno di avere un uomo accanto per sentirsi completa. Banale? Non quanto si possa pensare. C’è voluta una relazione con un uomo violento per farglielo capire. Ha dovuto rischiare grosso, è quasi dovuta passare dall’altra parte della strada per capirlo. E no, non ha avuto un’infanzia difficile, nessun problema in famiglia. Il fatto è che capita anche alle migliori di rimanere invischiate in relazioni malate e potenzialmente pericolose. Che sono subdole, ed è difficile accorgersene, neanche hai fatto in tempo a dire A che già ci sei dentro fino al collo. Come è successo a P. E’ possibile uscirne indenni, senza segni di mani strette sul collo o costole fratturate? C’è la possibilità di evitarlo, non solo questo femminicidio di cui tanto si parla, ma anche il fatto di esporsi alla massacrante pressione psicologica esercitata da compagni decisamente non risolti? Se lo chiede anche P., che la sua esperienza l’ha avuta e certo sa, al contrario di noi, come è andata a finire. Ce lo racconterà, certo. Ci dirà tutto, dall’inizio.

ticket on line jpeg

Dal 3-6 Dicembre; Gio-Sab ore 21; Dom ore 18 (SALA SPECCHI)

Teatro Studio Uno Via Carlo Della Rocca, 6 (TORPIGNATTARA)

INFO: 349 4356219 – 329 8027943 . info.teatrostudiouno@gmail.com

Ingresso 10€ – Tessera Associativa Gratuita

biglietti in vendita su

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-finalmente-sola-19708110489