TEATRO STUDIO UNO 7-10 DICEMBRE, “FUCKIN IDIOT” SECONDA RESIDENZA ARTISTICA E “CUTE” VINCITORE PREMIO SPECIAL OFF ROMA FRINGE FESTIVAL 2015

TEATRO STUDIO UNO 10-13 DICEMBRE, 

“FUCKIN IDIOT” SECONDA RESIDENZA ARTISTICA,

 “CUTE” VINCITORE PREMIO SPECIAL OFF ROMA FRINGE FESTIVAL 2015

10-20 DICEMBRE #residenza temporanea

FUCKIN’IDIOT

locandina low def

regia Simone Giustinelli con Federico Cianciaruso, video Cristiano Di Nicola

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

Ingresso 10€ tessera associativa gratuita

Fuckin’ Idiot vuole essere un’indagine sulle dinamiche con cui il potere esercita la sua forza. Le dinamiche per cui di volta in volta, partendo dal paragone giocoso del tifoso di calcio, il Potere distingue a suo piacimento buoni e cattivi, giusti e scorretti. Il Potere che argina le rivoluzioni, che tempra le manifestazioni, che sceglie quando, come e con chi discutere. In scena c’è un solo attore, un ragazzo. L’intenzione di chi scrive è quella di creare un contatto umano, all’interno della performance artistica, tra lo spettatore e il ragazzo sullo scena. Quella di farlo apparire, nonostante i “travestimenti” scenici da tifoso, da rivoltoso, semplicemente e genuinamente ciò che è, un ragazzo. Avvicinare lo spettatore a una figura-limite della società all’interno della quale vive; presentarlo all’interno della scatola teatrale piuttosto che in quella televisiva, telegiornalistica.

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:: PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

CONTATTI

10-13 DICEMBRE

Produzione Compagnia Matroos

CUTE

locandina cute studio uno

di e con Lisa Rosamilia

Gio-Sab ore 21; Dom ore 18

INGRESSO 10€

Il corpo porta con sé segni, resti, cicatrici, conseguenti tracce di un passo, un gesto, un’impronta. “Cute” narra del segno tracciato sulla propria pelle, seppur invisibile, di incontri, parole, sensazioni. Primo confine col mondo, la superficie cutanea riveste e protegge, assorbe e rilascia, regola e partecipa, conosce attraverso il tatto, sente e comunica, esprime, respira, custodisce e conserva. Sul tessuto di un’enorme tela, installazione scenografica della performance intesa come metafora di una superficie cutanea, appaiono i movimenti interiori, le pieghe della pelle, ferite come solchi, a narrare le trasformazioni, le separazioni e i ricordi, visioni necessarie ad un ciclico ricambio di pelle. La danza si muove in silenziosa comunicazione con il tessuto, in piccoli gesti o inaspettate apparizioni di forme dalla tela, accompagnata da musica e suoni dal vivo che seguono l’istante attraverso una ricerca improvvisativa e sperimentale.

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:: PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

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