PATERNOSTER -l’eredità dei figli-| 9-12 GENNAIO|Sala Teatro

PATERNOSTER -l’eredità dei figli-| 9-12 GENNAIO|Sala Teatro

Collettivo Est Teatro

Regia e drammaturgia di Beatrice Mitruccio
Con Paolo Perrone e Ludovico Cinalli
Luci Martin Emanuel Palma
Musiche originali Matteo Tarragoni, Daniele Cicalini, Adriano Nardini, Giovanni Zappacosta
Ph. Carlo Ferrari

 

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Due fratelli, due uomini, ma due personalità opposte. Il coraggio di chi è fuggito di casa per paura della ruggine e la consapevolezza di chi ha deciso, per sé e per gli altri, di rimanere, di lasciarsi arrugginire. Costretti a rincontrarsi per il funerale del padre, si rinfacciano a vicenda le ferite che si sono procurati. È arrivato però il tempo di guardarle da vicino, il tempo della resa dei conti.

Note di regia
“E scappò via con la paura di arrugginire
il giornale di ieri lo dà morto arrugginito…”
La Canzone del Padre – Fabrizio De André
De André scrive questi versi raccontando un figlio che fugge dalla sua famiglia per paura di trasformarsi in una vecchia macchina arrugginita, in pieno stile kafkiano. È questa voglia di evasione e di libertà che ci porta ad andar via dalla nostra terra, a sbagliare forse, ad essere egoisti a volte.
Alcuni hanno oggi un’esistenza tranquilla, conforme alle regole, integrata nel sistema e seguono le orme del proprio genitore; altri li ho persi di vista. Esigenze diverse. Ma che cosa significa oggi andarsene? Penso ad uno studente in una città diversa dalla sua, penso ai migliaia del Sud che andarono al Nord e che ancora lo fanno, penso ai viaggi di piacere che molti non possono permettersi più, alle crociere sul Mediterraneo, che di viaggi ne ha visti molti e diversi. Paternoster è un viaggio, è una metafora vera e ironica di questo nostro mondo che si sfascia, che stiamo sfasciando, e così come cade a pezzi lui, cadiamo a pezzi noi. Forse ci siamo abituati ad una crisi di cui si parla troppo, ma che sembra lontana, come se non ci riguardasse. Come un grigio che si fa sempre più fitto nel cielo, un fumo che ci annebbia la vista.
A chi piace vivere nel fumo?
Quello che ho fatto è semplicemente aver riconosciuto il mio, il nostro appuntamento con questo tempo, con le generazioni, con la morte.
Dentro di noi, il desiderio di colmare una solitudine, di parlare al nostro passato, di immaginare un futuro.
Beatrice Mitruccio

Teatro Studio Uno 9-12 gennaio 2020
giov – sab ore 21.00 dom ore 18.00
📝 PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1
📞 Per info: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

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