PILLOLE #29 Giugno

VIETATO PIANGERE

| di e con Gaia Magni | regia Clara Mori| musiche originali Filippo Borghi

Pu-pum. E’ un attimo. Una madre perde il suo bambino in un incidente stradale. Da quel momento i ricordi diventano una prigione, il senso di ingiustizia per la pena data all’assassino divora la mente, le notti passano insonni, i tentativi di entrare in contatto col figlio sono vani, la televisione lucra sulla sua tragedia e il telefono squilla continuamente. Mr Scoreggia è l’unico che ascolta senza giudicare. I giorni passano lenti e uguali, finché una telefonata inaspettata riaccende in lei il sorriso e le ricorda che esistono ancora dei motivi per vivere. Anche il suo bambino, apparso in sogno, la incoraggia: “Vietato piangere, mamma”. Per riprendere in mano la sua vita, però, ha bisogno di giustizia.


TOCOFOBIA

| di Tommaso Arati Di Maida e Pietro Marone | con Gabriele Ciccorelli, Lucia Lanzolla, Federica Valloni, Filippo Velardi

Ci troviamo in casa di Carmelo e Carla, una giovane coppia impossibilitata ad avere dei figli a causa della sterilità di lei. Proprio Carla, con l’aiuto di Fausto ed Elisa, amici stretti della coppia, decide di organizzare una cena per confessare la propria sterilità nascosta fino a quel momento al marito. La cena diviene quindi un pretesto per incominciare a discutere su temi non casuali (aborto, inseminazione artificiale, adozione), con lo scopo di rivelare a Carmelo la sterilità di sua moglie nella speranza di convincerlo ad adottare. Durante la serata, intervallata da momenti leggeri ed ironici, sarà invece Carmelo a sorprendere tutti con una sconvolgente rivelazione.


CUORI DI PIETRA, CUORI DI CARNE

| di Martina Procacci | con Eleonora Bruno, Grazia Imbastaro, Alessandro Gorgoni | regia Antonio Veneziano e Martina Procacci.

In una società ricca di eccessi, di falsi credi e di opinioni mendaci, dove l’identità dell’individuo non lascia spazio a nient’altro che al suo egocentrismo, al potere di se ed alla prevaricazione sull’altro, una famiglia “normale” costituita da un uomo ed una donna, dopo la scoperta di una gravidanza “voluta”, si trova inevitabilmente a considerare la questione dell’aborto. Nasce quindi una disputa “assurda” tra la donna, influenzata da un bene superiore ed amorevole che chiama Dio ed il marito che plagiato dai mass media considera la nascita del nuovo erede solo un peso. In questa lotta soprannaturale partecipano due personaggi molto importanti, da una parte la presenza della Mater che supporta, rincuora, fortifica e dà speranza alla donna e dall’altra parte prende vita un televisore che ipnotizza e convince chi non ha la forza di reagire. Il televisore sarà colui che metterà dinanzi alla verità condivisa ed universale l’uomo e che lo porterà a non accettare il figlio al tal punto dal dover commettere un infanticidio. Dio e società fanno quindi a gara per accaparrarsi il destino della famiglia. Chi vincerà?


QUESTIONE DI CENTESIMI

| Massa a Fuoco | di e con Pasquale Faraco | regia Paolo Schena

Un operaio della FIAT di Pomigliano su uno sgabello nel suo turno di lavoro: da destra a sinistra e da sinistra a destra, preciso, misurato, contingentato; e intanto racconta, rievoca, convoca – anche con una certa dose di “arraggiata” ironia partenopea: il compagno di lavoro che ancora lotta, la moglie preoccupata per la crisi, la buonanima del padre anch’egli operaio, il caporeparto settentrionale, la compagna di lavoro che si è tolta la vita, la fabbrica che a poco a poco chiude. Ormai non più padrone del suo tempo (ma chi lo è davvero, oggi?): spesso in cassa integrazione o sottoposto a ritmi massacranti, sembra prigioniero consenziente di un fabbrica ormai deserta, facendo così emergere una contraddizione che tutti ci riguarda in questa epoca neoliberista. Finché il ricordo di un’estate al mare, al Villaggio Coppola, con suo padre…


UN CAPITANO

| di Amr Abuorezk |con Ivano Russo | regia Eleonora Gusmano

Nell’estate del 2006, durante i mondiali di calcio, Amr A., 21 anni, decide di tentare la traversata per mare dalla Libia all’Italia. Amr è un pescatore, conosce il mare fin da bambino. In Egitto guadagna poco e potrebbe solo pescare per tutta la vita, ma il suo spirito brillante e la sua voglia di scoprire il mondo lo spingono a cercare uno strappo nella rete della quotidianità. Il viaggio inizia e immediatamente Amr si rende conto che gli scafisti non sono adeguati a guidare la barca. Gli incidenti si sommano, la tensione cresce e il tempo è poco. Amr capisce che deve fare una scelta:l asciarsi andare come gli altri nelle mani di tre incapaci, o mettersi lui stesso alla guida della barca. Lui, che è sempre stato quello che gli ordini li prendeva. Lui, che è sempre stato secondo e mai capitano. Così respira, e sceglie di prendersi la responsabilità di 144 uomini, che da massa di sconosciuti diventano la sua ciurma.


IL FIORE E L’ACQUA

| Circomare Teatro | di e con Alessandra Cappuccini

In un tempo perso nella memoria, dal mare nasce una bambina che è sia bianca che nera. Cresce con una balia nera che le insegna rituali antichi . la bambina, diventata donna, sarà costretta a scappare dalla guerra, e in questa corsa troverà la sua vera identità e il significato di un mondo che non trova pace.

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