FESTIVAL INVENTARIA|16-19 Maggio|Sala Teatro

inventaria

 

Giunto alla sua ottava edizione, il Festival Inventaria è la festa del teatro off, organizzato da artisti per artisti, prevede venticinque compagnie, quattordici prime nazionali, ventuno le proposte in concorso selezionate tra le oltre 400 candidature pervenute da tutta Italia e dall’estero per offrire un ventaglio quanto più ampio possibile della scena teatrale off per linguaggi e generi, alle quali si aggiungono cinque proposte fuori concorso. ​

Programma

16 maggio, ore 21.00 Teatro Studio Uno
Sezione Monologhi / Prima romana

Compagnia SMG / Fortuna
regia Erica Morici
ideazione e drammaturgia Alessandro Sesti
musiche e testi originali Puscibaua
con Alessandro Sesti e Puscibaua

Un recente fatto di cronaca, ancora sulla penna di molti giornalisti, ha attirato la nostra attenzione circa un anno fa. Si parla dell’omicidio di Fortuna Loffredo, avvenuto a Caivano. C’è un particolare che attira la nostra attenzione: il fatto è avvenuto nel 2014 e nei due anni successivi nessuno ne ha mai parlato. Abbiamo poi avuto modo di conoscere persone di quelle zone, che ci hanno raccontato storie di quello spaccato di vita Caivanese. Abbiamo vissuto il paradosso, un ossimoro che ha dato la vita al nostro lavoro. Una terra fatta di usanze, generosità, calore, ma anche di silenzio e omertà. Una terra capace di trasformare il “Parco Verde” di Caivano nel “Parco degli orchi”. Il monologo, scritto e interpretato da Alessandro Sesti, affiancato dal cantautore Umbro Puscibaua per la regia di Erica Morici, racconta l’arrivo di un ragazzo che per motivi di lavoro torna a Caivano e vive l’ormai dimenticata conflittualità del luogo. Circondato dal folclore napoletano, viene pian piano trascinato da questi avvenimenti in una spirale di omertà, finché non sarà il momento di fare una scelta. Parlare o restare in silenzio.
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17 maggio, ore 21.00 Teatro Studio Uno
Sezione Monologhi / Fresco di stagione

Garofoli/Nexus / Giorgio
Premio Special Off e Premio della Critica – Roma Fringe Festival 2017
scritto, interpretato e diretto da Nexus
aiuto regia Laura Garofoli
assistente alla regia Claudia Salvatore
scenografia Andrea Simonetti

Giorgio racconta il rapporto affettuoso e conflittuale con mio padre che si è concluso nel 2008 per via del cancro. Di questo rapporto rimangono filmini, fotografie e fonti non convenzionali che raccontano una singolare storia in bilico tra favola e cronaca, biografia e autofiction. Un’esperienza taumaturgica, prima che drammaturgica, che procede per scossoni temporali e sfocia in epopea generazionale. Ma anziché proporre l’ennesima “operazione nostalgia”, con Giorgio ho deliberatamente reinventato il passato, cercando di trovare il vecchio nel nuovo e il nuovo nel vecchio. Memorie e fonti dell’archivio familiare si mescolano all’immaginario della cultura pop e alle vicende della cronaca nazionale, decostruendo l’onnipotenza paterna e il mito della città natale, Terni. La messa in scena si focalizza sull’uso performativo di diversi media anni ‘80-‘90 per sviluppare una drammaturgia dove il corpo del performer interagisce con e come i dispositivi, sabotando codici, equilibri e memorie personali. Giorgio diventa così uno spazio condiviso e conflittuale dove poter rinegoziare il passato e reinventare il futuro.
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18 maggio, ore 21.00 Teatro Studio Uno
Sezione Monologhi / Fresco di stagione

virgolatreperiodico / Era meglio se facevo l’attore
Progetto vincitore di Pillole 2017 del Teatro Studio Uno
di e con Andrea Onori
consulenza artistica Mariagrazia Torbidoni

Alla base dello spettacolo c’è l’idea di una sfida: un attore armato di pochi elementi di scena deve rappresentare l’Amleto. Tutti gli oggetti, i costumi, i materiali tecnici da utilizzare devono poter essere trasportati in uno zaino da viaggio. Il resto è superfluo. Un Amleto che porta la sua vita sulle spalle alla ricerca di un pubblico che possa raccoglierla.

Il tutto è una scusa per parlare di Amleto senza dover per forza parlare di Amleto. Aggrapparsi allo scheletro della troppo, troppo solida opera per lanciare lo sguardo più in là, allontanarlo dalla nebbia che abbiamo di fronte e farlo sedere su un palco. La sentinella, il viandante, l’attore, il becchino: non importa cosa fai nella vita, il monologo è lo strumento principe per essere tutti e nessuno. Per dare voce ad una sinfonia di esistenze che reclamano ognuna la medesima cosa: essere qui, adesso, prima che la commedia finisca.
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19 maggio, ore 21.00 Teatro Studio Uno
Sezione Monologhi / Fresco di stagione

D’angelo/Lapadula/Martorana / Andirivieni
di Elena D’angelo
regia Elisabetta Lapadula
con Nina Martorana

Il lavoro sulla messa in scena recupera l’immaginario foucaultiano del Panoptycon: sorvegliare e punire. Nel caso del saggio di Foucault esiste un’entità superiore, supposta o reale, delegata al controllo continuo dei prigionieri rinchiusi in un carcere ideale. Nel testo, la protagonista è carceriera di se stessa: chiusa nella gabbia domestica, riesce paradossalmente a liberare gli abissi della sua emotività in un continuo discorso col pubblico. I limiti fisici imposti dalle geometrie dello spazio rendono più facile questo processo di dispiegamento interiore. La delusione amorosa è un tema scivoloso, si rischia sempre di cadere nel patetismo e nell’autocompatimento. L’idea registica vuole adottare un punto di vista analitico, lucido e per questo usa la scena come strumento di un’analisi disincantata e ironica della realtà.
Per evitare il predominio del dramma amoroso, l’attenzione del fuoco narrativo si sposta di volta in volta su temi collaterali: il ritorno, lo scontro generazionale, l’inadeguatezza di fronte a se stessi e al proprio futuro. Questo inedito approccio si traduce nelle forme e negli spazi di una scena liberamente abitata dalla protagonista, traduzione claustrofobica di un domestico che si fa pubblico.

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Info:
www.dovecomequando.net/inventaria2018spettacoli.htm

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